Il sesso con Davide è perfetto. Vengo sempre. SEMPRE.
Dopo quattro giorni di workshop di solito sono stressatissima e spesso mi trema l'occhio sinistro come gli psicopatici, ma stranamente sono tranquilla. Forse perché è la seconda volta che lo facciamo oggi.
Io e Claudia siamo uscite alle 17 perché abbiamo finito il progetto.
È bellissimo.
Poi sono venuta da Davide e ora sono nel suo letto che accarezzo il gattino.
È buffissimo con queste orecchie basse.
«Domani è l'ultimo giorno» spunta dal bagno un biondo nudo, asciugandosi i capelli umidi.
È sexy da morire.
Presso le labbra tra loro per trattenermi dal saltargli addosso la terza volta.
«Già» cerco di concentrarmi su altro «quando ci direte che abbiamo vinto?»
«Sei davvero molto sicura di te stessa» sorride e si avvicina scuotendo la testa, una goccia sfugge ai suoi capelli, gli cade sul petto e fa lo slalom tra i suoi muscoli definiti.
Sto sbavando.
«...Beh, beh» riprenditi, Ambra «c'è qualche altro progetto che esca dalla banalità di un qualsiasi casolare?» mi schiarisco la voce.
«Direi di no. Saprete i risultati dopo che avrò presentato tutti i lavori all'azienda e loro decideranno» si siede vicino a me e il suo braccio mi sovrasta.
«Ho detto che non lo voglio sul letto. Poi si abitua e non gli tolgo più il vizio» prende Malpelo e lo sposta a terra.
Il suo profilo è davanti al mio viso.
Le sue clavicole brillano per le goccioline d'acqua che gli sono cadute dai capelli.
L'ho già detto che le clavicole sono la parte più sexy del corpo?
Perché vorrei ribadire il concetto.
Non resisto più e gli salto addosso.
Lo bacio prepotente mentre mi metto a cavalcioni su di lui, che geme quando gli mordo il labbro. Lo sento che si eccita subito sotto di me e mi sembra stranamente più innocente rispetto a un'ora fa.
«Di nuovo?» Ansima mentre inizio a baciare la sua intimità, già dura e pulsante.
«Di nuovo»
Non mi ha ancora toccata ma sono comunque bagnata, vederlo così mi fa impazzire.
Mi afferra i capelli e mi riporta sulla sua bocca, facendo strusciare i nostri bacini.
Tende una mano tra le mie cosce e a trovarmi fradicia sorride malizioso.
Con un colpo di reni entra dentro di me ed io soffoco un urlo di piacere.
Le sue dita sui miei fianchi mi danno il ritmo, che questa volta è meno irruente: esce quasi completamente e rientra lento.
Lentissimo.
Lo sento scivolare piano e non so perché sto gemendo così tanto, di solito preferisco un ritmo più incalzante e forte.
Ci giriamo sul letto, ora è lui sopra di me.
Sento entrare perfettamente ogni suo centimetro e dopo qualche minuto sto impazzendo.
«Fammi venire» ansimo mordendogli in collo, ma lui esce e mi lancia un'occhiata provocatrice, come per dirmi che comanda lui.
Afferro con le unghie i suoi glutei e lo spingo dov'era «continua» ordino.
Sono troppo prepotente pure a letto.
Dopo l'orgasmo mi sono addormentata, mi sveglia la vibrazione continua del mio cellulare. Davide dorme girato dall'altra parte, sarà stravolto pure lui. Guardo il suo sedere e noto i graffi che gli ho lasciato.
Dovrò tagliare le unghie davvero prima o poi.
Prendo il telefono e leggo mamma sul display.
Sono le 21.47.
Merda.
«Pronto?» cerco di far sembrare la mia voce meno addormentata.
«Ma dove sei?! Ti ho chiamata almeno cinque volte per sapere se venissi a cena»
«S-sono da Claudia perché siamo indietro col progetto, non so a che ora arrivo» mento.
Scambiamo qualche battuta e, dopo averle mandato un bacio, le butto giù.
Subito dopo il mio stomaco brontola rumorosamente e il biondo al mio fianco scoppia a ridere.
Doveva proprio essere sveglio?
«Dai, ti preparo qualcosa» si volta per guardarmi.
Non credo sia una buona idea: potrebbe credere che ci sia qualcosa di più profondo tra di noi e non c'è proprio nulla.
«Ma non ti illudere. È solo cibo» aggiunge poco dopo.
Lo so che mi leggi nel pensiero.
«Lo Giudice! Smettila di dare pezzetti di prosciutto a Malpelo!» mi sgrida.
Ora glielo devo proprio chiedere: «Posso sapere perché mi chiami sempre per cognome?»
«Non ti sei mai presentata» scrolla le spalle.
«Non sai che mi chiamo Ambra?» chiedo sorpresa.
«So perfettamente che ti chiami Ambra» alza gli occhi al cielo «ma non perché me l'abbia detto tu»
Ha ragione.
Non mi sono mai presentata, così allungo una mano verso di lui «molto piacere, sono Ambra» sorride divertito, ricambia la presa e poi porta il mio indice alle labbra per leccarlo malizioso.
STAI LEGGENDO
ArMIAMOCI || COMPLETA
Romance*Questa è la mia prima storia. Spero che venga letta anche solo da una persona e che le piaccia. Con l'intento di tenervi compagnia. Un bacio e grazie* Ambra è alla festa della sua università, organizzata in una discoteca. Tra la folla le sembra di...
