Il rumore di qualcuno che si schiarisce la gola ci interrompe, Nicolò è appoggiato alla porta con un'espressione contrariata dipinta sul volto.
«Cosa succede qui?» ma subito il suo sguardo cade sul mio polso e si avvicina appena nota il livido «Ambra ma...questo?»
«Non preoccuparti, non è nulla. Ho la pelle molto delicata»
«Te l'ha fatto il tuo fidanzato?»
Davide, come se si fosse scottato, lascia immediatamente la mia mano allontanandosi, vedo le sue grosse spalle girarsi e andare via.
«Non andrà mica ad ammazzarlo di botte?» sussurra, guardo il mio capo che sembra davvero preoccupato e come una psicopatica scoppio a ridere.
Davide non farebbe del male ad una mosca.
È buono come il pane.
Nella sala relax racconto a Nicolò quello che è successo davanti ad un tè.
«Hai lasciato Andrea?!» Quasi urla e io subito gli tappo la bocca con una mano. Ci sono i procacciatori nella stanza a fianco e non mi piace che gente quasi sconosciuta sappia i fatti miei.
«Ma come ti è venuto in mente? Ma io dico: lo hai visto bene?! Tu sei una ragazza molto bella ma lui è ad un altro livello!»
Lo guardo sbigottita.
Poteva anche non dirlo.
Sono un po' offesa.
«Scusa?!» ribatto.
«Dai, Ambra, sai benissimo che è vero. Avresti dovuto leccarti le dita!» poi come se avesse avuto un'illuminazione continua: «Non dirmi che...»
«Che?» lo invito ad andare avanti confusa.
«Ce l'ha piccolo?»
«Cos-?!» La mia voce si alza di qualche ottava «Non parlerò del pene del mio ragazzo con te!»
Un tonfo sordo ci fa girare di scatto e troviamo Davide intento a raccogliere il barattolo e le bustine delle tisane che sono sfuggite.
Fulmino velocemente il mio capo per fargli capire di non aggiungere altro e rimaniamo a fissarlo.
Si scusa mentre rimette goffamente le cose a posto, continua a far cadere qualche bustina ed io cerco di trattenere un sorriso.
Non l'ho mai visto così impacciato.
Una volta serrato il barattolo, si avvicina alla nespresso senza degnarci di uno sguardo.
Nicolò fa spallucce, mi saluta con un cenno della mano e se ne va.
Grazie.
Sei proprio un amico che rimane nel momento del bisogno.
Guardo l'altro mentre posiziona la tazzina di vetro e schiaccia il pulsante, i suoi occhi incrociano i miei e per l'imbarazzo li punto sulla macchina del caffè.
«Ehm...David-»
«Mi dispiace per quello che ti ho fatto, davvero» inizia alludendo al livido «Ma tu hai...detto quelle cose...fatto quel discorso ed io non ci ho più visto...però, Ambra, tra di noi non p-»
Non voglio sentirlo.
«Volevo solo dire che ti sei dimenticato la cialda» lo interrompo con freddezza e lui volta la testa verso la tazzina piena di acqua sporca.
«Merda» impreca.
Mi alzo e me ne vado fingendo indifferenza.
Sento che mi chiama ma faccio finta di nulla, vado dalla mia scrivania e prendo le mie cose per andare via.
Che idea di merda venire in ufficio.
Sto malissimo.
Quando tra di noi è finita ha detto che fosse per una questione lavorativa, oggi stava dicendo che non può funzionare tra di noi in generale.
Fa più male.
Fa più male perché non è più colpa del lavoro, ora so che io non vado bene.
Non prova nulla per me.
Probabilmente prima mi illudevo che provasse qualcosa, qualsiasi tipo di sentimento mi avesse garantito un posto nel suo cuore, anche uno piccolo, e che fosse per colpa del lavoro che non potessimo stare insieme.
Invece la colpa è mia.
Senza rendermene conto mi ritrovo in casa di Claudia che mi consola, sto piangendo con la bocca piena di pane e nutella.
Grazie Ferrero, tu si che sai come consolare un cuore spezzato.
«Davide non mi ama» sbiascico «io-io mi sono innamorata e a lui neppure piaccio»
La mia amica mi mette un braccio intorno alla spalla e mi stringe a sé.
«Ho sbagliato tutto con lui» continuo «Non facevo che dirgli che per me non era nulla oltre che un po' di sesso mentre in realtà iniziavo già a provare qualcosa! Non mi sono data neppure una possibilità»
Mi asciugo un po' il moccico con la manica e prendo un cucchiaio per infilarlo direttamente nel barattolo.
Ho bisogno di nutella pura.
«Mi sono innamorata dei suoi gesti dolci, del suo sorriso perfetto, del suo profumo al caramello» poi mi volto speranzosa verso Claudia «Hai del caramello?»
Lei corre in cucina e dopo qualche minuto torna con delle caramelle e dei budini al gusto che le ho chiesto.
Sapevo di aver fatto bene a venire qui, non credo di conoscere nessun altro con una scorta di dolci più grande della sua.
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Romance*Questa è la mia prima storia. Spero che venga letta anche solo da una persona e che le piaccia. Con l'intento di tenervi compagnia. Un bacio e grazie* Ambra è alla festa della sua università, organizzata in una discoteca. Tra la folla le sembra di...
