Vedo la testa bionda che mi difendeva barcollare per mezzo secondo e poi piazzarsi di nuovo davanti a me.
Sono pietrificata.
Davide si passa la mano sulla fronte e da dietro le sue spalle riesco a intravedere il suo palmo sporco di sangue.
Una grossa lacrima sfugge al mio controllo.
«Non vuole parlarti» riprende.
«Ti ho detto di levarti» Alessandro tira un altro pugno. Mi scappa un urlo e mi metto di fronte all'altro per coprirlo.
«Non lo toccare!» sbraito «Non ti permettere!Qualcuno chiami la polizia!»
«Non c'è bisogno» dice il ferito dietro di me «se ne stava andando» lo sguardo che gli lancia fa paura, credo che lo stia sfidando a colpirlo di nuovo ma dubito che questa volta non reagirà. È il doppio del suo aggressore ed è ben allenato, lo farebbe a pezzi in mezzo secondo.
Infatti Alessandro scappa con la coda tra le gambe borbottando insulti.
«Stai bene?» Mi affretto a togliergli il sangue che gli cade sull'occhio con le mani.
«Almeno hai smesso di piangere» accarezza la mia guancia e mi sorride, ma è un sorriso triste.
Sento il mio cuore farsi piccolo piccolo.
Mi accorgo che intorno a noi si è radunata una folla, dovrei portarlo via da qui.
«Oh mio Dio, Ambra!» la voce di Angelica mi fa sentire più sollevata «cos'è successo?» Tira fuori un pacco di fazzoletti dalla borsetta e iniziamo a pulirgli la faccia.
«Alessandro è uno stronzo» riassumo e forse per la rabbia premo troppo forte sulla ferita di Davide, che mi afferra il polso dopo un verso di lamento.
«Mi sono innamorata di uno stronzo egoista» continuo a sfogarmi con Angelica, la presa su di me prima si stringe e poi mi lascia, quindi mi giro verso di lui, che forse sta per dire qualcosa ma la voce di Giorgia sovrasta tutti «Che avete da guardare? Lo spettacolo è finito! Tornate alla vostra noiosa serata!» grida alla gente curiosa che si è radunata intorno a noi, la quale borbottando inizia ad allontanarsi.
Mi prendo un secondo per analizzarlo: ha qualche ciocca di capelli sporca di sangue, il quale gli esce dal sopracciglio e scende sul suo bel viso, anche il labbro è spaccato.
È tutta colpa mia.
«Ma io dico, grande e grosso e poi non rispondi a quel cretino?» Sbotta Angelica mentre caccia i fazzoletti insanguinati in un cestino poco distante «con uno schiaffo lo ribaltavo io! Figurati con uno tuo!»
«Per favore, non ora» la interrompo prima di rivolgermi a Davide «andiamo da te, così almeno ti disinfett-»
«No, grazie» finalmente parla «Continua a festeggiare, io faccio da solo» non mi dà tempo di ribattere che si alza e cerca di andarsene a grandi passi, ma corro e gli afferro un braccio
«Davide» non so bene cosa dire «Ti prego, lasciami...lasciami aiutare»
«Hai fatto abbastanza» sibila.
I suoi occhi argentati inghiottono qualsiasi luce senza rifletterla, un freddo siberiano invade le mie vene e le ghiaccia fino ad arrivare al mio cuore.
«Io...» cerco di riprendermi dal congelamento.
«Cosa?» il suo tono è apatico.
«Mi dispiace» sussurro.
«Non c'è bisogno delle scuse...né di te»
Mi sembra di star per morire di ipotermia. Strattona il braccio via da me e si allontana lasciandomi lì, da sola, sotto lo sguardo di Angelica, Giorgia e Claudia ubriaca che non so bene quando ci ha raggiunti «OMMIODDIO! AMBRA LO HAI PICCHIATO!» sentenzia e le altre scoppiano a ridere, a me invece scappa l'ennesima lacrima.
•••
Ho provato a chiamarlo almeno una ventina di volte, ma non mi risponde, così ho optato per un infinito messaggio di scuse e ringraziamenti per aver preso le mie difese quella sera.
È passata una settimana e non ha ancora risposto, le ragazze mi hanno detto di lasciargli sbollire la rabbia o qualsiasi cosa avesse ma ora mi sono rotta il cazzo.
Lo ringrazio davvero tanto per quello che ha fatto, averlo vicino in quel momento è stato fondamentale, mi ha fatta sentire protetta in un momento in cui mi sembrava di poter cadere a pezzi con un soffio ma ora basta!
Fai l'eroe e poi sparisci?
Che comportamento è?
Che cazzo stai facendo, Davide?!
E poi come ti permetti di dirmi certe cose!
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Roman d'amour*Questa è la mia prima storia. Spero che venga letta anche solo da una persona e che le piaccia. Con l'intento di tenervi compagnia. Un bacio e grazie* Ambra è alla festa della sua università, organizzata in una discoteca. Tra la folla le sembra di...
