Apro la pesante porta blindata con un grosso sorriso stampato in faccia.
Subito il mio corpo si ghiaccia e mi blocco.
Davanti a me trovo Davide che bacia Maria sul suo grosso letto. Lei è in intimo, mentre lui è a torso nudo con i jeans slacciati, mi guarda e m'ignora.
È stato lui ad invitarmi, a dirmi che dovevamo parlare.
«Ambra, amore?» mi chiama qualcuno e sento stringere la mia mano destra, quindi mi volto in quella direzione.
Al mio fianco c'è Alessandro.
«Amore» ripete.
Le mie labbra sono ancora piegate all'insù e non riesco a serrarle, i muscoli del mio viso tirano come se avessi un crampo, cerco di portarmi le mani in faccia ma quella destra è incollata a quella del mio fidanzato.
È incollata.
Incollata.
Cerco di separarle ma più ci provo più la mia pelle brucia, vorrei gridare però la paralisi che ho in faccia non me lo permette, anzi ad ogni tentativo sembra che la mia carne venga lacerata.
Corro verso lo specchio, trascinandomi il peso di Alessandro, è tutto appannato a causa del calore dei corpi di Davide e Maria, che come se non esistessi si dedicano selvaggiamente al loro amplesso, abbandonandosi a versi primitivi che non sembrano umani.
Con il palmo libero disappanno la superficie e quando mi vedo riflessa indietreggio.
Due grossi ami da pesca trapassano la mia guancia, tenendo forzatamente gli angoli della mia bocca all'insù.
«Amore»
Le dita di quello che dovrebbe essere il mio ragazzo afferrano il mio mento facendomi sussultare, sembrano dei chiodi che si conficcano nelle mie ossa. Lui volta il mio viso nella sua direzione e senza darmi il tempo di realizzare mi stampa un bacio sulle labbra.
Il mio stomaco si contorce e un terribile senso di nausea si espande in tutto il mio corpo.
Gli ami strappano la mia carne, lasciando libera la mia bocca e permettendomi di rimettere.
Vomito tutti i miei organi interni.
Poi cado a terra quando davanti ai miei occhi vedo lui.
Il mio cuore.
«Amore»
«Amore»
Spalanco gli occhi e mi tiro subito a sedere, immediatamente lancio un'occhiata a ciò che mi circonda.
È camera mia.
«Amore» la voce di mia madre attrae la mia attenzione «Stai bene? Ti ho sentita gridare e sono cors-» non la faccio finire che mi lancio tra le sue braccia.
Rimango un paio di minuti così, con le sue mani che mi accarezzano i capelli e con l'orecchio che ascolta il ritmo perfetto del suo cuore, mentre il mio galoppa ancora all'impazzata per colpa di quell'incubo.
Mamma è andata al lavoro, così ho invitato a pranzo Angelica e Claudia.
Ho bisogno di distrarmi un po'.
«Davide?» chiede la mia compagna di studi.
Mi va quasi di traverso la pasta.
«Cosa?» ribatto apatica.
«Hai fatto pace?»
«No» rispondo indifferente «Ma non mi interessa»
Non ho raccontato a nessuno di aver visto Maria uscire dal suo edificio.
«Davvero?» domanda Angelica a bocca piena.
«Sì, tra di noi non c'era nulla» ricordo a tutte «Anzi probabilmente è esattamente questo il motivo per cui non mi vuole rispondere»
«Non ho capito» dicono in coro.
«Alla mia laurea tutto si è sbilanciato. Lui non doveva mettersi in mezzo tra me ed Alessandro, non doveva importargliene nulla. Invece per gentilezza è intervenuto, si è pure fatto male ed io al posto di dirgli che doveva farsi gli affari suoi, visto il nostro tipo di rapporto, mi sono proposta di aiutarlo a mia volta. Non era una relazione quindi non c'era bisogno di un sostegno reciproco, abbiamo passato il limite. Sicuramente anche per lui è così, per quello ha deciso di troncare tutto» spiego fermamente.
Le mie amiche mi fissano in silenzio poi Claudia lancia la forchetta sul piatto «Ma sei scema?»
L'altra riprende a mangiare.
«Il limite lo avete passato quando avete iniziato a cenare insieme! Lo avete passato quando avete deciso di svegliarvi insieme certe mattine!» continua, io vorrei ribattere ma non me lo permette «E della vacanza insieme? Del fatto che tu l'hai invitato alla laurea? Che mi dici? Non è ben oltre il limite? Forse se prendi un binocolo e lo punti a fanculo riesci a vedere il tuo limite che ti saluta e che hai sorpassato settimane fa»
Io sono a bocca aperta.
Perché è così arrabbiata?
«Cla» interviene la mia migliore amica «Rilassati»
«Mi fa uscire di testa» commenta «Come può essere intelligente in tutto, ma essere così scema nelle relazioni?» si massaggia le tempie.
«Io non sono scema» borbotto «Solo che tu non puoi capire, per te chi si dà un bacio sta automaticamente insieme»
«No, chi si bacia si piace esteticamente, così come chi condivide il letto una volta. Chi lo condivide una cinquantina di volte aggiungendo qualsiasi momento esterno alle lenzuola invece si piace e basta. Non puoi negare che ti piaccia la sua compagnia»
«Mi piace la compagnia di chiunque. Sono una persona adattabile, chiedi a lei» indico Angelica «Ho frequentato svariati ragazzi con cui mi comportavo uguale e con nessuno è nato qualcosa. Diglielo anche tu!»
«È vero» conferma lei, forse sta per dire qualcos'altro ma si blocca.
«Non lo so» continua l'altra «Ho la sensazione che tu stia solo scappando e che questo non ti porterà nulla di buono»
«Io non scappo da nulla» la rassicuro, sembra davvero preoccupata «Non c'è nulla tra di noi, né per me, né per lui...e poi è finito tutto»
Credo fermamente in quello che ho detto, Davide non prova nulla per me, non avrebbe tagliato tutti i ponti con la sottoscritta.
Ed io non provo nulla per lui, solo il senso di colpa che si sia fatto male a causa mia.
Fine.
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Romantiek*Questa è la mia prima storia. Spero che venga letta anche solo da una persona e che le piaccia. Con l'intento di tenervi compagnia. Un bacio e grazie* Ambra è alla festa della sua università, organizzata in una discoteca. Tra la folla le sembra di...
