Adventure partner

711 30 5
                                        

Il cuore pompava velocemente nel mio petto, tanto da riuscire a sentire solo il mio battito ed il mio respiro affannoso.
Mi guardai intorno, ma era tutto buio e confuso.
Avrei voluto urlare, ma la voce mi si bloccava in gola e più provavo a liberarla più mi sembrava di essere soffocata.
Mi toccai il petto ed il collo istintivamente per capire cosa stesse succedendo, ma così facendo mi sporcai di sangue.
Guardai immediatamente le mie mani che gocciolavano colorando di rosso intenso quel buio che mi circondava.
La voce tornò improvvisamente e urlai con tutto il fiato che avevo nei polmoni.

Aprii gli occhi e finalmente tornai nella mia stanza.
Istintivamente mi guardai le mani ed il corpo da sotto le coperte per essere certa che fosse solo uno dei soliti orribili incubi.
Sospirai di sollievo notando che era tutto okay e lentamente ripresi a respirare regolarmente.
Stavo ancora tremando di terrore quando decisi di alzarmi dal letto e andare a fare una doccia.
Ormai questi sogni li facevo quasi ogni notte e non avevo modo di evitarli, potevo solo imparare a conviverci.

Entrai nel bagno con ancora la gola dolorante a causa delle urla di poco prima ed aprii in getto di acqua calda.
Iniziai a spogliarmi ed intravidi il mio riflesso nello specchio.
Ero dimagrita parecchio in questi mesi ed il poco sonno mi aveva causato delle occhiaie al quanto evidenti.
Diciamo che non nascondevo il mio stato non proprio ottimale.
Tirai un sospiro ed evitai di guardarmi ancora, mi stavo facendo pena da sola.
Mi infilai nella doccia e chiusi gli occhi godendomi il tepore dell'acqua calda sulla pelle.
Iniziai a ricordare improvvisamente di quando Zayn si era fiondato sotto la doccia insieme a me pur di parlarmi e mi aveva pregato di fidarmi di lui perché aveva bisogno di me.
Il ricordo era così vivo nella mia testa che per un attimo mi sembrò di sentire le sue braccia che mi stringevano e le sue labbra sulla pelle.
Un brivido mi percosse la schiena e aprii gli occhi per scacciare via quel pensiero che mi stava attorcigliando lo stomaco.
Ero così stanca di pensare a lui, ma sembrava che la mia testa non riuscisse a fare altro.
Uscii dalla doccia e mi avvolsi in un asciugamano, ormai la giornata sembrava aver già preso una brutta piega.
Indossai un top ed un paio di pantaloncini e scesi in cucina per fare colazione.
La casa era così maledettamente silenziosa che mi sembrava di impazzire.
Fino a questo momento non mi ero mai resa conto di come non fossi capace di vivere da sola.
Avevo sempre avuto compagnia, non avevo mai sofferto per il troppo silenzio o per la troppa tranquillità, anzi.
Helen e Liam erano così rumorosi e chiassosi che a volte quasi desideravo che restassero zitti, ma adesso capivo invece quanto amassi quel baccano.
Per non sentirmi ancora sola, accesi la televisione mentre sistemavo un po' l'appartamento.
Almeno così mi tenni occupata e pensai il meno possibile a tutto ciò che di solito mi martellava la testa.
Era ormai quasi ora di pranzo quando finii di lavare e riordinare casa, ero letteralmente distrutta.
Mi preparai qualcosa di veloce da mangiare, un semplice sandwich con una birra, niente di impegnativo.
Del resto non avevo mai saputo cucinare, come neanche Helen. Ci affidavamo sempre ai cibi precotti o ai ristoranti d'asporto.
Mi ero appena seduta sul divano per iniziare il mio pranzo, quando bussarono alla porta.
Mi alzai domandandomi chi mai potesse essere a quell'ora, ma quando guardai nello spioncino mi resi conto che non poteva essere nessun altro se non l'unica persona che mi era rimasta.

«Harry, non ti aspettavo.» affermai, facendogli spazio per entrare. Fece un paio di passi e si diede una sbirciata intorno prima di rispondere.

«Lo so, forse non è un orario molto decente, però stavo tornando a casa e ho pensato di fare un salto.» disse ed accennò un sorriso, facendo spuntare la sua fossetta.
Era un ragazzo fin troppo educato e gentile per fare parte di quel mondo che avevo a lungo conosciuto.
Mi chiesi come aveva fatto a capitarci dentro e a sopravvivere senza essere sopraffatto.

«Non vivi ad Holmes Chapel?» chiesi, rendendomi conto che non era poi così vicino.

«Sì, però sto cercando una sistemazione a Londra.» spiegò e mi seguì in salotto.

«Così puoi farmi meglio da babysitter?» chiesi con una vena di sarcasmo, ma non volevo essere cinica, del resto non se lo meritava.
Sembrò essere in imbarazzo e si mordicchiò il labbro prima di rispondere.

«Anche.» accennò una risata che mi fece sorridere, almeno era schietto. «No, dai, devo essere sincero. Ho voglia di iniziare una nuova vita e penso che questo sia il posto giusto.» ammise, più serio. Mai come in quel momento potei capire il suo sguardo perso e allo stesso tempo speranzoso.

«Siediti, stavo giusto per pranzare.» gli dissi e lui si accomodò mentre andai in cucina a preparare un altro tramezzino e prendere una seconda birra.
Dopo poco tornai da lui e mi sedetti sul suo fianco, offrendogli la bottiglia fredda.

«Allora ad una nuova vita.» proposi questo triste brindisi, alzando la bottiglia verso di lui.

«Con la speranza che faccia meno schifo.» aggiunse, facendo tintinnare le due birre.
Bevvi un lungo sorso e poi iniziai a mordere il mio panino.
Restammo in silenzio per un paio di minuti, mangiando e guardando distrattamente la TV ancora accesa.
Il silenzio c'era come prima che arrivasse, ma poterlo condividere con qualcuno mi faceva stare meglio.

«Allora, immagino tu abbia abbandonato le corse.» iniziai a parlare mentre lui masticava l'ultimo pezzo del suo pranzo.

«Beh, diciamo che ci sto provando. Sto lavorando come barista in un locale notturno ed è uno dei motivi per cui sono qui a dire il vero. Hanno bisogno di una cameriera disposta a lavorare anche fino al mattino, pensi ti possa interessare?» mi chiese e restai per un attimo in silenzio. Fare la cameriera era l'ultima cosa che avevo pensato di fare mentre ero in affari con Liam, ma a quanto pare non avevo molte altre chance.

«Lo so che non è proprio il massimo, ma almeno è un lavoro onesto e discretamente pagato.» disse, notando le mie incertezze, «e poi lavoreremo insieme, così potremmo lamentarci per i turni assurdi e le persone poche gentili.» sorrise facendo aprire un sorriso anche sulle mie labbra. Non era poi tanto male come idea, infondo avevo bisogno di un lavoro e in più così sarei rimasta meno sola.

«Okay, si può fare.» acconsentii e lui reagì in modo fin troppo entusiasta.

«Fantastico! Allora domani pomeriggio ti passo a prendere e ti presento al capo. Vedrai, sarà divertente.» il suo ottimismo e la sua positività mi fecero sentire più leggera.
Ma sì, infondo cosa avevo da perdere?
Dovevo prendere la vita così come veniva, senza troppi progetti o pensieri, già bastavano quelli che avevo.

Harry restò con me per il resto del pomeriggio e capii perché Liam l'aveva mandato da me.
Era davvero di ottima compagnia ed era molto simpatico e divertente.
Quello che mi serviva proprio adesso che mi sentivo con l'umore sotto i piedi.
Mi raccontò della sua vita incasinata, di come aveva deciso di diventare pilota per poter guadagnare facilmente e pagare i debiti di gioco di suo padre, ma anche di quanto si fosse divertito ai nostri incontri clandestini.
Finalmente per un paio d'ore dimenticai tutti i problemi che mi avevano affollato la testa per interi mesi e mi lasciai andare.
Ora ricordavo quanto fosse importante avere un contatto umano sincero, o almeno che sembrasse tale.
Forse fu per questo che feci una delle mie tante follie.

«Perché non ti trasferisci qui? C'è una stanza libera e così possiamo dividere le bollette. Inoltre potrai farmi da babysitter ventiquattr'ore su ventiquattro, senza nessuno sforzo.» proposi, anche se sapevo non fosse la cosa più saggia da fare. Infondo non lo conoscevo affatto, non sapevo se mi potevo fidare di lui né tantomeno se fosse davvero il bravo ragazzo che voleva farmi credere.
Ma del resto ero stata tradita anche da persone che conoscevo a lungo e che avevano guadagnato la mia fiducia lentamente, quindi cosa mi costava?
E poi non volevo più essere così dannatamente sola.
Volevo qualcuno con cui poter ridere e dimenticare il dolore che mi stringeva il cuore.

Harry sorrise confuso e divertito, «Okay, perché no.» disse, alzando le spalle.

«Perfetto, allora siamo ufficialmente coinquilini.» affermai, porgendogli la mano. Lui scoppiò a ridere e poi la strinse, guardandomi dritto negli occhi.

«Ci sto.» rispose e non smise di fissarmi con i suoi occhi verdi e rassicuranti.

Forse avevo trovato un compagno di avventure per questa nuova pazza vita.

———
Salve girls ❤️❤️
Ci tenevo a ringraziarvi per l'affetto che mi avete dimostrato, ammetto di essere stata molto preoccupata riguardo l'esito di questo sequel.
Temevo che ormai aveste perso interesse nella storia, ma fortunatamente mi avete fatto ricredere. ❤️
Allora, cosa pensate di questa nuova Meghan e dell'entrata in scena di Harry?
Fatemi sapere le vostre impressioni sul nuovo compagno di avventure di Meg.
Alla prossima, un bacione ❤️❤️ xx

Yūgen 2 [Z.M.]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora