Presi in mano le carte che Sam stava distribuendo sul quel prato così verde, l'erba non era troppo alta e questo ci permise di avere qualcosa di abbastanza morbido su cui sederci.
In realtà non sapevo proprio giocare a carte, almeno che non si tratti di quelle dei pokemon, ma comunque, accettai di fare una partita con le ragazze solo per riempire quell'ora buca che la Duff ci aveva dato.
Kelsey che era appoggiata con la schiena al tronco di un albero buttò un cinque di cuori, seguita da Sam che lanciò un sei di picche.
Ma a che minchia di gioco stavano giocando?
Stavo scegliendo la carta da buttare, ma fui interrotta da un ammasso di cartaccia racchiuso malamente da un po' di scotch nero che mi fece cadere tutte le carte, atterrando sulle mie gambe.
"No ma dico, siete idioti?" Urlai verso i ragazzi che avevano lanciato quella specie di pallina.
Solo dopo qualche istante realizzai che era il gruppo di babbuini di Hemmings.
Ma questi non avevano mai lezione?
Calum corse verso di me per riprenderla e quasi inciampò grazie alla mia gamba distesa.
"Si, confermo, siete un gruppo di idioti" dissi scoppiando a ridere seguita dalle mie amiche e i suoi amici che avevano assistito alla scena non molto distante da noi.
"Oddio, stai bene?" Chiese subito preoccupata Sam trattenendo le risate.
Sam, sei un antisgamo.
Tutti lo hanno capito che hai una cotta per Calum.
Anche se non la biasimo per niente, insomma lui con il suo viso così tenero e le sue braccia muscolose, a quale ragazza non sarebbe piaciuto?
Si, l'ho già detto, ho una fissazione per le braccia maschili.
Calum annuì ridendo di se stesso e sedendosi vicino a lei cominciò a giocare con quella pallina che quasi lo aveva ucciso.
Appena Ashton adocchiò Kels, si avvicinò sedendole accanto.
Le guance della mia amica si tinsero leggermente di rosso facendomi intenerire.
Dovevo ammetterlo, erano così carini insieme, facevano proprio una bella coppia.
Ashton, castano dagli occhi verdi e Kels, mora con le punte bionde e i suoi grandi occhi castani.
Se non fosse stato per lei, che era così timida, avrei tirato fuori il telefono e gli avrei scattato una foto.
"Che fate di bello"? Chiese Michael sedendosi alla mia destra formando così un cerchio.
"Giocavamo a carte" gli risposi stiracchiandomi.
Avrei dato di tutto per potermi stendere e riposare, anche per cinque minuti.
Mi girai e notai Luke sdraiato sull'erba con le mani incrociate dietro alla testa, evidenziando in questo modo maggiormente i suoi bicipiti, che prendeva il sole poco lontano da noi.
"Possiamo giocare anche noi? Fare una partita a calcio con questa specie di palla non è stata una grande idea" Disse Ashton con un'espressione delusa in viso.
Povero cucciolo, Kels perchè non consoli un po' il tuo piccolo chihuahua?
"Si, giochiamo a Merda " disse Sam tutta contenta.
Stronza, era bravissima a giocare a mia differenza.
"Io passo."
Mi alzai, e mi avvinai a Luke.
Mi sdraiai poggiando la testa sulla sua pancia e cercai di assorbire gli ultimi raggi di sole che settembre ci stava regalando.
"Ma che fai?" Chiese con un tono leggermente divertito, alzando di poco la nuca.
"Mi rilasso" risposi infilandomi gli occhiali da sole che trovai nella mia enorme borsa.
"Ne hai un paio anche per me?"
Mi alzai e spulciai li dentro sperando di trovare gli occhiali da sole di mio padre, a cui avevo ancora dimenticato di ridare.
Quasi urlai dalla felicità quando li trovai, qualche volta la mia poca memoria serviva.
Glieli porsi e li indossò ritornando alla stessa posizione di prima, glieli avrei dovuti regalare, stavano meglio a lui che a mio padre. "Adesso ci vorrebbe solo un cuscino" disse cercando di aggiustarsi meglio.
Gli lanciai la felpa che avevo buttato li dentro, in caso ci fosse stato un po' di vento.
"Qualcos'altro?" Chiesi leggermente alterata.
Insomma volevo riposarmi non fare da serva a Hemmings.
"Magari un cocktail" rise divertito dalla situazione.
Cercai di nuovo nella borsa, ricordando di aver comprato prima alla macchinetta un the alla pesca in tetrapak, glielo lanciai rimettendomi con la testa sul suo ventre, sperando che non avrebbe più rotto le palle.
"Ma chi sei? Mary Poppins?" Chiese visibilmente divertito, aprendo il piccolo succo.
"Qualcosa del genere" risposi chiudendo gli occhi cullata dal calore del sole, lasciandomi scappare un sorrisino.
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Sexual education
Fanfictioncosa può accadere se nella classe di letteratura del signor Smith arriva Sarah che insegnerà agli alunni uno strano modo di fare educazione sessuale? Ormoni impazziti, strani esperimenti, tanti ragazzi e tante risate. Leggete per scoprirlo! allora...