Affiancata da una Sam, stranamente tranquilla, bussai alla porta di casa Martinez.
Kelsey ci aveva invitate –costrette – a passare un pomeriggio solo fra ragazze e l’idea non mi dispiaceva per niente, se non per il fatto che sapevo che ci stava nascondendo qualcosa.
Ad aprirci la porta fu una Bella distratta, con un libro in mano e gli occhiali da lettura appoggiati sul naso.
Ed ora che la osservavo meglio, potevo notare quanto fosse cresciuta.
I capelli neri e mossi lasciati sulle spalle mostrando tutta la loro lunghezza, gli occhi verdi e le curve femminili ormai ben formate. E il bello, è che non assomigliava per niente a Kelsey.
“Ciao ragazze” accennò appena un sorriso per poi voltarsi e ritornare nella propria stanza.
Scossi la testa, mi dispiaceva che non rimanesse con noi, ma non potevo farci niente.
Entrai in casa e Sam chiuse la porta alle nostre spalle.
“Hei bellezze” ci salutò Kels seduta sul divano del salotto.
Sorrisi nel vederla con i pantaloni del pigiama e una maglietta fin troppo grande per il suo corpicino, ma rimaneva sempre bellissima.
Mi buttai addosso a lei e a sua volta, Sam si buttò addosso a me, facendoci cadere così tutte e tre sul pavimento freddo.
Scoppiammo in una grossa risata e molto lentamente riuscimmo ad alzarci.
Non eravamo il modello reincarnato della femminilità e forse, proprio per questo motivo, che ci divertivamo un mondo a stare insieme.
“Andiamo in giardino?” Chiese la padrona di casa.
Annuimmo e così con una quantità enorme di rifornimento che prevedeva patatine, cioccolato e varie schifezze, ci sedemmo intorno al tavolo che la famiglia Martinez utilizzava per i pranzi e le cene estive.
“Su Kels, ora che i ragazzi non sono nei paraggi puoi confessarci tutto.”
Sam la guardò sorridendo maliziosa.
La mora alzò il sopracciglio guardandola confusa.
“Ashton” sbottai ovvia, e con questo dissi praticamente tutto.
“Ma che vi devo dire?” Ridacchiò istericamente.
“Non fare la stronza, non puoi stare con uno dei ragazzi più fighi di Sydney e non avere nulla da raccontarci” insistette Sam, cercando di spronarla.
Kels in tutta risposta si portò alla bocca una patatina e alzò semplicemente le spalle.
“Dicci del vostro primo bacio” suggerii curiosa.
Fece una piccola risata e un sorriso divertito si dipinse sul suo volto.
Si sistemò meglio sulla sedia incrociando le gambe e tenne stretto il pacchetto di patatine che aveva in mano.
“E’ stato buffo, divertente e imbarazzante allo stesso tempo, ma molto bello.”
Che? Con questi aggettivi di solito non si descrive un bacio.
“Era tardi e aveva voluto riportarmi a casa dopo il nostro primo appuntamento e quando si era fermato davanti al mio vialetto, mi sono girata per salutarlo e lasciargli un semplice bacio sulla guancia, e lui credendo di fare lo stesso, si è voltato nello stesso momento e niente.. è successo per caso.”
Sam rise al racconto di Kelsey ed io non riuscii a trattenere un sorriso.
“Quindi è stato inaspettato per tutti e due” affermò continuando a ridacchiare.
Kels annuì con la bocca piena di chissà quale schifezza.
“Che stronza! Mi avevi detto che era stato lui a baciarti!” Esclamai offesa dalla bugia che mi aveva detto la mia migliore amica.
La mora alzò gli occhi al cielo.
“Mi vergognavo” disse semplicemente.
E di cosa?
La lasciai perdere e mi consolai con un po’ di cioccolato.
“E come fidanzato, com’è?” Domandò Sam.
Dire che Sam fosse una ragazza curiosa, era veramente poco.
“Non è il mio fidanzato” sbottò Kels quasi strozzandosi con quello che aveva in bocca.
“Però vi baciate” commentai divertita.
Le guance della mia amica diventarono di un rosso così intenso, che avrebbe potuto competere con il Gabibbo se avesse voluto.
“Non che tu e Hemmings facciate diversamente” disse Sam maliziosa.
Mi toccai il viso con le mani, sentendomi leggermente accaldata.
Ma perchè dovevano nominarlo sempre?
“Ma stai zitta, non farti figa adesso che hai il ragazzo” ribattei non riuscendo a trattenere una risata.
“Che palle che siete.”
Risi insieme a Kels mentre la vedevamo alzarsi dalla sedia.
“No, non andartene scusa!” Urlai afferrandola per un polso.
Sam si rimise seduta e si abbracciò le ginocchia facendo un’espressione imbronciata.
“E dai, stavo scherzando” cercai di smuoverla, scuotendola per un braccio.
Si voltò dall’altra parte incrociando le braccia al petto.
Che pizza, odiavo quando faceva così.
“Per farmi perdonare, potrai chiedermi quello che vuoi” sbuffai, sapendo che quello era l’unico modo per corromperla.
Si girò con un sorriso diabolico sulle labbra, che fece ridere Kelsey.
Okay, fa seriamente paura.
“Hm” fece finta di pensare portandosi l’indice sul mento.
“Bacia bene?” Domandò sorridendo maliziosa.
Lo sapevo che avrebbe chiesto qualcosa del genere, per cui non mi stupii più di tanto.
Luke non baciava bene, ma da Dio!
Non gli avrei mai dato la soddisfazione che voleva, per cui mi limitai solamente ad alzare le spalle.
“Abbastanza” dissi cercando di sembrare sincera.
Ma comunque, si poteva vedere da lontano un miglio che stavo mentendo, quale ragazza sana di mente poteva negare all’evidenza?
Sam rise scuotendo la testa.
“Ma vai a cagare e poi.. scommetto che la sua lingua è passata ben oltre alla tua bocca.”
Per poco la mia mascella non toccò terra.
“Sam!” Urlammo insieme io e Kels.
Scoppiò in una grossa risata tenendosi le mani alla pancia.
“Ma che diavolo ti ha fatto Calum?” Esclamò sorpresa Kelsey.
Non che Sam non avesse mai fatto battutine del genere, ma mai così esplicite.
E la cosa che mi dava più fastidio, non era la battuta in sè, ma l’immagine ben dettagliata che attraversò la mia mente di Luke che..
Dio, stanotte non sarei riuscita a dormire facilmente.
Maledizione ai miei ormoni e a Luke Hemmings.
“Calum.. è diverso da come lo pensavo.” Disse asciugandosi le lacrime dagli occhi.
“In che senso?” Chiesi confusa.
“In senso buono, ovviamente. Certo è tenero e tutto ma molto e ripeto, molto maschile di.. mentalità.”
Notai la faccia confusa di Kelsey mentre inarcava un sopracciglio.
Ridacchiai, perchè si, avevo compreso in pieno la sua affermazione.
“Che cosa vuol dire?” Domandò innocentemente Kels.
“Che è un pervertito del cazzo” sbottai ridendo.
Strabuzzò gli occhi riuscendo a emettere un semplice “Oh”.
Scossi la testa, cominciando a giocare con una ciocca dei miei capelli, erano davvero lunghi, arrivavano quasi al fondo schiena. Avevo voglia di cambiarli, ma senza fare scelte drammatiche.
“Pensate che debba tagliarli?” Chiesi notando alcune doppie punte.
“Provaci e ti ammazzo” mi ammonì subito Kelsey.
“Oh, avete visto quella nuova oggi a scuola?!” Esclamò Sam come presa da un ricordo.
Aggrottai la fronte, c’era una ragazza nuova a scuola?
Negai con la testa insieme a Kels.
“Ma come? Di certo non passa inosservata, ha i capelli viola.”
Viola? Uh, avrei potuto farmeli anche io.
“Sembra quasi la versione femminile di Michael” rise bevendo un sorso di fanta.
E’ vero, ricordo che Mike si era fatto i capelli viola e anche rosa shocking, ma preferivo quella volta che si fece biondo quasi platino, gli donavano molto.
“A proposito di Michael.. Luke mi ha, ci ha, invitate alle loro prove della band domani.”
“Uhm..” mormorò Kels
“Ci andiamo?” Chiesi speranzosa.
Annuirono senza pensarci due volte.
“Oh, e anche i miei vogliono rivedervi.”
Con il caldo che cominciava a farsi sentire, la maggior parte degli studenti preferiva pranzare in giardino, per cui la mensa non era molto affollata.
Ne fui contenta, perché si riusciva a respirare un'aria meno viziata e questo non poteva che essere positivo.
Adocchiai Michael e Ashton seduti su una panca al solito tavolo in fondo alla mensa, così mi avvicinai tenendo saldamente il vassoio con il mio pranzo.
“Ciao fighi” esclamai salutandoli.
Ridacchiarono facendo un gesto con il capo e con la mano.
Non feci in tempo a sedermi che una massa di capelli neri con qualche ciocca bionda, fu subito al mio fianco.
“Vale anche per me il figo, vero?” Domandò sorridente.
Il viso da cucciolo di Calum, faceva veramente a pugni con il suo fisico tonico e definito.
Ma per qualche strana ragione, gli si addiceva parecchio e forse, riuscivo a capire il motivo per cui Sam gli sbavava dietro da tanti anni.
Risi e annuii abbassando lo sguardo, trovandomi ad osservare il tavolo scarabocchiato da scritte e disegnini non molto adatti al contesto scolastico. O meglio, i tavoli, visto che da quando i ragazzi avevano cominciato a pranzare insieme a noi, avevamo dovuto unirne due per far abbastanza spazio a tutti.
Qualche istante più tardi, Sam e Kels si unirono a noi, facendoci ritrovare quasi al completo. Quasi.
Neanche a farlo apposta, che la porta della mensa venne sbattuta facendo entrare un Luke dall’aria abbastanza scazzata, seguito da una Megan rompicoglioni.
Dio, quanto la odiavo.
Gli posò una mano sulla spalla e lui alzò gli occhi al cielo prima di voltarsi e dirle qualcosa che ovviamente non capii. La liquidò così, lasciandola con una smorfia dispiaciuta e delusa in viso.
“Madonna ragazzi, questa è una vera palla al piede” sbuffò quando fu abbastanza vicino per farsi sentire.
Ashton si girò e si spostò di poco per fargli spazio, facendomelo trovare di fronte.
“Che vuole?” Domandò Mike addentando il suo panino.
“Sabato sera ci sarà una festa da una delle sue amiche e vuole andarci con me.” Rispose prendendo un sorso dalla lattina di the di Calum.
Sentii una morsa alla stomaco e istintivamente strinsi il bordo della maglietta di Kels seduta al mio fianco.
Ma come si permetteva quella zoccola, insomma Luke era... ok forse non era proprio mio, ma non era neanche suo.
Eh che cazzo!
Kelsey mi lanciò un occhiata omicida intimidendomi a lasciare la presa sulla sua t-shirt, ma non le diedi la minima attenzione, essendo troppo presa a sentire quello che aveva da dire il biondo.
“ Perchè a noi non ci hanno invitato?” Chiese Ashton senza nascondere il tono offeso.
“ Perché la tipa non è di questa scuola” spiegò alzando le spalle.
“Ci andrai?”
Ringraziai silenziosamente Michael che aveva posto la domanda e strinsi maggiormente la presa su Kels.
“No, ovvio che no. Ho di meglio da fare” rispose incontrando i miei occhi.
E quel contatto fu quasi come una scarica elettrica, tanto da rendermi conto di quanto effettivamente mi siano mancati i suoi occhi, nonostante lo abbia salutato stamattina.
Allentai la forza della mia stretta su quella povera maglietta e incrociai le braccia al petto appoggiandomi al muro freddo, che mi diede un po’ di sollievo.
Mi morsi un labbro per non emettere alcun tipo di suono, non volevo che capisse che fossi infastidita da.. da quella li.
Il mio sguardo passò dai suoi occhi al suo piccolo naso e alle sue labbra dannatamente perfette.
Mi lodai mentalmente, per avere un autocontrollo così forte, tanto da evitare di prenderlo e sbatterlo su quel fottuto tavolo.
Hei, allora le lezioni di Sarah servivano per davvero!
Si leccò le labbra leggermente screpolate e per un secondo credetti di poter morire.
Spostai lo sguardo altrove, per non finire in qualche grosso guaio ed essere accusata di violenza sessuale in pubblico.
Notai una ragazza dai capelli viola chiaro starsene da sola, ad un tavolo non troppo distante dal nostro.
“È lei quella nuova?” Chiesi a Sam che momentaneamente parve incantata nell’osservare il suo adorato ragazzo.
Sbatté le palpebre più volte e sembrò quasi risvegliarsi da un sogno.
“Eh?” Domandò cadendo dalla nuvole.
Kelsey ridacchiò e le indicò la ragazza di prima.
“Oh si, si è lei.”
L'interessata sembrò quasi sentirci, dato che voltò lo sguardo verso di noi, facendomi incontrare i suoi occhi di un azzurro talmente chiaro da farmi quasi paura.
Le sorrisi cercando di sembrare amichevole e lei sembrò apprezzare, sorridendo timidamente a sua volta.
“Perchè non la inviti a sedersi con noi?” Propose Calum facendo alzare un sopracciglio alla ragazza di fianco a lui.
Gelosa Sam?
“ Perchè io?” Chiesi leggermente allarmata, non ero poi così brava a stringere nuove amicizie.
Con i ragazzi era stata una cosa totalmente diversa, dato che più o meno ci conoscevamo già dalle elementari.
“Che ne so, sta guardando te” rispose tranquillo.
Mi voltai e si, stava ancora guardando me.
Le feci con la mano segno di avvicinarsi e lei si girò, guardandosi alle spalle per controllare se avessi detto proprio a lei.
Risi divertita e le feci un'altra volta segno con la mano.
Evidentemente dubbiosa si alzò dalla panca e si avvicinò al nostro tavolo per poi sedersi accanto a Kels.
“Ciao” disse lei spostandosi per farle maggiormente spazio.
“Ciao” rispose timidamente.
“ Sono Jasmine “ continuò sorridendo.
Ero sicura che non fosse australiana, la pelle leggermente più abbronzata e alcuni tratti del viso me ne davano la conferma.
“Io sono Kelsey loro sono Jade, Calum, Sam, Ashton, Luke.. e Michael." Ci presentò.
Corrugò la fronte come a cercare di ricordarsi tutti i nomi.
“Sei nuova giusto?”
No Ash è vecchia!
Alzai gli occhi al cielo alla sua domanda stupida facendo spuntare un sorriso divertito a Luke.
Lei sorrise annuendo.
“Mi sono appena trasferita da Londra.”
Beh, l'accento si sentiva eccome.
“ Ma sono nata di Spagna” continuò.
“Haa! Lo sapevo che eri originaria da quelle parti!” Esclamai contenta.
Si lasciò scappare un risolino lasciando intravedere una fila di denti perfetti.
Era davvero bella.
“ Allora siamo connazionali” le disse Kelsey sorridendo orgogliosa.
“ Yo tambien” alzai un pollice sorridendo come un'ebete.
“No non lo sei” mi rinfacciò Kels, facendo smorzare il mio sorriso.
Che palle, non perdeva mai l'occasione per ricordarmelo.
Posai il mento sul gomito appoggiato al tavolo e sbuffai.
Anche io volevo essere spagnola!
“ Come sei riuscita ad avere quel colore?” Le chiese Michael curioso, riferendosi ai capelli.
" Oh, non..non lo so. Non è una tinta vera e propria, tra qualche settimana dovrebbe già sparire. È un esperimento di mia cugina ed io ero l'unica cavia a sua disposizione" spiegò facendomi ridacchiare.
Per lo meno era simpatica.
“Mi piace” disse lui sorridendole.
Uh, ah, uhh!
Qualcuno mi tirò un calcio alla gamba e mi morsi l'interno della guancia per non urlare.
Voltai il viso davanti a me e Luke mi lanciò uno sguardo d'intesa facendo scattare gli occhi da Michael a Jasmine.
Osservai i due interessati, intenti a sorridersi e guardarsi intensamente negli occhi.
Ohhh, ma certo!
Uffa! Perché ci era arrivato prima lui di me?
Sono io Cupida, non lui. Anche se tutto sommato, sarebbe stato un buon assistente.
Annuii silenziosamente, cercando di farmi vedere solo da lui.
“Hei! Cosa state confabulando voi due?”
Maledetto Ashton sempre attento ai dettagli.
“Niente!” Esclamai prima di alzarmi e mettermi in spalla la borsa, senza curarmi del vassoio ancora pieno.
Avevo decisamente bisogno di una boccata d'aria.
Uscii dalla mensa e mi incamminai per il bagno, e mi rinfrescai le guance arrosate dal caldo con dell'acqua fresca.
Tutta questa frustrazione mi avrebbe fatta impazzire prima o poi.
Mi guardai allo specchio e urlai spaventata quando vidi il riflesso di Luke alle mie spalle.
“Che diavolo ci fai qui?!” Esclamai portandomi una mano al cuore.
“Ci vengo per studiare?” Disse con un mezzo sorriso divertito.
“Non intendo a scuola idiota. Cosa ci fai nel bagno delle ragazze? O aspetta.. magari non sei un maschio..”
Per un attimo i suoi occhi si fecero di un blu molto più intenso e nel giro di un secondo mi ritrovai con la schiena attaccata al muro, mentre lui mi teneva saldamente per le cosce.
“Sono molto più maschio di quello che pensi” sussurrò al mio orecchio con voce roca.
Stupidi, stupidissimi ormoni! Perché cazzo vi agitate quando c’è lui nei paraggi?
“Dimostralo alla tua amichetta non a me” dissi leggermente infastidita al ricordo di quella bionda ossigenata.
“Sei gelosa?” Domandò divertito con una punta di malizia.
“No” esclamai talmente velocemente da apparire falsa anche a me stessa.
“Si tu sei gelosa” affermò giocando con una ciocca dei miei capelli, attorcigliandola all’indice.
“No”
“Si”
“No”
“Si”
“N..” non riuscì a terminare che le sue labbra si allacciarono alle mie.
Ah, il miglior modo per farmi stare zitta, decisamente.
“Tranquilla piccola, non sono interessato a lei” sussurrò a un centimetro dalla mia bocca, lasciandomi una pacca sul sedere.
E allora a chi sei interessato?
Non resistei alla tentazione e lo baciai ancora una volta, giocando di tanto in tanto con il suo piercing.
La gente si drogava con erba o extasy, mentre io mi drogavo dei baci di Luke Hemmings.
“Ci vediamo più tardi a casa di Michael?” Chiese con il fiato corto.
Annuii e scesi dalla sua presa, sentendo la campanella suonare segnando la fine della pausa.
“Ma sei sicura che sia questa?” Chiese Kelsey per la terza volta a Sam, fermandoci davanti ad una casa che doveva essere quella di Michael.
“Si! Calum mi ha mandato un messaggio con la via e il numero civico” ripetè ancora.
“Siamo in ritardo?” Domandai dubbiosa.
“Di un quarto d’ora” rispose Kels controllando l’ora sul telefono.
“Grazie Sam” sbottai.
“Hei, dovevo rifarmi il trucco” si difese lei.
Alzai gli occhi al cielo e suonai il campanello.
Qualche secondo più tardi una donna bionda ci aprì la porta.
“Salve” disse Sam sorridendo.
“Ciao” sorrise a sua volta.
“Siamo delle amiche di Michael” continuò lei.
Fortuna che avevo una amica come lei, che riusciva a parlare con gli adulti senza sembrare una totale imbranata.
“Oh si, entrate” aprì la porta maggiormente per farci entrare.
“I ragazzi sono in garage a provare, posso offrirvi qualcosa prima?” Chiese dolcemente.
“No grazie, non si disturbi signora Clifford” rifiutò Kels.
“Oh per favore ragazze, non fatemi sentire così vecchia, chiamatemi Karen” disse facendoci ridere.
Annuimmo e dopo che ci spiegò la strada per arrivare al garage, arrivammo davanti ad una porta in legno scuro.
Abbassai la maniglia e quello che mi ritrovai davanti non fu affatto una band che suonava, ma dei ragazzi che se ne stavano a cazzeggiare seduti su un divano, che sicuramente aveva passato momenti migliori.
Sulla destra invece c’erano gli strumenti che occupavano metà spazio della stanza.
“E voi sareste dei musicisti?” Li prese in giro Sam avvisandoli della nostra presenza.
“Qualcosa del genere” rispose Mike intendo a guardare come un ossesso la tv con un joystick in mano.
Calum era spaparanzato sopra a Luke, a cui non sembrava dare fastidio, mentre Ashton da quello che intuii, si stava facendo delle foto.
Delle vere rock star in poche parole.
“Alzate il culo e fateci sentire qualcosa!” Esclamai strappando dalle mani di Mike l’aggeggio della playstation.
Dopo qualche lamento e persone che cadevano dal divano, si alzarono e si sistemarono dietro ai microfoni.
Noi ragazze prendemmo posto e aspettammo impazienti.
In realtà non sapevo proprio cosa aspettarmi, non sapevo se fossero bravi o meno, per cui mi preparai ad un’esibizione abbastanza pietosa, formulandomi in mente già il discorso fatto da parole incoraggianti, nel caso avrebbero fatto schifo.
Dopo essersi messi d’accordo sulla canzone da suonare - una cover di Katy Perry-, iniziarono a cantare e per poco la mia mascella non toccò terra -e non solo per i muscoli di Luke in bella vista- ma perchè ci sapevano fare!
Erano molto bravi, certo c’erano delle cosine da migliorare, ma c’era davvero del potenziale in loro.
scusate, ma sto riscontrando alcuni problemi con Wattpad per il capitoli, ho deciso di numerarli, così se a qualcuno sono in disordine potrà capire meglio.
cooomunque, prossimo aggiornamento a:
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(scusate per queste richieste, ma non ottengo risultati apparte le visualizzazioni, e non lo ritengo giusto visto che io spreco molto tempo qui)
iniziate a creare qualche ship tra i personaggi, voglio vedere le vostre menti attive su. no okay, non sono normale.
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Sexual education
Fanfictioncosa può accadere se nella classe di letteratura del signor Smith arriva Sarah che insegnerà agli alunni uno strano modo di fare educazione sessuale? Ormoni impazziti, strani esperimenti, tanti ragazzi e tante risate. Leggete per scoprirlo! allora...
