- Vorrei sposarmi.- afferma Lella bevendo il suo caffè dei vigliacchi. Forse dovrebbe smettere, penso.
-Stai esagerando con questo caffè...- dico provando a toglierglielo dalle mani.
- Assolutamente no! A parte che non so se sia stato il caffè o no, questo è un desiderio che nutro da un bel po' di tempo.-
-Ma di che parli? Guarda che non siamo in America dove queste cose stanno diventando normali.-
- Normali... è questo che mi spaventa...la normalità.- dice sempre seria e io sono sempre più preoccupata.
- Qui siamo ancora alla preistoria Lella.-
-Non mi importa. La vita è una sola Anna, che cosa devo aspettare per godermela? I novantanni? E chi mi assicura che per quel momento io possa essere libera di amare chi voglio?-
-Non te l'assicura nessuno...però...- commento.
-Ecco! Ci arrivi anche tu che non posso aspettare che la mia vita vada avanti senza aver fatto almeno una delle cose che desidero di più...Sonia e io siamo fatte per stare insieme e che a questo paese piaccia o meno, è un problema che non mi riguarda più.-
- Forse hai ragione.- dico distrattamente mentre lavo le tazzine del caffè.
-Certo che ce l'ho! cavolo...dovresti prendere anche tu la vita in mano e godertela...-
- Io lo faccio già. Ti sembra che io stia così male?- dico distratta dai clienti che entrano in caffetteria.
- No, però...- fa una strana espressione e io evito di continuare su questa linea di discussione.
-Continuiamo a parlare di te. Sei più interessante.- suggerisco sorridendo.
-Hai ragione. Allora, io ho deciso di chiedere a Sonia di sposarmi e tu mi aiuterai.-
-Con il buffet?-
-No, no. Con i miei...insomma, ora anche mio padre è a conoscenza di tutto, ma difficilmente potrebbe mandar giù anche la storia del matrimonio...-
- Dimentichi che in Italia non puoi sposarti.-
- Infatti non lo farò qui.-
- E io che dovrei fare?-
-Parlare con i miei o preparare un tuo caffè speciale per fare in modo che non solo accettino ma che vengano con noi...e pure i genitori di Sonia.-
- Stai dando a me la responsabilità della tua felicità, te ne rendi conto? E se non dovesse funzionare? Io non sono onnipotente...- ridiamo.
- Ma perché sposarsi? Non potete vivere insieme e basta? Tanto qui la vostra unione non sarebbe neanche valida.- continuo.
-Non mi aspettavo da te certe brutte opinioni! A furia di vivere in mezzo a i trulli stai diventando ottusa anche tu. Non che ci serva a granché una carta con le nostre firme, che per giunta qui da noi non ha alcun valore, ma quello sarebbe un momento unico, in cui io possa prometterle tutto il mio amore e lei a me. Un momento che rimanga nei nostri ricordi e che non sia solo una fantasia. Le fantasie sono belle ma quando si è bambini. Poi dopo fanno male. Da adulto, o le fai diventare realtà o diventi matto. Dimmi che non sei un'ottusa...ti prego...- mi dice con gli occhi pieni di luce. Io la guardo e sento dentro di me il suo amore per Sonia.
- Non lo sono e preparerò quel caffè speciale. Scusa...- le metto le mani sulle sue e le stringo. Lei mi guarda con quella espressione piena di affetto che in passato mi ha spaventato molte volte, quando pensavo che si aspettasse chissà cosa dal nostro rapporto. Invece il suo era un affetto sincero e puro. Il mio pure.
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Il caffè dell'amore
Chick-LitQuando Anna si ritrova davanti il suo primo amore, Cesare, suo ex compagno di scuola, non si aspetta di certo che lui sia l'avvocato che curerà la ricchissima eredità lasciatole da suo padre, mai conosciuto. Ma non è questo a meravigliarla, quanto i...