Capitolo 10

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Un odore asettico di aria riciclata mi invade le narici.

Tutto nell'atrio è abbacinante, la luce è amplificata dal marmo bianco del pavimento e delle enormi pareti che si innalzano per una decina di metri sopra di me, appartenenti alle quattro torri gemelle del complesso. Fra una torre e l'altra, l'atrio circolare lascia spazio a strutture di vetro e di acciaio, di modo che il sole possa inondare questo luogo durante le ore diurne.

Quattro statue incappucciate raffiguranti i Membri della famiglia Reale sembrano osservare il grande spazio vuoto al cui centro sto io. Ciascuna regge in una mano una luce forte quanto il sole e nell'altra un libro con lo stemma dei Walker.

Intorno a me, ci sono una ventina di guardie che, in silenzio, mi conducono a una delle porte che si aprono nelle pareti delle torri. L'ascensore è una capsula circolare abbastanza ampia da ospitare una dozzina di persone. Il pavimento dello stesso marmo dell'atrio e le finiture d'orate sono in netto contrasto con le figure nere che vi entrano. Sento la pressione esercitata dalla gravità mentre l'ascensore accelera la sua ascesa verso - probabilmente - la cima della torre. Dalla parete di vetro dell'ascensore si rivela di fronte ai miei occhi la magnificenza della Capitale.

Più l'ascensore sale e più i viali illuminati si allungano fra gli eleganti palazzi che circondano questa grande struttura, fino a trasformarsi in rigagnoli di luce che muoiono all'orizzonte. Più mi allontano dal suolo, più ho l'impressione di poter vedere ogni finestra, ogni strada, ogni vicolo, come un architetto che studia un plastico osservandone l'arabesco disegnato dalle vie illuminate.

La gravità mi abbandona quando l'ascensore giunge a fine corsa.

Le porte si aprono ed entro in un'ampia anticamera, seguito dai Protettori. La sala non è luminosa quanto l'atrio al piano terra, ci sono soltanto alcune plafoniere a rischiarare i muri di pietra grigia.

Un grande tappeto occupa il centro, mentre a ridosso delle pareti sono sistemati alcuni divanetti color rosso carminio. Trattengo il fiato quando i Protettori aprono la grande porta di mogano che si profila davanti a noi.

Tutto in quella sala ricorda un vero e proprio luogo di culto. Colonne slanciate scorrono la volta a crociera, innervandola fino al grande lucernario centrale. Un cerchio di luce rossastra illumina la rosa dei venti al centro del pavimento di marmo nero. Il comandante dei Protettori assume un atteggiamento marziale e varca la soglia marciando verso un cerchio di luce. Lo seguiamo e ci ritroviamo al centro di un'altra sala, circondato da otto cappelle separate dai pilastri della cupola sovrastante. Quattro sono chiuse da pesanti porte scure ingentilite da vetrate colorate. Le altre quattro sono buie e silenziose, come tombe di antichi re. Mi concedo qualche istante per studiare l'uomo raffigurato nel mosaico vitreo di fronte a me.

Ha barba e baffi importanti, due occhi penetranti, uno sguardo severo. Il mio stomaco si contrae. John Walker, ecco chi è. Colui che 23 anni fa ha mandato a morte un sacco di uomini. Troppi.

D'improvviso le luci delle quattro cappelle aperte si accendono e mi accorgo di essermi concentrato così tanto sulla figura di John Walker da non aver notato che i Protettori se ne sono andati senza dire nulla. L'interno di una delle cappelle è a navata unica priva di abside e coperta con volta a botte ribassata, riccamente decorata con un soffitto a cassettoni ottagonali in legno con rifiniture in oro zecchino. Le pareti laterali sono interamente occupate dalle rappresentazioni della famiglia Reale, ad eccezione della parte inferiore, che presenta una boiserie lignea. Il presbiterio è delimitato da una balaustra in ferro battuto ed accoglie un altare in marmi policromi con la statua del Capo della Capitale. La osservo e il sangue mi si congela nelle vene quando mi accorgo che dietro di questa, sulla parete di fondo, ci sono alcune telecamere che mi stanno osservando, le stesse che ho visto mentre mi trovavo nella grotta.

Blind - Libro 1 [#Wattys2020] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora