Il primo contatto fra gli stivanoni e le volpi avvenne l'11 febbraio. Ma facciamo un passo indietro, di un po'di tempo. Era un'altra notte buia e tempestosa, e uno stivalone-spia stava consegnando una lettera a Sipoon, alchimista reale della famiglia Curaro, da sempre facente parte della mafia locale. Sipoon aveva il dovere di uccidere Lord Linzalchi, ostile da tempo ai Curaro. Essi provavano un senso di disprezzo per loro: da poveri, erano riusciti ad affermarsi nella società con un colpo di fortuna, a detta di tutti. Ma in realtà fu la straordinaria abilità di Raintess Linzalchi, bisnonno dell'attuale Lord. La capacità di Raintess di destreggiarsi fra la fitta giungla dell'imprenditoria gli garantì un guadagno solido che perdura ancora oggi. Purtroppo, data l'origine umile del nome, ancora oggi la famiglia viene considerata come inferiore da tutte le altre presenti nella zona. Loro erano ormai dagli albori della fondazione di Dorruct egemoni di quelle terre, e non permisero a nessuno di portare via ciò che spettava loro di diritto. Dopo l'ascesa dei Linzalchi, il popolo ormai totalmente soppresso dallo strapotere corrotto delle istituzioni, riuscì ad avere un barlume di speranza, confidando nel potere della nuova casata in ascesa. Purtroppo, l'alleanza delle 5 grandi dinastie, chiamata Grande Yuti, era così solida e organizzata che limitarono in ogni modo un possibile controllo dei Linzalchi sulla popolazione.
E così si arriva ad oggi, a questa notte.
Ora, Sipoon ha la lettera della spia, che contiene la posizione dell'incontro ormai non più segreto fra Banjo e Kazooie, il primo un maggiordomo dei Linzalchi, il secondo un rappresentante del popolo. Ovviamente non il sindaco, perchè facente parte dello Yuti.
L'incontro si teneva fra 3 ore in un buio vicolo del rione più buio del qartiere più luminoso di Dorruct.
Sipoon ha molto tempo per preparare il suo piano malvagio.
3 ore dopo, Sevaka, aiutante dell'alchimista, è pronto a uccidere Banjo con una zanzara avvelenata. Un piano perfetto.
Solo che i due non si presentano. L'ansia incombe su Sevaka: se non porta a termine il suo lavoro, il capo lo ucciderà. Non può, non deve fallire. Ma fallisce e quindi, non volendo morire scappa in India. Ma è già in India, quindi capita proprio a casa sua e dorme.
42 giorni più dopo, la Grande Yuti è stata sciolta, e i Linzalchi sono saliti al potere instaurando una monarchia assoluta, e il popolo era messo peggio di prima. Così peggio, che se ne andò tutto. E il re non poteva più governare su nessuno, tranne che se stesso. Così riuscì a ritrovare esso stesso, attraverso un corso spirituale intensivo full immersion di 420 ore di fila.
Ne era uscito cambiato, nel profondo dell'animo. Da qui in poi, visse la sua vita in una casetta in Canadà.
Fatto questo breve incipit, parliamo dello stivalone-spia.
Era uno stivalone invisibile che, grazie alla sua caratteristica, era in grado di sfuggire a chiunque. Tranne che a lei.
Ella, dai molti nomi: la Rossa, la Sfuggente, Kamikaze, l'Assassino Silente, la Bestia Cremisi. La volpe.
Quel fatidico 11 febbraio, ella era lì. Vicino a lui.
Lei lo fissava intensamente, con occhi che sanno guardano oltre, fino all'anima.
Lui era talmente concentrato sul suo lavoro che nemmeno si accorse della presenza di lei, che si offese tantissimo! Stava per esplodere letteralmente di rabbia, ma non lo fece. Perchè sapeva che non andava fatto. Sapeva che era fatto. Dopotutto, erano le 4:20.
Ma adesso erano le 4:21, e esigeva l'attenzione dello stivalone, che finalmente sio accorse di lei. I loro sguardi, dopo un minuto estenuante di attesa, si incrociarono, e fu amore a prima vista. Ma solo per lo stivalone. La volpe si offese di tanta spontaneità. Era la seconda volta che veniva oltraggiata in quel modo. E se ne andò, lasciando lo stivalone solo. Che tra l'altro, si era dimenticato del suo compito e si dimenticò di intercettare una comunicazione criptata di Banjo. Ma cosa poteva fare ora, se non inventarsi di sana pianta il contenuto dell'informazione? Non voleva essere ucciso, o peggio, espulso dall'ordine degli stivalone-spia. Non poteva accettarlo. Quindi inventò tutto a caso, e andò a casa a dormire, sognando lei.
La mattina dopo, andò al mercato a comprare qualcosa, e nel tragitto incontrò proprio ella. In tutta la sua bellezza. Ma non era un incontro casuale, no. Voleva scusarsi per il suo comportamento da essere scorbutico che non era da lei. Lei era perfetta. L'unico essere perfetto dell'universo.
Perchè perfetto non è chi non sbaglia mai, ma chi non cambia mai, che non corregge i propri errori.
Per scusarsi si lasciò accarezzare, segno di amicizia veritiera. Un gesto sacro, per una della sua razza. Ma, nel momento di contatto dei due, accadde qualcosa di assolutamente inaspettato, un evento che nessuno pensava potesse accadere realmente, ma che successe. Solamente teorizzata, fu la prima volta che un evento del genere, così raro, si verificasse.
Era l'inizio di una svolta.
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STIVALIADE
UmorismoPoema leggendario sulla storia degli stivaloni, esseri dall'aspetto ignoto che vagano per l'universo. Primo e ultimo libro di "Storie dello Stivale" (Cover by Samasama)
