Capitolo 13:

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C'era una volta, in un buco di culo, una collina di terra. Questa collina si alzava sempre più, poi cadde nel water. E Dario uscì dal bagno col culo sporco. La sua vicina sociopatica, Eugenia, stava giocando da sola ad un gioco da tavolo, uno di quelli in cui bisogna giocare in 5 come minimo. Era un gioco di una mappa riportata qui a fianco [ora sopra] e devi trovare un modo per suicidarti per primo. Così, oltre a essere sociopatica era anche depressa. Così, col suo tic all'occhio e i suoi pupazzi usati come giocatori, andò a cagare. Di nuovo perchè aveva la cacca a spruzzo. Mentre era in bagno, lo stivalone nascosto sotto il letto uscì per mangiare, quando venne visto dalla madre di Eugenia, che stava praticando satanismo su un pupazzo di sua figlia. Il pupazzo venne posseduto, ed era il pupazzo di un prosciutto, che se ne andò a conquistare il mondo. Però quando stava attraversando la strada lo investì un anziano sulla sedia a rotelle a reazione nucleare. La madre, intanto, che si drogava, pensava di avere le allucinazioni, quindi non si curò del serial killer che le si stava avvicinando con una pistola spara-coltelli. Fu lo stivalone a salvarla, buttandosi sopra di lui e stuprandolo. Così se ne andò, e il serial killer restò incinto.

STIVALIADEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora