Capitolo 32: Conseguenze

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L'intero universo è scosso da questo.
Intere nazioni crollano e altre riemergono dell'abisso a causa di ciò. Per un momento, tutte le realtà si capovolgono e si spezzano, continuando a distruggersi e a ricrearsi in un turbine apparentemente senza possibilità di uscita, finché lo stivalone si stacca dal pelo della volpe. E tutto torna come prima. O quasi: tra i due ora si è creato un legame indissolubile che durerà fino alla fine dei tempi, cioè tra 10 secondi.
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All'improvviso, il Grande Cane Magico, giocando con una pallina che rimbalza a caso, per sbaglio urta con la coda l'"Yunivers,, , che si dissolve inesorabilmente, condannando tutti alla dissoluzione più dissoluta possibile.
Però solo un essere vivente si salva: lei, la volpe. Non poteva di certo morire, una creazione così perfetta che nemmeno la scomparsa dell'universo poteva sopprimere. Ritrovatasi nel nulla, andò a querelare il Cane che, dispiaciuto, le diede in cambio poteri sovrannaturali, come creare le cose! Tipo il prosciutto!!! Andava matta per il prosciutto.
Altri poteri erano immortalità, laser, biscotti,  tanto amore e pucciosità. Tanta tanta pucciosità. Poi c'erano altre abilità mistiche che non si possono comprendere. Almeno un umano non può. Un sasso forse sì. Anche un porro.
Coooooomunque, lei era ormai diventata quasi una divinità, mancava solo una sfilza di prove impossibili da superare, ma la volpe, che ora si chiamava Volpe, corruppe il Grande Cane Magico con dei biscotti buonissimi appena sfornati. E la Volpe divenne divina. O di birro, come si preferisce.
Ma il fatto è che comunque non esiste più un universo, quindi tutte queste cose succedono nella nuova dimensione, la Dimensione Nova, creata apposta per la Volpe.
Ma lo stesso non esiste alcun universo, perciò manca il principale intrattenimento delle ormai tre divinità. Solo che alla Volpe non piace questo, non si diverte. Lei ama esplorare, quindi decide di affidare Nova ad un laser. Laser si chiamava William. Detto anche Will, o Willy, o Willi, o wILL, o WiLl, o wIll, o Wîłļ, o wıĻĻ. O Gianluca. Dipende dal giorno. Ma wIll (oggi va bene wIll) non sapeva governare affatto il nulla, era un disastro. Continuava a dare ordini a caso sperando che qualcuno o qualcosa potesse rispondergli, perché non aveva capito che era da solo. Solo, nell'infinità dimensionale.

Intanto, la Volpe viaggiava tra le diverse realtà e la Padiasetata cercava di pensare ad un possibile universo divertenzoso, ma invano. Il Grande Cane Magico la guardava mentre mangiava i suoi biscotti.
Quando, tornata da una moltitudine di realtà diverse e aver distorto lo spazio-tempo tantissimo, la Volpe aveva un'idea meravigliosa: ma mentre correva verso la dimensione Canina, se la dimenticò. Dimenticò pure, già che c'era,  della sua stessa esistenza, diventando un essere impalpabile ed etereo, immobile apparentemente per l'eternità. Fu la Padiasetata a destarla da quel sonno, dopo 42 milioni di anni. Eh già, entrambi si erano dimentocati di lei. Più che altro, wIll non lasciava entrare i due a Nova. Che scemo. Così, in un momento di distrazione (il Grande Cane Magico aveva distratto wIll con una pantofola strabica) riuscirono a capire il perchè dell'assenza della Volpe.
Nei 42 milioni di anni, avevano creato un universo, ma non era un granché. Era troppo grigio e morto, mancava un po' di vitalità. Così lo avevano spazzato via con un calcio esplosivo e sparì nel niente.

Toccava alla Volpe a rimediare a questa lacuna dell'universo. E rimediò alla perfezione. Forse. Boh, dipende.
Feene.

STIVALIADEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora