PARTE 5: Feene - Capitolo 42: Osanna

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C'era una volta, in mezzo al cosmo, un pianeta gigante. C'era chi diceva fosse stato costruito artificialmente, perchè mai si era vista una mole del genere, grossissimissima, dicevano gli esperti di grandologia. Ma lo stesso era composto da materiale biologico. Un materiale un tempo edinile, forse. Tutto quello che sappiamo è che è arancione.
Questo pianeta, comunque, era la madrepatria degli stivaloni. Era un impero immenso, il loro, costituito da metropoli gigaenormiche ospitanti miliardi di stivaloni, ma non solo. Anche aspirapolveri, altrimenti rip tutti.
Tutto questo stava andando per il meglio, quando all'improvviso l'Universo esplose. E iniziò il casino.

Patato era una patata. Ma non solo, era pure splendido, tanto che 42 persone si uccisero pur di smettere di desiderarlo. Ma lui non voleva questo, perciò decise di mangiarsi la faccia. Ma restava comunque magnifico, anche più di prima! Tutto cambiò il giorno in cui trovò l'amore della sua vita. Patata. Lui era uno a cui non importava l'aspetto esteriore delle persone. Per lui importava cosa c'era dentro. Letteralmente. Se voleva conoscere una persona le faceva i raggi e guardava com'erano le ossa.
La patata, con la sua totale assenza di qualsiasi organo, sembrava così perfetta, che divenne l'oggetto d'amore più assoluto, almeno per Patato.
Trascorsero molto tempo insieme (3 anni luce), quando un umano trovò Patato e se lo mangiò.
La disperazione avvolse la patata in un turbine di emozioni negative, finendo con il diventare depressa. Prese ogni tipo di psicofarmaci per tuberi esistente, ne ne esistono, purtroppo con scarso successo. Ma! Un nuovo grande amore era entrato nella sua vita. Sedia. E indovina un po', era proprio una sedia! Faceva il postino magico (è difficile da spiegare), e quando consegnò una rosa magica a Patata, lei esplose di gioia. Sedia impiegò due ore a ricomporla.
Dopo 10 secondi si sposarono, e andarono in luna di miele nell'hotel 42 stelle 'Osanna'. Ma i dubbi iniziarono ad insinuarsi nei pensieri di Patata.
E se qualcuno la mangiasse? E se qualcun altro oltre a lei osasse edersi su Sedia? E se si rompesse? E se la tradisse? E se i pompelmi fossero umani convinti di essere pompelmi, e gli umani fossero pompelmi convinti di essere umani?? E poi, che cacchio vuol dire Osanna???
Tutte domande senza un'apparente risposta. Meno male che c'era Sedia a consolarla. Lei non si sarebbe mai separata dalla sua patata preferita. E così fu. Da quel momento, il loro amore era così vero e grande, che si fusero insieme. E così nacque la padiasetata.

Gli Stivaloni sono esseri antichi, radicalmente diversi da qualsiasi essere vivente dell'universo. Sono creature a parte, inalterate nel tempo e divenute leggende nel folklore dei vari popoli che li incontrarono. Ma, prima che gli stivaloni popolassero l'universo, partirono tutti da un capostipite. Il primo stivalone. Era un esemplare qualunque, niente di speciale. Comunque, a partire da lui si formò la lunga discendenza di tutti gli stivaloni dell'universo.
Inizialmente, gli stivaloni erano molto simili fra loro. Con il tempo, però, trovarono dimora in luoghi molto diversi ed in certi casi estremi, per cui dovettero per forza adattarsi in qualche modo. E invece no, era l'ambiente che si adattava agli stivaloni. Per cui il loro genoma secolare rimaneva inalterato. Tuttavia, qualcosa di magico accadde.
Era un imbrunire di primavera, l'aria era arieggiata e le foglie stavano sugli alberi. C'era una collina di terra con sopra dell'erba, e su in cima si ergeva un sassofono di pietra. Questa struttura era la l'abitazione di uno stivalone nero tendente al bianco vecchio di 42 secondi. Stanco della vita, decise di vendere casa per trasferirsi sulla collina di fronte a lui. Purtroppo era già abitata da un comunista, perciò per poterlo scacciare, si servì del potere di Benjamin Franklin: fulminare gli aquiloni.

Tutti in città conoscevano Borpo e il suo inseparabile amico da compagnia. Loro andavano in giro sempre in coppia. Borpo e il suo amico andavano sempre in cerca di avventure avventurosamente avventurose. Questo però divenne da hobby a mania. Borpo era sempre più ossessionato da fare qualcosa di sempre più eroico, ma il suo amico era sempre più preoccupato della sempre più crescente voglia di avventure del suo sempre piu pazzo amico. Finchè, Borpo si dimenticò del suo amico da compagnia a casa. Che affronto. Ovviamente ci rimase malissimo, ma dato che Borpo era il suo migliore amico, lo andò a cercare. Tuttavia non sapeva neppure da dove partire, anche se lo trovò per puro caso in un autobus per il Venezuela. Voleva esplorare un tempio abbandonato. Ovviamente Borpo cercò mille scuse pur di giustificare il suo atto oltraggioso. Per tutta risposta Borpo ricevette un pugno in faccia. Tuttavia tra i due scorreva il fiume dell'amicizia, perciò questo non bastò a troncare i loro rapporti. Già dopo solo 3 anni ricominciarono a uscire insieme.
Finchè un giorno davanti ai due comparve un misterioso oggetto. Era una specie di foglio ingiallito con dei disegni strani. Tante linee che formavano complicate forme frastagliate. Ai lati tanti numeri, e una specie di simbolo in basso a destra. Ma che cos'era? Ah, già, una mappa, lol. Una mappa del tesoro, per giunta! C'era una bella, grossa 'Y' (le 'X' non sono più di moda) verde (il rosso è un colore superato) in mezzo alla mappa, sotto la scritta 'Osanna'. Subito i due inseparabili amici andarono al posto designato. Lì trovatono una palma gigante. Da essa si staccò una noce di cocco che, con l'impatto subito cadendo sulla testa di Borpo, si aprì in tre. Una parte volò sopra un ciliegio mezzo in fiore e mezzo morto, un'altra parte finì dritta in mano a Borpo e l'ultima volò su una nuvola color terra di siena bruciata. Borpo guardò il frammento di noce di cocco: aveva la forma di una noce di cocco divisa a metà. Guardò all'interno di essa, e vide, con suo immenso stupore, un grosso cormorano che stava volando nel cielo stellato di una calda notte estiva. Quando il cormorano notò Borpo, si trasformò in un elicottero di diamanti, ed uscì dalla noce di cocco rompendola in altri 6 pezzi. 4 finirono nei rispettivi angoli del mondo, e due in faccia ai nostri amici. Però, Borpo cadde indietro e finì sul suo amico, facendoli cadere in un burrone infinito. Subito l'elicottero li inseguì, rivelandosi come un eroe antico di cui tutti si erano dimenticati. Li portò in salvo entrambi, poi raccontò la sua storia. Lui era un tipo che bla bla bla e infine la maga kattifa lo intrappolò. Così i nostri tre eroi andarono dalla maga kattifa e le tagliarono i capelli. Vedendosi calva si esiliò a Sant'Elena. Visto che i capelli della maga erano magici (come ha raccontato l'eroe) li usarono prima per far tornare l'elicottero in eroe, poi... l'eroe prese tutti i capelli! OMG anche lui era kattifo! Kattifissimoh!1!1! Ma, prima che riuscisse ad andarsene, l'amico di Borpo gli morse un polpaccio e cadde a terra. Ma l'eroe era forte lo stesso, così Borpo prese una decisione. Guardò il suo amico con uno sguardo così serio che si poteva alimentare una froggitrice per la tensione creata. Così, Borpo prese l'eroe, gli strappò via i capelli dalle mani e si buttò con lui nel burrone infinito.
E lasciò il suo amico. Lui pianse, e pianse così tanto che bagnò i capelli della maga. Essi iniziarono così a emanare tutta la loro energia magica, che si trasferì su di lui. E così divenne il Cane Magico. Ah sì, l'amico di Borpo era un cane.

STIVALIADEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora