Allora, Trentasette era uno stivalone poraccio, perchè aveva solo trentasei trentacinquesimi di soldi ardenti, che equivalgono a forse trentaquattro €. Così tentò di suicidarsi trentatré o trentadue volte, con trentuno colpi di mortaio. Però non ci riuscì perchè sua madre satanista aveva fatto trenta rituali satanici in ventinove posti diversi, rendendo il suo corpo ventotto volte più macho e immortale di prima. E così andò da lei e suonò il campanello per ventisette volte, ma non rispose. Quindi la chiamò per altre ventisei volte, e allora venticinque, ventiquattro, ventitré, ventidue, ventuno, venti, diciannove, diciotto, diciassette, sedici, quindici, quattordici, tredici, dodici, undici, dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno. Scoprì poi che sua madre era morta di sedia, nel senso che aveva sediato troppo, e quindi facciamo tutti le condoglianze per Ezia. Così andò in una setta antisatanica per desatanizzarlo, e dopo 10 secondi e ½ uscì,e andò a suicidarsi a casa sua. Ma non si era ricordato che era povero e che non aveva una casa dove andare. Per cui morì di disperazione. Vicino a lui Prespo (un cane) e Plasmodesmo(s), un coso, giocavano a briscola bestemmiando. Fine.
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STIVALIADE
UmorismoPoema leggendario sulla storia degli stivaloni, esseri dall'aspetto ignoto che vagano per l'universo. Primo e ultimo libro di "Storie dello Stivale" (Cover by Samasama)
