Georgia non fece altro che pensare a quel'uomo per tutto il resto del pomeriggio.
Il bagno caldo l'aveva rilassata un po', ma non moltissimo; e ora era lì, in sala, a provare i pezzi per la prova generale che si sarebbe tenuta il giorno dopo: in realtà, non sapeva ancora cosa fare. Non sapeva se accettare l'offerta di Peter nel sostituirlo o se rifiutarla. Il direttore non sapeva ancora niente, lei si era completamente dimenticata di parlarci per dargli una conferma. E lei non aveva ancora capito per quale motivo si sarebbe assentato a un concerto così importante.
Il telefono squillò: la vibrazione fece sussultare Georgia, che dopo averlo preso si avvicinò alla finestra e rispose. –Pronto?-
-Signorina Williams, la disturbo?- Georgia riconobbe la voce: d'altronde, parli del diavolo e gli spuntano le corna. –Salve direttore, no, affatto- rispose lei. Si sedette di nuovo e chiuse tutti gli spartiti, ascoltando con molta attenzione ciò che le veniva riferito da Peter. Georgia sentì che il ragazzo aveva appena aperto una porta, e si sentiva la musica altissima. –Non mi hai fatto sapere nulla riguardo la questione di cui abbiamo parlato qualche giorno fa nel mio studio- Peter aveva alzato la voce a causa della musica ad alto volume. –Mi dispiace, me ne sono completamente dimenticata- anche Georgia alzò un pochino la voce, pensando che la musica avesse impedito a Peter di ascoltarla bene. –E penso sia troppo tardi: manca una settimana scarsa al concerto ormai- aggiunse, e il direttore fece una risata sarcastica. –Per me non è mai troppo tardi per nulla: sei ancora in tempo per accettare- gli rispose con voce ancora più alta, al punto che Georgia fu costretta ad abbassare il volume del cellulare perché gli fischiava l'orecchio. –E come facciamo col pianista?- domandò, ripensando a tutto il duro lavoro che aveva svolto per montare tutti i brani. –Ti ho per caso chiesto di preoccupartene? Tu devi solamente dirmi se accetti o meno, poi sta a me preoccuparmi del pianista-
Georgia iniziò a sudare: in tutto quel tempo non era riuscita a prendere una decisione. Poi si mise a pensare: aveva fatto un sacco di sacrifici per fare corsi con dei direttori, tra l'altro di una certa importanza, che l'avevano sempre preparata al meglio. Si era laureata con uno dei massimi voti, ed era quello il lavoro dei suoi sogni. Ma da una parte, si sentiva incapace, e un mare di dubbi le offuscavano la mente. –E se non ne fossi capace?- pensò, a voce alta, così anche Peter udì. –Ancora con questa storia? Avrei forse chiamato te a sostituirmi se non ne fossi stata capace?- Peter sembrava piuttosto arrabbiato. Dopo vari secondi di silenzio, Georgia diede la sua risposta: -E va bene, mi ha convinta. Spero solo di non deluderla- disse, sorridendo. –Non mi deluderai, e ne sono certo- rispose lui, e si salutarono chiudendo la telefonata.
Spense la luce dello studio, e uscendo si chiuse la porta alle spalle, andò in camera e si infilò la camicia, per poi mettersi a letto e riposarsi, dopo una giornata passata nell'ansia e nel nervosismo.
...
Il mattino seguente, alle sei, Georgia era già in piedi e aveva già finito la colazione. Non avrebbe voluto tardare nuovamente alle prove, e sapeva benissimo che se fosse partita più tardi delle sette, la 5th Ave l'avrebbe percorsa a suon di parolacce e imprecazioni verso gli altri automobilisti.
Il sole donava una splendida luce dorata a Capitol Hill: i raggi svegliavano ogni abitante della città, i quali si preparavano ad affrontare una nuova giornata.
Georgia, dopo aver sparecchiato e messo apposto la cucina, salì al piano notte per prepararsi con calma: si lavò i denti e poi si fece una doccia per rinfrescarsi. Scelse di vestirsi in un modo elegante ma anche comodo: un completo di giacca e pantaloni rosa, e sotto mise una t-shirt bianca. Infilò il cappotto, prese le partiture, afferrò le chiavi e uscì di casa, salendo velocemente in auto e mettendola in moto, per poi dirigersi sulla 5th Ave.
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Mi Scorderò Di Te - [Lontano da me] |Piero Barone|
RomansaLei era tutte le sue canzoni, tutte le sue note scritte sul pentagramma. Era la persona a cui aveva dedicato tutto. Tutto. Le notti intere passate a scrivere testi e melodie a lei dedicate, i viaggi fatti insieme, le cazzate, le mattine a baciarsi...
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