Non... sento... niente...
Un bagliore distante rischiarava le profondità di un mare freddo e sconfinato. Le bolle d'aria, piccoli sussurri di vita, sfioravano la sua pelle come piccole carezze sospese nel tempo. La guidavano verso la superficie, dove la luce filtrava attraverso le deboli increspature in alto.
Chi... sono... io?
La pace risiedeva in ogni fibra del suo essere. A poco a poco, le cellule del suo corpo cominciarono a dissolversi, trasportate dalla corrente verso le profondità. La sua esistenza si ridusse a un ricordo sbiadito, come se fosse sempre stata parte del vasto oceano primordiale.
Tu, sei...
L'acqua cominciò a ribollire attorno a un nuovo corpo. Le palpebre si schiusero, la luce attraversò le pupille grigie nel suo primo contatto con la realtà. Suoni ovattati raggiunsero i suoi timpani, risvegliati da un silenzio eterno.
Sono...
Una scintilla si accese dentro di lei e la materia che componeva il suo corpo iniziò a solidificarsi, come pezzi di un mosaico che tornavano al loro posto da soli.
Qualcosa...
Il calore bruciava fino al nucleo più profondo del suo essere, man mano che la corrente la trascinava verso l'alto. Un torpore insopportabile, la consapevolezza di essere carne viva, ma ricoperta da una pellicola insensibile.
Qualcuno...
La luce sopra di lei si fece più intensa. A ogni metro guadagnato, l'acqua si ritirava dalla sua pelle, fatta di una nuova sostanza.
Voglio... essere...
L'aria era lì, a pochi passi dalla luce. Il corpo lottava contro il peso dell'acqua, contro una gravità che la spingeva verso il fondo. Il baratro la voleva tutta per sé ma lei voleva raggiungere a tutti i costi la realtà.
Voglio... vivere...!
Le braccia si sollevarono per rompere la superficie, mentre il respiro finalmente riempì i suoi polmoni. Il contatto con l'ossigeno le sembrò estraneo, come se fosse stata creata per quel momento, ma allo stesso tempo lo rifiutasse.
Io... sono...!
La prima cosa che vide fu un'ombra che si allungò su di lei. Una chioma ispida e scura, circondata da altre teste che non smettevano di mormorare e fissarla.
***
«Sta bene, Vertice?»
«Per fortuna, No. 2 non ha subito gravi danni al corpo e al processore. Tu, piuttosto?»
No. 89 si sfilò lo scarpone e la calza. «Ho solo beccato un pugno in faccia e... questo.» Mostrò a Matthew la crepa sulla pianta del piede, dalla quale sporgevano alcuni tubetti sfilacciati, sostituti dei normali vasi sanguigni.
«Hai bisogno di una mano, o sai ripararti da solo?»
Un mormorio proveniente dal bancone di manutenzione del laboratorio li fece voltare insieme. No. 2 si sollevò sulla schiena con una mano sulla fronte. Man mano che le pupille mettevano a fuoco, si accorse della testa riccia del Vertice e dei capelli argentati del suo compagno, su uno sfondo candido.
«Oh, finalmente!» No. 89 scattò come un ingranaggio. Spinse via Matthew con un movimento brusco e si zoppicò verso No. 2, entusiasta di vederla tornata in sé e impaziente di sapere come si sentisse.
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Vertices
Science Fiction2027, la Terra è unita sotto il segno di Vertex, un élite di luminari, chiamati Vertici, che decide le sorti del mondo per la popolazione. Il suo capo, il Vertice Principale Matthew, presenta la nuova generazione di automi, androidi ad alta fedeltà...
