«Fiu...! Sono dentro!»
No. 87 si era appena intrufolato nella stanza da letto del suo gemello No. 89. Gli aveva lasciato anche le chiavi del suo ufficio, semmai avesse avuto la necessità di sbirciare le telecamere.
Si sedette sul suo letto e il suo peso fece risuonare la rete d'acciaio sotto al materasso. Cominciò a darsi un'occhiata calma per capire meglio l'ambiente. Non era nuovo in quello stanzino candido e leggermente disordinato. Notò subito uno strano rigonfiamento sotto il cuscino, c'era qualcosa nascosto sotto di esso.
Lo alzò e trovò un libro, un diario per essere precisi. No. 87 ebbe un sussulto non appena lo prese in mano, c'era un 5 inciso sulla copertina. Che fosse davvero quel diario? Ricordava un aneddoto su quella roba da parte del suo amico: al suo interno vi era il peggio che la mente di un automa potesse partorire, citando testualmente le parole di No 89.
No. 87 non era mai stato interessato all'aspetto più sociale della vita; a lui bastavano i suoi dolci preferiti, ovvero le brioches, per soddisfare l'unico bisogno che il suo corpo avvertiva: la fame. Quella scena in ascensore però, aveva smosso in lui un profondo senso di curiosità. No. 89 era sempre molto restio nel parlare del suo rapporto con Oddest Prime, tanto da andare nel panico non appena gli veniva anche soltanto nominata, pertanto discutere era praticamente impossibile senza che balbettasse o urlasse come un ragazzino umano.
L'automa cicciottello però non si fece prendere dal panico e aprì il diario di No. 5 dalla prima pagina. Non c'era nulla di interessante all'inizio, così diede una rapida sfogliata fino ad arrivare alla parte dove iniziava a nominare Oddest Prime. A quel punto, accavallò le gambe e si sistemò meglio sul letto del suo amico assente.
«Hai capito No. 5...!» sorrise malizioso. Sebbene non fosse davvero interessato ad alcune cose, le trovava in qualche modo intriganti. Non erano come il cibo, ma stuzzicavano comunque la sua fantasia.
Qualcuno bussò alla porta, No. 87 drizzò la schiena e nascose immediatamente il diario sotto il cuscino, prima di sedersi più composto.
«No. 87, sei qui?» domandò una voce maschile molto grave, non era di certo quella del Vertice.
«C-come fai a saperlo?»
Entrò No. 42 senza dire nulla, sorrideva entusiasta di vederlo per qualche motivo. Lui e No. 87 si conoscevano da un po' di tempo, ma non avevano mai avuto l'occasione di frequentarsi di più a causa dei continui impegni di entrambi.
«Ti manca tuo fratello?» si sedette vicino a lui con un tono gentile. Appariva davvero molto alto e muscoloso rispetto al corpo tondeggiante e tarchiato del ricercatore. La cosa lo metteva a disagio, forse era questo il vero motivo per cui non frequentava i soldati bionici.
«Ehm, sì.» annuì con le sue gambe ingombranti incrociate, «Anche se, da quando sta con Oddest Prime, non faceva che trascurarmi; ma lo capisco, è innamorato di lei dopo tutto.»
«A quanto pare Oddest Prime fa girare la testa a molti!» incrociò le braccia con una risata spensierata.
«E molte.» aggiunse No. 87, prima di alzarsi dal letto e roteare le braccia, «Senti un po', spilungone, che ne dici se andiamo a prenderci qualcosa di fresco al bar? Avrei una certa sete. E fame. Ma quella ce l'ho sempre.»
«Sei libero oggi, almeno?»
«Se sono qui in questa stanza, significa che non avevo impegni. Cioè, stavo–»
«Grandioso!» No. 42 lo interruppe con una pacca sulla spalla contento, «Sono sicuro che torneranno presto, non essere triste.»
«Grazie per il sostegno.» sorrise leggero con una smorfia delle guance gonfie.
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Vertices
Science Fiction2027, la Terra è unita sotto il segno di Vertex, un élite di luminari, chiamati Vertici, che decide le sorti del mondo per la popolazione. Il suo capo, il Vertice Principale Matthew, presenta la nuova generazione di automi, androidi ad alta fedeltà...
