Capitolo 20

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Nonostante il viaggio piuttosto rocambolesco e la selvaggia paura di essere dissanguata senza pietà dalle sanguisughe, Iris Rose giunse sana e salva nel luogo in cui si sarebbe dovuta trovare quel giorno.

Non appena la nebbia si fu vagamente diradata, decidendo di sparpagliarsi anche nel resto del laghetto per inquietare indistintamente tutta la fauna della zona, la costruzione che era apparsa ad Iris poco prima in modo così suggestivo, si rivelò per quello che era: una catapecchia abbandonata e fatiscente. La scombussolata ragazza floreale si sentì disorientata - pensavo fosse questo il luogo in cui eravamo diretti, ma sembra completamente abbandonato...- si girò verso il suo vogatore personale, sfoggiando la sua migliore aria interrogativa.

Lui non si scompose - No, questo è soltanto il nostro emporio di caramelle alle ortiche. Sono una specialità del posto.- Iris non faticava a crederlo. Forse anche l'uomo che la stava accompagnando aveva divorato così tante caramelle alle ortiche nel corso della sua vita, da finire con la gola scorticata e poca voglia di parlare, se non per necessità. Tuttavia non indagò. Certi misteri erano fatti per rimanere tali.

Sorpassarono in pochi minuti il paradiso dei dolciumi alle ortiche, fino a giungere su un piccolo pontile. Scesero in silenzio dalla piccola imbarcazione e si inoltrarono nuovamente nella vegetazione.

-Stia attenta alle istrici, si divertono a scivolare sotto i piedi delle persone quando meno se lo aspettano.- Le comunicò sinteticamente l'uomo misterioso. Iris Rose annuì, trovandosi d'accordo con lui - in effetti di che altro potrebbero occuparsi in un posto del genere?- Argomentò in modo piuttosto logico. Poi scivolò e il mondo si ritrovò capovolto. Osservò per un paio di istanti le cupe fronde che danzavano insieme al suo amato vento, prima che una mano sbucasse nel suo campo visivo come una luce in fondo al tunnel. Si sentì tirare su.

-Che è successo?- chiese allarmata - non mi sono sentita pungere da nessuna parte.- Si osservò i piedi alla ricerca di animali irsuti, ma non ne vide neanche l'ombra. Poi in un punto poco distante scorse una piccola saponetta. - Ma cosa ci fa qui?- La indicò alla sua gru personale, in modo che la vedesse pure lui.

Lui fece un'espressione sorpresa e divenne subito pensieroso - che strano. Qui di solito non si trovano saponette, ma solo sapone liquido.- Non aggiunse nessuna spiegazione, perciò Iris si sentì spinta a chiedergliene. Dopotutto, a cosa poteva servire del sapone in mezzo ad una foresta? Non sembrava di certo un bene di prima necessità.

Dopo aver formulato questa domanda ad alta voce, il suo accompagnatore la guardò come se si trattasse di una cosa ovvia -ha presente quando si dice qualcosa che non si dovrebbe dire? Ecco, qui è normale lavarsi la bocca col sapone subito dopo, non sarebbe saggio evitare questa procedura. Dalla sua espressione ne deduco che non sia un'usanza diffusa ad Aqueouswater. Non mi sorprende, in realtà. Avete la fama di essere parecchio sconsiderati.-

Iris Rose non fece a tempo a chiedergli per quale assurdo motivo una popolazione così devota al mare potesse essere conosciuta per la sua sconsideratezza, dal momento che un rumore delicato, ma percepibile, interruppe il loro scambio culturale. Una piccola pigna era appena sbucata da un cespuglio ed era rotolata fino al suo piede.

- Ecco il segnale.- Le comunicò brevemente l'ex-vogatore. Poi si chinò per prendere la pigna dal terreno ed infilarla in quella che ad Iris poco prima era sembrata una lanterna, ma evidentemente non lo era. Come tutto in quel posto assurdo, del resto.

Iris rimase immobile con un'espressione stranita in volto, anche dopo che l'uomo si fu rimesso in moto. Le sue gambe semplicemente non volevano collaborare. Lui se ne accorse e la richiamò alla realtà - si sbrighi, non possiamo stare qui per sempre. Ah, spero che abbia portato avanti il suo orologio.- Si rimise a camminare frettolosamente, bussando a tre diversi tronchi poco lontano da dove era rimasta la ragazza.

-Perchè avrei dovuto?- Rimise in moto i muscoli della parte inferiore del suo corpo, che la portarono dove segnalava il localizzatore del misterioso uomo tuttofare. Lui, intanto, sembrava stesse comunicando con una fessura all'interno del quarto tronco. Non aveva bussato invano evidentemente. Roteò di novanta gradi la sua figura longilinea per offrirle una spiegazione. - Strano che lei non lo sappia. Mister Moon è una personalità notturna. E' contrario alle ore diurne e di solito le evita per principio. Gli risultano insopportabili. Persino gli accenni o i riferimenti ad esse lo mettono di cattivo umore. Perciò, per poter organizzare questo incontro abbiamo dovuto assicurargli di ricreare un ambiente consono ai suoi gusti, ovvero che richiamasse la notte.-

Non faceva una piega. Iris si affrettò a portare le lancette del suo orologio nella mezzaluna notturna. Era pronta.

Intanto un paio di occhi erano apparsi, conferendo un aspetto più animato all'albero che si trovavano di fronte. Il tronco parlò. - Hai la pigna?-

- Certamente.- L'uomo aprì la lanterna e mostrò la fatidica pigna all'albero parlante.

-Bene. Andate al pino numero trentasette.- Poi la feritoia si richiuse con un rumore secco.

I due si diressero velocemente al punto indicato, dove trovarono una cameriera molto elegante che gli tenne aperta la porta, ottenuta grazie al pino trentasette. Iris si ripropose di protestare per l'errato uso della vegetazione con chi detenesse un minimo di potere in quel luogo illusorio, una volta terminato l'incontro con Mister Moon. La sua responsabile mentale delle priorità iniziò a dettare il discorso da presentare al reparto proteste urgenti, proprio nel momento in cui iniziava la loro discesa all'interno della cavità vegetale in cui si erano introdotti.

Quando la loro discesa fu terminata, Iris venne accolta da un vago odore di bergamotto. Inspirò profondamente.

Era arrivata al Mysteriousmystery.

Time to dieDove le storie prendono vita. Scoprilo ora