Mud non sapeva cosa aspettarsi, eppure il fatto che le luci iniziassero ad abbassarsi ulteriormente non gli sembrò del tutto fuori luogo. Lo schermo di fronte a lui si rifiutava ancora di rigettare le immagini tanto agognate, e in quella sala tutto taceva eccetto il suo respiro. Nel disperato tentativo di occupare il tempo si dilettò con il meccanismo reclinabile della sua poltrona, fino al punto da farsi venire da solo il mal di mare. Lo considerò il giusto prezzo da pagare per la sua impazienza nervosa.
Fu in queste circostanze che il fascio di ricordi, accuratamente selezionato da Sea, lo raggiunse.
La proiezione si presentava dal punto di vista soggettivo della ragazza, perciò Mud riusciva a percepire le emozioni di Sea e vedeva attraverso i suoi occhi. Era come se gli avessero fatto indossare una pelle che non era la sua, senza possibilità di sottrarvisi.
Una quantità smisurata di angoscia e preoccupazione lo investì in pieno, cogliendolo impreparato. Era letteralmente da una vita che non provava tali sensazioni, dal momento che durante l'arco della sua esistenza si era sempre limitato a regolare l'intensità emotiva su "tiepida".
La scena si aprì su una stanza. Al suo interno, tre persone si dimenavano e si urtavano a vicenda, percorrendo tutto lo spazio in lungo e in largo come trottole impazzite. Si trattava dei genitori e della sorella di Lake Sea Ocean.
L'ansia che si irradiava ad ondate da Sea trasmetteva l'impressione di un imminente soffocamento, eppure la sua voce risultava limpida e chiara. Stava spiegando la situazione ad un raddrizzatore di fianco a lei. - Vede, io sono stata immersa nel futuro stamattina ed è solo da due ore che mi sono accorta che qualcosa non andava. Lì ho trovati in questo stato, non saprei dirle quando è cominciata la crisi. E' come se il loro ago fosse stato manomesso, non rispondono più agli stimoli esterni e vagano come anime in pena. Ho provato persino con il magnete di famiglia, per cercare di suscitare un qualche tipo di reazione, ma ancora nulla. Cosa dovrei fare secondo lei?- Mentre pronunciava queste parole, non smise nemmeno per un attimo di torturare il magnete che stringeva tra le dita, ancorandosi ad esso come se fosse la sua unica speranza. Il panico e la solitudine erano diventati l'impasto della sua anima.
Il raddrizzatore la guardò con costernazione. - Purtroppo non siete gli unici ad essere stati colpiti. Ad un'indagine del tutto superficiale, oserei supporre che l'amuleto famigliare sia stato rimosso.- La sua espressione comunicava tutto quello che c'era da sapere sul probabile sviluppo della situazione, ma Sea non voleva ricevere quel tipo di messaggio. Si mise in modalità aereo e si rifugiò nella sua unica via d'uscita: il futuro.
-Io devo tornare a scandagliare le probabili soluzioni, ho bisogno che lei li riporti indietro. Può almeno provarci?- Gli tese il magnete decisa, nascondendo il disperato tremore delle sue mani. L'uomo dovette provare un'estrema compassione, perchè accetto di alleviarla da quel peso e annuì con il capo.- Farò del mio meglio.- Le assicurò.
- Io tornerò tra qualche minuto.- Promise, asciugandosi i palmi sudati sul vestito e allontanandosi.
La scena successiva risaliva a pochi giorni successivi alle immagini cui Mud aveva appena assistito. Sea aveva la respirazione affaticata, come se un blocco le impedisse di riempire perfettamente i polmoni. La minaccia suprema proiettata da Black Death su tutta la cittadina, unita al terrore che Sea provava per la sua famiglia e al peso debilitante delle responsabilità che si sentiva sulle spalle facevano sì che la ragazza si consumasse giorno per giorno. Mud non sapeva nemmeno in che modo riuscisse a reggersi in piedi, dal momento che pur stando seduto a lui sembrava di trovarsi in equilibrio precario, come se si stesse trattenendo sul ciglio dell'abisso soltanto per mezzo di un filo di vento. Più volte si rimproverò per gli spasmi che gli scuotevano le gambe, generati dalla semplice illusione di star precipitando. Fu così che iniziò a vedere quella gracile ragazza sotto una luce completamente diversa. Quello a cui lui stava assistendo non era che una minima parte del dolore e della solitudine che dovevano aver invaso Sea negli ultimi anni. Mud si scoprì impressionato e ammirato dalla forza di quella impalpabile ragazza marina.
A quanto pareva, Sea e il raddrizzatore erano riusciti a scaricare le batterie della sua famiglia abbastanza da farli coricare. Il loro sonno rimaneva agitato, ma almeno non roteavano più in giro per la stanza. La ragazza si affannava desolata tra loro, cercando di nutrirli e stendendo sulle loro fronti dei panni umidi. Sapeva che sarebbe servito a ben poco, ma non poteva farne a meno. Si sentiva del tutto impotente di fronte allo sgretolamento della psiche della sua famiglia. Per qualche istante apparvero varie immagini della stessa situazione. A quanto pareva, Sea era andata avanti a lungo a prendersi cura di loro. Mud si domandò quanto tempo fosse passato. Giorni? Settimane? Mesi? Infine aveva dovuto affidarli alle cure del reparto psichiatrico del posto. La rassegnazione e il senso di colpa erano un battito sordo che rimbombava in tutto il suo essere.
Per un po' sembrò non riuscire a reagire a tale perdita. Vederli in quelle condizioni l'aveva annichilita. Fu nelle scene successive che incominciò ad apparire una ragazza dai capelli rossi fiammanti. La obbligò ad alzarsi e mangiare, finché non ritrovò la forza che le serviva per destreggiarsi tra i vari scenari futuri possibili. Erano arrivati al punto cruciale.
Mud si protese in avanti, come se ciò potesse essergli d'aiuto per prestare più attenzione. Svuotò la sua mente, concentrandosi solo sui processi messi in moto da Sea. Si era procurata una quantità del tutto irragionevole di pollo e cucinava zuppa dalla mattina alla sera, a litri. Poi scandagliava tutti i futuri che le si presentavano, arrivando al punto da confondere la realtà con il probabile e il possibile. Si era del tutto annullata, le sue emozioni erano ridotte ad un groviglio confuso che si attorcigliava indefinitamente.
Mud vide nelle sue visioni tutte le azioni che erano state compiute a quel tempo, rendendosi conto del ruolo cruciale giocato dalla ragazza nella lotta contro Black Death. Il problema, però, era che tutti quei metodi non solo erano già stati tentati e a buon fine, ma erano anche stati appuntati a lettere dorate sulla Gazzetta Della Vittoria e diffusi dappertutto.
Mud attese ancora qualche istante prima di concedere ai brividi e al sudore freddo, generati dalla paura, di percorrere il suo corpo. Sentì il suo umore annuvolarsi.
Inaspettatamente, una scintilla di speranza gli si riaccese all'improvviso quando notò un passaggio nuovo nei rituali della ragazza. Spalancò gli occhi, determinato a cogliere tutta la sequenza.
Ad un passo dalla conoscenza, la proiezione si oscurò. Sullo schermo apparve l'immagine di un'ombra, identificabile solo per l'icona che recitava "Black Death" e che puntava verso di essa attraverso una freccia. Solo i suoi confini sbiaditi permettevano di individuare i suoi movimenti.
Mud non ebbe bisogno di sforzarsi troppo per capire che quella figura oscura gli aveva appena fatto marameo.
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Time to die
FantasiQuesta è una storia misteriosa, a tratti incoerente ed inspiegabile, che non può essere definita. Ha una trama, ma è volubile: segue il vento e come esso si rivela impalpabile e sfuggente. O forse l'autrice semplicemente ama il melodramma. Le uni...
