Tropical Fire attraversò la cortina di lacrime pastorizzate quasi correndo, usando come propulsore il suo accecante odio per Arctic. Stava letteralmente fumando dalla rabbia, seppur interiormente. Il suo focolare mentale aveva appena sprigionato una fiammata e lei si era messa a danzarci intorno come una selvaggia. Proprio per questo motivo taceva e nel silenzio accresceva il suo fuoco.
Come aveva potuto pensare che lui fosse realmente interessato ai suoi dolori più reconditi? Come aveva potuto anche solo dare una chance all'idea che lui sapesse provare empatia e fosse in grado di stabilire una connessione con le persone? Non era programmato per questo, non sapeva nemmeno cosa volesse dire "partecipazione emotiva". Lei si era illusa, era stata abbindolata dal suo senso dell'umorismo sbocciato all'improvviso in un luogo così sterile.
Senza accorgersene si ritrovò all'aperto. Ora un altro tipo di luce stava colpendo i suoi occhi: quella del mondo esterno, il quale si abbatteva su di lei senza nessuna pietà e la feriva dopo tutte quelle ore trascorse nello scantinato dell'orrore abbandonico. Persino il sollievo per essere di nuovo autorizzata ad assaporare la brezza marina, che in quel momento giocava a nascondino tra i suoi capelli, era a dir poco insufficiente rispetto all'ammontare della sua delusione. Il suo stato psico-fisico alterato stava alterando anche la realtà che la circondava. Non riusciva nemmeno a colpevolizzarsi per la sua ingratitudine in quel momento, perciò decise che avrebbe fatto ammenda più tardi inviando un ringraziamento ufficiale all'ufficio cittadino. Esisteva una sezione che accettava lettere di gratitudine da parte degli abitanti locali ed essa riceveva ogni tipo di apprezzamenti, soprattutto quelli che riguardavano il ventilatore che allontanava le nuvole nella zona sopra la spiaggia più frequentata. Tropical non aveva mai inviato una lettera a quell'indirizzo, ma ormai sentiva che il momento era giunto.
Mentre la ragazza rimuginava sui suoi pensieri bipolari, oscillanti tra la gratitudine e il disprezzo, Arctic aveva impostato la sua marcia su "accelerata", raggiungendola in pochi istanti. Le camminò accanto per qualche minuto, mantenendo un silenzio sempre più gelido. Più Tropical si scaldava e fumava di rabbia, più la risposta di Arctic consisteva nel trasmettere freddezza glaciale. Quando Tropical raggiunse il punto di ebollizione, la situazione di stallo di sgretolò.
La ragazza piantò il freno a mano nel bel mezzo di quella corsa rancorosa e incrociò le braccia, come cercando di trattenere il suo calore interiore di fronte all'atteggiamento polare del suo vicino. - Lasciami in pace, non voglio più vederti se non costretta.-
Arctic si fermò con calma, voltandosi per affrontarla. - Il nostro lavoro non è ancora terminato. So dove dobbiamo andare per cercare informazioni più accurate.- Sembrava avesse a che fare con una bambina capricciosa dal modo in cui pronunciò i due enunciati. Non c'era traccia di emozione nella sua voce, nemmeno il più vago sentore di scuse celate.
Tropical lo intuì e si ritrasse indignata. -NOI non dobbiamo andare da nessuna parte insieme. Le nostre strade si dividono qui, non ho intenzione di lavorare con una persona stitica emotivamente. Mi hai usata e non riesci nemmeno a vedere la gravità del tuo gesto. Per me la nostra collaborazione è molto più che finita, ormai è diventata un pasto di Black Death. Se permetti, anche il genere di pasto che gli rimane sullo stomaco per la sua acidità. Ti auguro tante care cose... o anche no. ciao ciao- Tropical girò il suo timone interiore, in modo da cambiare completamente rotta rispetto a quella seguita dal suo odiato partner in crime.
- Quindi sai già dove ricominciare con le indagini?- Arctic, purtroppo per lei, non era né stupido né ingenuo. Era terribilmente razionale e sapeva anche quello che Tropical non voleva ammettere con se stessa: lui aveva una pista, lei no.
Bluffare o no? Questo fu il suo dilemma.
- Non sono affari tuoi.- Rispose dandogli le spalle. Arctic, però, approfittando della sua ulteriore interruzione di marcia, le si avvicinò. Tropical si dava fastidio da sola in quel momento. Il vero problema era la sua lealtà nei confronti di Sea, che le aveva chiesto di trovare degli indizi e che a sua volta probabilmente stava lavorando duramente per ottenerli. Tropical non poteva sopportare di deluderla, soprattutto non in quel momento di pericolo collettivo. La posta in gioco era molto più alta della sua dignità e integrità, se ne rendeva conto. Fu quello l'unico motivo per cui permise ad Arctic di trovarsi a meno di cinque metri da lei. Soffocò in fretta la voce che le suggeriva che in realtà gli stava dando un'altra possibilità anche perchè lo trovava terribilmente affascinante nel suo essere il contrario di lei. Tanto lei era impetuosa, quanto lui insondabile e privo di emozioni. Sperava solo che lui nascondesse un universo più ricco di quello che mostrava, esattamente come lei all'occorrenza sapeva diventare gelida e abbandonare ogni tipo di calore emotivo. Ci sperava troppo per buttare all'aria tutto e si rendeva conto del fatto che quella fosse la sua più grande debolezza, a quel punto.
Come risolvere quel conflitto senza dover fare a pugni con il suo orgoglio e con i fatti che la circondavano? Possibile che lui non avesse alcuna traccia di umanità nel suo organismo? Forse avrebbe potuto fargli un'iniezione mentre era distratto...
- Se non troviamo una soluzione saranno affari di tutta Aqueouswater.- Ribatté lui semplicemente. Come al solito, la ragione lo seguiva come un cagnolino fedele e scodinzolante. Era innegabile che lui fosse un passo avanti a lei, eppure la sua mancanza di tatto sfrisava contro l'anima di Tropical esattamente come solo del vetriolo avrebbe potuto fare. Tutte quelle emozioni negative le sfrigolavano sotto la superficie, rendendola iperattiva e intollerante. Eppure sapeva di trovarsi ad un bivio, la situazione le stava chiedendo di maturare, e in fretta. Soffocò i suoi sentimenti e li richiuse nel suo magazzino mentale, quello meno frequentato e coperto di ragnatele. Avrebbe tirato fuori quella scatola incandescente solo alla fine, sempre che la fine che li aspettava non fosse definitiva.
Sospirò. - Fammi strada.-
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Time to die
FantasyQuesta è una storia misteriosa, a tratti incoerente ed inspiegabile, che non può essere definita. Ha una trama, ma è volubile: segue il vento e come esso si rivela impalpabile e sfuggente. O forse l'autrice semplicemente ama il melodramma. Le uni...
