Durante quella notte sognai mio padre.
Eravamo dentro un appartamento in fiamme. Lui era seduto comodamente su una poltrona scura, era intento a leggere un giornale che teneva tra le mani. Io ero di fronte a lui, gli urlavo con tutta le mie forze che l'appartamento stava andando in fiamme, ma il suo sguardo era rivolto esclusivamente alle notizie del quotidiano. Provai a scuoterlo, a toccarlo, ma non riusciva a percepirmi. Per un attimo pensai di scappare e di lasciarlo lì mentre tutto andava a fuoco, ma poi il mio cuore ebbe la meglio. Mentre le mie lacrime rigavano il mio viso scavato dal terrore, dalla porta in fondo alla stanza uscì il corpo spigoloso di Dante Del Cardo. Avevo un fiammifero tra le mani, la fiamma era leggera e sinuosa.
Arrivò vicino a me a passi lenti e si chinò verso il mio volto.
Con un soffio spense il cerino e tutto l'appartamento smise di prendere fuoco.
<<Adesso dillo che sono un piromane assassino>>, pronunciò con la sua voce sensuale.
I suoi occhi erano puntati su di me. Mi girai rapidamente verso mio padre e notai il suo sguardo sconvolto che girava per tutta la stanza. Si avvicinò a me e mi svegliai di colpo.
Notai subito la nebbia scura di LandLake percorrere la città fuori dalla mia piccola finestra squadrata. La stanza mi sembrò per un attimo sconosciuta, ma poi cominciò a prendere forma. Il calore del mio corpo era ancora racchiuso tra le soffici coperte di lana. Mi strofinai gli occhi con i pugni chiusi e poi ripresi conoscenza, mi alzai lentamente e mi diressi in bagno dove mi preparai per affrontare la giornata. Dopo una rilassante doccia, mi asciugai i capelli e li sistemai in una comoda treccia. Uscii dal bagno ancora con l'asciugamano addosso; una volta tornata in camera scelsi un paio di calze verde scuro abbinate a delle ballerine gialle. Mi infilai un comodo maglione di cashmere e presi un cappotto uguale al colore delle scarpe. Mi guardai per un secondo allo specchio vicino l'armadio e notai che il mio sguardo si era fatto armonioso e pieno di vita.
La notte mi aveva portato consiglio? Magari sarà stato proprio così, pensai.
Sistemai rapidamente la pila di vestiti che avevo lanciato sul letto nel tentativo di crearmi un ottimo outfit per la scuola, la radiosveglia sul comodino bianco vicino al letto cominciò a trasmettere una canzone pop alla radio, sicuramente si trattava di Lady Gaga, riconoscevo questo suono. Cominciai a ballare felice per la stanza, una volta rifatto il letto spensi la musica soave e uscii dalla stanza.
Avevo una borsa con dentro i libri di scuola e qualche block notes su cui scarabocchiare.
Ero pronta, ero preparata.
<<Ma buongiorno, raggio di sole>>, esclamò contenta July vedendomi scendere dalle scale. Mi tenne per mano e mi fece volteggiare su me stessa in perfetto stile principessa Disney.
Voleva vedere com'ero vestita. Rise una volta averlo fatto.
<<Sei perfetta, ma guardati>>, mi guardò con occhi dolci e poi mi fece segno di seguirla in cucina.
Sul tavolo mi aspettava la colazione: uova strapazzate ed un dolce succo alla frutta.
Consumai l'intero pasto velocemente, ricolma di gioia.
Mia zia si schiarì la gola. <<Dall'eccitazione e dalla preoccupazione per il tuo primo giorno di scuola mi ero scordata di darti il secondo regalo>>, sottolineò la parola "secondo".
<<Non mi merito tutti questi regali, non voglio che tu spenda soldi inutilmente>>, dissi preoccupata. Si alzò velocemente e andò in soggiorno dove, dal cassetto della televisione, tirò fuori un pacco. Quest'ultimo era più grande di quello di ieri sera, ma il fiocco e la confezione erano identici. Sciolsi il nodo che sigillava il regalo e, con estrema sorpresa, una volta aperto notai la scatola di un telefono di ultima generazione. La aprii subito ed una volta toccato il dispositivo lo schermo blu si illuminò. Non avevo mai avuto un cellulare tutto mio, di solito usavo le vecchie cabine telefoniche vicino alle stazioni della metro, ma avere un qualcosa di solamente mio non mi era mai capitato. Sarebbe stato un inutile spreco di soldi, dopo tutto non avevo amiche con cui parlare. Lo tenni in mano per un secondo, lo sbloccai con l'apposito tasto al lato e come foto principale ce n'era una che ritraeva me e mia madre accanto a Babbo Natale.
Quelli sì che erano stati dei bei tempi, tempi in cui si respirava allegria. Era l'inverno di qualche anno fa, il nostro primo inverno a New York City. Il cielo era scuro e ghiacciato sulla quinta strada, me lo ricordo ancora bene, i turisti sgomitavano per l'ultimo regalo di Natale mentre i negozi stavano chiudendo le serrande disperati per la troppa affluenza. Girammo verso la sesta per poi arrivare dopo un isolato a Time Square, dove si trovava Toys"R"Us.
L'intero negozio era addobbato da numerose renne e fiocchi di neve giganti. Dopo avermi comprato la bambola che desideravo, mia madre mi portò a fare la foto con Santa Klaus ed ora eccola qui, sul piccolo schermo di un cellulare che mi avrebbe portata dritta dritta verso una nuova vita.
<<Ti piace? È il migliore in circolazione, dentro è già configurato per internet, messaggi ed altro>>, spiegò mentre scorreva il dito sul piccolo display. <<Questo è il tuo nuovo numero, usalo bene>>, si raccomandò porgendomi un piccolo foglietto di carta.
Vi era scritto sopra il mio numero in 9 comode cifre, lo lessi per circa cinque volte prima di memorizzarlo.
La ringraziai prima di stringerla in un goffo abbraccio al centro della cucina.
<<Ah mi ero scordata di darti questo, è arrivato a tuo nome ieri per posta>>, tirò fuori dalla tasca dei pantaloni grigi una busta da lettera di un candido bianco. Sul dorso c'era scritto il mio nome con il mio attuale indirizzo. La calligrafia era lineare e ferma.
<<In realtà non era proprio un postino, sembrava una ragazza della tua età>>, si ricordò July.
Alaska Coldorf e le sue ancelle/serve, come non riconoscerle.
Una volta scartata la busta, tirai fuori un biglietto con dei lustrini argentei attaccati sopra.
Aprii il biglietto e lessi il messaggio:
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Dragonter
Fantasy[COMPLETA] Quando Aria Rimmer è costretta a trasferirsi a LandLake, una cittadina al centro esatto di un grande lago, non immagina certo che la sua vita conoscerà ben presto una svolta improvvisa e magica. A quindici anni, Aria ha assistito al tent...