ottobre 2014
Dopo aver passato una notte intera a pensare cosa fare con Matteo arrivai ad una conclusione che non ti piacque moltissimo, ma credevo di aver bisogno di altro tempo. Non potevo lasciarlo così, su due piedi, senza una motivazione valida.
"Ciao." ti salutai, non appena tornai da scuola, mentre mi aspettavi davanti al nostro palazzo. "Ho casa libera, vieni da me?"
"Certo." esclamasti, per poi seguirmi verso il mio appartamento. "Com'è andata?"
"Ci ho pensato, forse è meglio aspettare. Magari l'altra sera ero tesa e per quello è andata male. Con Matteo mi trovo bene e non voglio buttare tutto all'aria per una serata 'no'. Voglio dargli un altro paio di settimane, poi vediamo." mormorai, mentre tiravo fuori dal frigo una sottospecie di lasagna che mi aveva lasciato mio padre.
Sapevo benissimo che non supportavi la mia decisione, ma continuavi a fare finta di nulla.
"Avete parlato?"
"Sì, proveremo un'altra volta e vediamo. Mi ha detto che non c'è problema, non si è arrabbiato." dissi, per poi sedermi al tuo fianco sul divano.
"Fai ciò che ti senti." sbuffasti, mentre tiravi fuori dalla tasca una bustina con dell'erba dentro. "Sono uscito con una stamattina."
"Com'è andata?"
"Bene, si chiama Benedetta, ma di benedetto..." iniziasti, mentre io scoppiavo a ridere, avendo già capito some sarebbe finita la frase.
"Lù!"
"Eh, mi ha fatto un pompino alla prima uscita. Quella di benedetto non ha proprio nulla." mormorasti, mentre andavo a prendere la bottiglia di Coca Cola Zero dal frigo.
"E mo?"
"Boh ci esco un'altra volta sicuro. Così arrivo al sodo, poi vedo." ridacchiasti, mentre io ti lasciavo uno schiaffo dietro alla testa. "Eh ja!"
Ti ricordi?
Dopo Letizia non avevi provato minimamente ad iniziare una sottospecie di relazioni, volevi solo pomiciare qualcuna in discoteca o "andare al sodo", come dicevi tu, con qualche ragazza appena conosciuta.
"Quanto sei scemo." mormorai, per poi sedermi di nuovo vicino a te, per poi portare un braccio sulle tue spalle.
"Ma sei proprio sicura di voler continuare con quello?"
"Ci sto bene, magari era colpa mia. Ero tesa, prossima volta andrà meglio."
"Non lo so." sbuffasti, per poi guardarmi negli occhi e scrollare le spalle.
Stavi cercando di farmi capire in tutti i modi che non sostenevi la mia scelta.
Ma nonostante tutto sei sempre rimasto al mio fianco. Anche se spesso e volentieri potevamo essere in contrasto su molte opinioni, ci siamo sempre stati l'uno per l'altro.
"Stasera vogliamo uscire?"
"Certo."
"Ho una novità, credo che tu piaccia a Peppe." mormorasti, per poi chiudere la canna e voltarti verso di me. "Me l'ha quasi confermato ieri sera."
Quando me lo dicesti quasi mi misi a ridere per lo stupore, mentre tu sembravi seccato ed anche un po' scocciato. Ti mettesti a fare varie smorfie con la bocca e sospirasti, per poi scuotere la testa ed imprecare in dialetto.
"Ah oddio." mormorai, per poi versare la Coca Cola nei nostri bicchieri. "Ma che casino."
"No, ci ho già pensato io." esclamasti, come se già ti sentissi meglio al solo pensiero.
"Gli hai detto che sto con Matteo, no?" ti chiesi, per poi sfilarmi le scarpe e voltarmi verso di te, che sorridevi compiaciuto e soddisfatto.
"E gli ho detto che sarebbe stato comunque strano, quindi non ci proverà."
"Perché sarebbe stato strano?"
"Perché sei tu, e sarebbe strano se lui ci provasse con te!" esclamasti, per poi accendere la canna e passarmela.
Siamo sul divano, la giriamo, fumiamola assieme.
"Spiegati."
"Sarebbe strano, tu con Peppe... boh. Da pazzi solo pensarci! È strano!"
Il discorso iniziava a farsi davvero strano, proprio come avevi detto tu. Che tu provassi gelosia quando si trattava di me, lo avevo capito già da un po'. A quel punto ti guardai, aggrottando le sopracciglia, mentre tu andavi nel panico, non sapendo come spiegare ciò che pensavi.
"Nel senso che... sarebbe strano e basta!" borbottasti, per poi accennare un sorriso ed abbassare lo sguardo. Eri anche diventato un po' rosso.
"No mo ti spieghi!" esclamai, mentre tu ti buttavi su di me, iniziando a farmi il solletico, sapendo bene quanto non lo sopportassi. "Dai Lù basta, ti prego." risi, mentre ti stendevi su di me, per poi lasciarmi un bacio sulla guancia.
Ti ricordi quanto tempo abbiamo passato così? L'uno avvinghiato all'altro, passando ore intere così a parlare. Per entrambi il contatto fisico è fondamentale, ed appunto per questo stavamo sempre appiccicati.
"Come va con i tuoi?" ti chiesi dopo un po', sapendo bene che almeno al momento il discorso di prima era chiuso.
"Bene, sembrano essere più tranquilli." mormorasti, per poi lasciarmi un bacio in fronte e metterti seduto, riprendendo la canna in mano. "Settimana prossima con gli altri saliamo su a Milano, ci vieni?"
"Va bene."
"Pensavo dovessi costringerti o chissà cos'altro." esclamasti, mentre io scrollavo le spalle e allungavo le gambe sulle tue.
"Sono solo felice di accompagnarti." mormorai, per poi fregarti la canna dalle mani, portandola alle mie labbra.
"I sacrifici saranno ripagati Ale, te lo prometto. È grazie ai sacrifici se poi ci godiamo la bella vita, fidati."
I sacrifici sì che li ricordo, no, non me lo scordo.
"Sarà tutto più bello tra qualche anno."
"Dai, dimmi dove ci vedi."
Non te l'ho mai detto, ma amavo sentirti parlare del futuro ed ascoltare i mille piani che facevi, di una vita e di una quotidianità che alla fine non abbiamo mai vissuto insieme.
Incredibile come tutto sia cambiato in quattro anni, no? Alla fine tu stai vivendo sul serio la vita dei tuoi sogni.
"In un mega attico a Milano, con Peppe, Lollo e tutti gli altri. Avremo il cane dei tuoi sogni e potremo uscire a cena fuori tutti i giorni." mormorasti, per poi portare un braccio sulle mie spalle.
"Nel mega attico?"
"Sì, non ci credi?" ridacchiasti, guardandomi negli occhi.
"Certo che ci credo."
Alla fine eravamo soltanto due ragazzini che sognavano in grande, ma ci credevamo sul serio a ciò che stavamo dicendo.
"Avremo un posto proprio come questo, come il nostro tetto."
"Dove parlare fino a tarda notte."
"Sarà bellissimo."
Lo sarebbe stato.
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Ricordi? | Capo Plaza
FanfictionVorrei tornare a tre anni fa, quando tutto andava bene e passavamo serate intere a parlare su questo tetto. Te lo ricordi? INIZIATA: 25 APRILE 2020 TERMINATA: 11 MAGGIO 2020
