Risveglio

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Reclusa in compagnia di sua madre sotto una cupola iridescente, Poppy attendeva che Gristle e Brigida tornassero per ascoltare le sua parole. La servitù aveva spostato la teca in una stanza del castello, così da non costringere la regina dei Trolls nei sotterranei: dopo tutto ciò che lei aveva fatto per loro, sembrava giusto mostrare un minimo di riconoscenza e compassione. Poppy si sedette e portò le gambe al petto. Realizzò che trovarsi in una scatola senza sedie né letti era oltremodo scomodo.

Poppy: chissà come hai vissuto finora... mi chiedo, soprattutto, come mai non ti abbiano eliminata.

Gristle: perché abbiamo cercato un modo per riportare indietro mia madre e i nostri sudditi.

Poppy si alzò di scatto per avvicinarsi ai suoi amici, il re e la regina dei Bergens, i quali erano appena entrati nella stanza con cibo e vivande. Stava quasi per appoggiarsi al cristallo, quando ricordò la dolorosa scossa presa poco prima. Dove avevano trovato un artefatto del genere?

Brigida: abbiamo portato dei lettini e dei cuscini, così starete comode.

Gristle: perdonami se non abbiamo pensato anche al benessere di... tua mamma. Pensavamo fosse una nemica e come tale l'abbiamo trattata.

Poppy non rispose. Comprendeva il rancore che Gristle covava nei confronti di Croma, ma ciò non l'autorizzava a trattarla come un oggetto senza sentimenti. Ha sempre pensato che l'umanità di una persona si vedesse da come questa si rapporta con i nemici e i prigionieri: si tratta pur sempre di esseri umani dotati di emozioni e paure, qualunque sia il loro peccato.

Brigida: ti andrebbe di raccontarci cos'è successo?

Così Poppy raccontò tutti gli avvenimenti delle ultime ventiquattr'ore: dei suoi poteri, della nube, delle ricerche di Bronx, del tradimento di Creek. Raccontò tutto minuziosamente, senza tralasciare il minimo dettaglio: parlarne l'aiutava a elaborare ciò che aveva vissuto, cosa che non aveva ancora avuto modo di fare. Brigida provava così tanta pena per la sua amica da non riuscire a trattenere le lacrime, mentre Gristle ascoltava mantenendo un rispettoso e stoico silenzio.

Poppy: e dire che sono venuta fin qui per tutt'altro...

Brigida: non preoccuparti. Fino a oggi abbiamo studiato lo stesso fenomeno in maniera indipendente, mentre adesso possiamo unire le forze e trovare una soluzione!

Poppy abbassò lo sguardo: era davvero possibile trovare una soluzione? Quanto tempo avrebbe richiesto? Forse il suo destino sarebbe stato lo stesso di sua madre: restare rinchiusa in una teca per il resto dei suoi giorni. Era sicura che Branch non le avrebbe mai permesso di sacrificarsi in questo modo, che avrebbe accettato mille esplosioni pur di non perderla. Vedendola pericolosamente immersa nei propri pensieri, la regina dei Bergens cercò di distrarre la sua amica.

Brigida: dicevi di essere venuta qui per un motivo in particolare...

Poppy: esattamente... ragioni di cuore, credo.

Gristle: mi dispiace, ma abbiamo un'emergenza da gestire. Questi problemi vanno in secondo piano.

Brigida: ma Grissy!

Poppy: tranquilla, come regina capisco bene le preoccupazioni di Gristle. Andate pure, io resterò qui a riposare: finché sarò qui dentro non potrà accadermi niente.

La regina dei Bergens seguì a malincuore il suo amato, guardando tristemente la sua amica mentre lasciava la stanza. Una volta sola, Poppy si distese su uno dei lettini portati poco prima da Brigida: la coperta era rosa con un grande arcobaleno stampato al centro. "Gli unici colori che non ho ancora prosciugato", pensò. Stava quasi per addormentarsi quando sentì qualcosa sfiorargli dolcemente la spalla. Si voltò di scatto e si ritrovò faccia a faccia con sua madre. Rimasero ferme a fissarsi senza saper bene cosa dirsi, con la mente vuota e il cuore terribilmente pesante.

Trolls: Poppy e BranchLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora