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"Sadie, figlia mia!" esclama con entusiasmo la regina, alzandosi per abbracciarla.

"Padre, come state?" chiede Sadie con un sorriso luminoso.

"Bene, mia cara, ma non ti aspettavamo prima di tre giorni," risponde il re, ricambiando il sorriso con calore.

"Ho preso il traghetto due settimane fa," spiega Sadie, sedendosi a tavola con disinvoltura.

"Sguattera, porta del cibo anche per me. Muoviti!" ordina Sadie con tono sprezzante, rivolgendo uno sguardo di superiorità a Tamina.

Proprio in quel momento, il principe Dastan entra nella sala, accompagnato da Tamina.

"Miss Belle, per favore," interviene con voce ferma, rivolgendosi a Sadie, "e non osare mai più darle ordini. Lei è sotto la mia protezione."

"Tua?" domanda Sadie, visibilmente sorpresa.

"Miss Belle fa parte della servitù di Dastan," chiarisce Najma con calma.

Sadie lancia a Tamina uno sguardo colmo di disprezzo, scrutandola da capo a piedi con aria critica.

"Vieni, pranziamo in giardino," dice Dastan a Tamina, posandole delicatamente una mano sulla schiena per guidarla.

Nonostante il corsetto e i numerosi strati di stoffa, Tamina percepisce il tocco leggero del principe, e un brivido le attraversa la schiena.

"Lascia che prenda il vassoio," propone Tamina, cercando di rendersi utile.

"No, lascia fare a lui," risponde Dastan con gentilezza, rivolgendosi a un servitore. "Porta il pranzo in giardino anche per la signorina."

Dastan fa una leggera pressione sulla schiena di Tamina, invitandola a seguirlo. "Vieni," le dice con un sorriso rassicurante.

"Mi scusi, ma non posso sedermi a tavola con voi," mormora Tamina, imbarazzata.

"Chi lo ha deciso?" domanda Dastan, divertito dal rossore che le tinge le guance.

"Non si è mai visto che una serva mangi a tavola con un principe," risponde Tamina, abbassando lo sguardo.

"Non si è mai visto, ma questo non significa che sia proibito. Da oggi, Tamina, mangerai con me. Non accetto obiezioni," afferma Dastan, spostando una sedia per farla accomodare.

"Io... beh, vi ringrazio. Non so che dire," sussurra Tamina, intimidita.

"Nulla, raccontami di te. Chi sei?" domanda Dastan, incuriosito.

"Oh, vi prego... la mia vita è complicata," risponde Tamina, pensierosa, mentre il suo sguardo si perde nel ricordo della famiglia.

"Cominciamo allora dal motivo per cui sei venuta a lavorare al castello," propone Dastan.

Nel frattempo, un servitore arriva con i piatti. "Grazie," dice Tamina con un cenno gentile, mentre l'uomo si allontana.

"Allora?" incalza Dastan, aspettando con pazienza che lei inizi a parlare.

"Ho due fratellini, una sorella e un fratello: Zejneb e Akil. Viviamo soli da cinque anni, da quando mio padre, Ali, è morto in un'esplosione nella miniera di carbone dove lavorava," racconta Tamina, con la voce velata dall'emozione.

"Mi dispiace per la tua perdita," commenta Dastan, con sincera compassione.

"Mia madre, Esma, dopo la morte di mio padre ha cercato di proteggerci da alcuni ladri. Si è avventata su uno di loro e l'ha ferito, ma loro l'hanno colpita al viso, rendendola cieca dall'occhio destro," continua Tamina, stringendo i pugni per la rabbia.

"Tu non eri lì?" chiede Dastan, coinvolto dalla sua storia.

"No, lavoravo in un ristorante vicino. Dopo la morte di mio padre, avevo promesso a mia madre che mi sarei occupata di tutto, ma quella sera il mio capo non mi lasciò tornare presto. Da allora mi sento in colpa. Ho giurato di trovare gli Scorpioni delle Sabbie e fargliela pagare."

"Chi sono?" domanda Dastan, incuriosito.

"Sono un gruppo di banditi. Hanno uno scorpione tatuato sulla spalla destra e vivono tra le dune del deserto," spiega Tamina.

"Non li hai mai trovati?"

"No. Poi il ristorante ha chiuso per debiti. Un'amica mi ha parlato del lavoro al castello, così sono venuta qui."

"Quello che fai per la tua famiglia è ammirevole," commenta Dastan, colpito dal coraggio della ragazza.

"Grazie," sussurra Tamina, abbassando lo sguardo.

Un breve silenzio cade tra i due, interrotto solo dal suono delle posate.

"Vieni al mercato con me oggi. Vai a prepararti," dice Dastan, alzandosi.

"Da sola con voi?" domanda Tamina, sorpresa.

"No, verranno due uomini con noi," chiarisce il principe.

Nella sua stanza, Tamina si prepara con l'aiuto di Lejla.

"È vero che hai pranzato con il principe?" le chiede Lejla curiosa.

"Sì, ma mi ha praticamente obbligata," risponde Tamina, ridendo piano.

"Dastan è molto severo. È strano che con te sia diverso," osserva Lejla pensierosa.

Intanto Dastan attende Tamina vicino alla carrozza. Quando la vede scendere le scale, vestita di viola, non riesce a distogliere lo sguardo.

"Faccio io," dice al cocchiere, aiutandola a salire. Poi monta a bordo, e insieme partono verso il mercato.

Da Servitù a ReginaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora