La pioggia si scontra con violenza contro il vetro delle finestre e le tegole, segnalando che il temporale persiste.
Dastan non riesce a stare fermo, fa su e giù per l'ufficio di Madame Bién.
"Dastan, mi stai facendo venire il mal di testa" si lamenta Caspian
"Scusa, non ci riesco. Io quel verme lo ammazzo" dice Dastan sedendosi sulla sedia
"Sappiamo dov'è, perciò domani mattina appena ci sveglieremo andremmo a prenderla"
"Ma..... "
"Dastan con questo temporale non avrai un buon orientamento, perderesti la via del sentiero e dopo invece di soccorrere Tamina dovrò cercare anche te" cerca Caspian di spiegare all'amico
La porta dell'ufficio si apre e due delle dame di Madame Bién entrano nella stanza con due vassoi in mano.
"La vostra cena miei signori" dice Madame Bién
"Grazie" ringraziano i giovani alzandosi per prendere i vassoi dalle mani delle dame
"Buon appetito. A breve i vostri letti saranno pronti" dice Madame
"Grazie, ma non credo che ci tratteremo a lungo" dice Dastan
"Ma fuori sta diluviando?!"
"Dastan, ne abbiamo già parlato. Madame Bién la ringrazio per la sua disponibilità, prepari pure i letti" dice Caspian
"Dai siediti e mangia qualcosa"
Freddo, pioggia, tuoni e fulmini non permettono a Tamina di addormentarsi, che è rannicchiata nell’angolo della stanza e cerca di riscaldarsi le mani e fermare il tremolio che ha invaso il suo corpo facendole sbattere i denti.
La porta della stanza si apre e un uomo entra, Tamina alza gli occhi verso la porta e scatta in piedi.
"Cosa fate voi qui? " chiede terrorizzata da cosa gli potrebbe fare l'uomo. È lo stesso uomo che voleva picchiare il bambino
"Ti darò una lezione così impari a stare zitta" l'uomo si avvicina a Tamina la prende per un braccio e poi la colpisce in viso
Tamina lancia un urlo per chiedere aiuto anche se sa che qui dentro non l'avrebbe aiutata nessuno, ma almeno con le sue urla gli altri si sarebbero svegliati e magari l'uomo sarebbe andato via.
Klatch, un'altro schiaffo, questo è più forte dell'altro e Tamina barcolla e cade a terra, essendo torbidità dal freddo non riesce a fare resistenza. L'uomo la colpisce ripetutamente nello stomaco, Tamina geme di dolore.
"Così impari a stare al tuo posto sguattera" dice l'uomo prima di uscire
Tamina resta rannicchiata e non si muove, avvolge lo stomaco con le mani e delle lacrime le rigano le guance scendendo fino alle labbra lasciandole un sapore salino.
Dastan e Caspian si sono coricati dopo aver mangiato.
All'inizio Dastan aveva cercato di resistere e non dormire, ma la stanchezza ha avuto il sopravento e si è addormentato.
Un tuono molto forte sveglia Dastan che salta dal letto cadendo a terra. Si massaggia la schiena dolorante.
"Caspian?!" chiama l'amico
Ma lui non risponde, Dastan si alza e accende una candela per illuminare la stanza. Vede l'amico che è sotto le coperte calde crollato in un sonno profondo, scosta leggermente la tenda, la pioggia non si è fermata. Si sdraia sopra le coperte e fissa il soffitto.
I minuti passano lentamente e questa notte sembra non finire mai.
"Aaah" dice alzandosi dal letto
Si veste i stivali e la giacca.
"Mi dispiace amico, ma io non c’è la faccio più ad aspettare" sussurra Dastan uscendo dalla stanza senza far rumore
Scende la lunga scalinata per arrivare al salone dove si sente il crepitio del fuoco, Dastan si gira verso il cammino e osserva il fuoco, l'unica fonte di luce in tutto il postribolo.
Forse e meglio se aspetto che si faccia giorno pensa.
„No “, dice ed esce
Sale a cavallo e si dirige verso il posto indicato dalle due dame di compagnia. La pioggia inzuppa i suoi vestiti,ma Dastan non si ferma continua a galoppare nonostante il gelo abbia raggiunto le sue ossa.
Il ragazzino dagli occhi bizzarri entra nella 'cella' di Tamina e si inginocchia e tocca Tamina sulla spalla, che è ancora ranonicchiata su sé stessa.
Al leggero tocco del ragazzino Tamina alza la testa e quando mette a fuoco chi ha davanti si siede.
"Ti ho portato un bicchiere d'acqua" sussurra lui porgendole un bicchiere di legno
"Grazie" dice Tamina affermando il bicchiere con mani tremanti
Appena l'acqua scivola sulla sua gola, una sensazione di freschezza le percorre tutto il corpo.
"Grazie, ma dimmi, come ti chiami? "
"Jamie"
"Che ci fai qui Jamie? "
"Quando Talal lavorava al fianco del re, mio padre era uno dei suoi uomini. Ma quando lui scoprì che Talal aveva cercato di uccidere il principe, andò da Talal per parlare. Quando tornò non era per niente calmo disse che dovevamo fare le valigie e che saremo partiti all'imbrunire. Però quando stavamo salendo sulla carrozza degli uomini ci attaccarono e uccisero mio padre lasciando me e mia madre in vita"
"Cosa fecero poi gli uomini? "
"Ci portarono da Talal, e mia madre divento una serva nella casa di Talal"
"Dov'è tua madre adesso? " chiede Tamina in pena per il ragazzino
"Non lo so io dovevo riportare come vanno le ricerche sul principe Dastan"
"Sei la loro spia? " chiede Tamina
"Si, ma ti prego non giudicatemi non lo faccio di mia volontà. Talal ha minacciato di uccidere mia madre" dice il ragazzino mentre delle lacrime gli rigano il viso
"No, non ti preoccupare. Ti porterò con me" dice Tamina asciugando le lacrime del ragazzino
"Come avete intenzione di fuggire? " chiede Jamie
"Troverò un modo" dice e comincia ad elaborare un piano
La pioggia non diminuisce, anzi si è intensificata da quando Dastan è uscito dal postribolo.
Dato che il diluvio ha reso difficile la vista, Dastan ha ordinato al cavallo di avanzare più lentamente.
Mentre Dastan cerca di capire dove si trova il cavallo si ferma.
"Non ti fermare bello, vai" ma il cavallo non si muove
"Hey che ti prende? Aladin " ma il cavallo non ne vuole sapere di muoversi
"Non puoi fermarti adesso" dice Dastan saltando giù da cavallo
"Ma c.... " dice Dastan guardandosi i piedi
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Da Servitù a Regina
RomanceNel lontano regno di Agrabah, in un palazzo reale bianco come le nuvole con tetti blu come il cielo, circondato da un giardino verdeggiante, con i suoi segreti, vive il principe Dastan figlio del re di Agrabah. Un ragazzo testardo e scontroso. Lont...