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"Non osate toccarmi! Come vi permettete?"


Miss Belle viene trascinata con forza dalle guardie del palazzo reale davanti al re Rajab.

"Sire, questa donna ha attentato alla vita del vostro consigliere Talal."

Il re osserva la donna con uno sguardo indagatore.
"Ditemi, Miss, quale incarico ricoprite a palazzo?"

Miss Belle alza lo sguardo con fierezza e risponde al sovrano.
"Sono stata assunta da poco come cuoca, Maestà."

Il re fissa Miss Belle, colpito dalla sua bellezza straordinaria. Si domanda come una creatura tanto affascinante possa essere capace di uccidere un uomo a sangue freddo.
"Ditemi, Miss, sono vere le accuse che vi vengono rivolte?"

"Sì, Maestà, ma sono state fraintese," risponde Belle, mantenendo alta la testa e mostrando un'espressione dura e determinata.

"Come osate guardare il re con tanta arroganza!" esclama una guardia, colpendo Belle con un violento schiaffo.
Tamina cade sulle ginocchia. Porta le dita alle labbra, da cui un sottile rivolo di sangue scorre, e rivolge uno sguardo carico di astio alla guardia che l'ha aggredita.

La guardia, provocata dall'atteggiamento sfidante di Belle, solleva il braccio per colpirla di nuovo.
"Fermo!" ordina il re con voce autoritaria.
Belle alza gli occhi verso il sovrano.

"Non permetto che venga picchiata all'interno delle mura del mio palazzo. Tuttavia, Miss, sarete punita con cento frustate. Se sopravvivrete a questa pena, sarete sollevata dai vostri incarichi e bandita per sempre dal mio regno."

Belle rimane incredula. Non riesce a credere che le venga inflitta una punizione tanto crudele solo per essersi difesa da quell'essere viscido.
"Sire, vi prego, non siate ingiusto nel vostro giudizio. Vi supplico, ascoltatemi."

"Ingiusto? Osate definirmi ingiusto nel mio giudizio? Voi avete attentato alla vita del mio consigliere!" esclama il re con un tono carico di rabbia.
"Portatela via," ordina con un gesto deciso.

Le guardie afferrano Belle senza alcuna gentilezza e la trascinano via. Lei si dimena disperatamente.
"Sire, vi prego! Ascoltate ciò che ho da dire e poi decidete pure di mandarmi in cella, in attesa della mia punizione!" implora Belle con voce tremante.

Il re osserva la donna davanti a sé. Lei ammette le sue colpe; cosa resta da spiegare? Eppure, la curiosità lo spinge a scoprire ciò che lei vuole dire.

"Parlate," ordina il re, "ma sappiate che nulla di ciò che direte cambierà il mio giudizio."
Con un gesto della mano, ordina alle guardie di lasciarla.

"Sire," comincia Belle con voce ferma, "è vero, ho cercato di uccidere il vostro consigliere. L'ho fatto per difendermi, per proteggere la mia virtù."

"Che cosa insinuate?" domanda il re, incredulo.

"Il signor Talal ha tentato di sedurmi. Sebbene lo abbia respinto, ha insistito, fino a strapparmi le vesti." Belle solleva la gonna, mostrando lo strappo evidente.

Solo in quel momento il re nota il vestito strappato.

"Perché dovrei credere alle vostre parole? Chi può affermare che la gonna non si sia strappata durante il vostro attacco contro di lui?" replica il re Rajab avvicinandosi a Belle con sguardo indagatore.

"Sire, quale motivo avrei per attentare alla vita di un uomo che nemmeno conosco? L'ho fatto solo per proteggermi. Quell'uomo ha cercato di violarmi!" esclama Belle, il tono colmo di rabbia.

Improvvisamente, le porte della sala del trono si spalancano con un rumore assordante.

"Tu, come osi profanare il mio nome, donna?" grida Talal, marciando verso Belle con rabbia negli occhi.

Da Servitù a ReginaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora