Le poltrone dell'auditorium si stavano riempiendo. Metà platea era affollata di studenti e docenti, intenti a scambiarsi chiacchiere di poco conto.
Wonwoo controllava tutta la scena da dietro i tendoni del palcoscenico. C'era un via vai attorno a lui di ragazzi, che si stavano sistemando gli abiti e il trucco e ripetevano ad alta voce il copione. C'era chi ripeteva ad alta voce i controlli che stavano facendo per le luci e le casse audio, e altri ancora stavano sistemando i treppiedi delle macchine fotografiche.
Wonwoo trattenne il fiato per qualche istante, gonfiando il petto e lasciandosi andare poco dopo, contento che dovesse passare la serata solo dietro le quinte. Minghao doveva essere già arrivato, secondo i messaggi che aveva ricevuto, e si era insediato in qualche ultima fila da solo, in mezzo ad un sacco di altri studenti casinisti.
- Sta andando tutto bene? – I rappresentanti stavano arrivando e due di loro si avvicinarono ai loro tavoli di lavoro. Wonwoo riconobbe Jeonghan, assieme ad un altro ragazzo che non aveva mai visto durante le altre assemblea. Si inchinarono tutti.
- Sono Jisoo, rappresentante del dipartimento di comunicazione, sono all'ultimo anno. – Si presentò il ragazzo, per poi essere raggiunto dagli altri. C'era anche la rappresentante del dipartimento d'arte e Wonwoo iniziò a sentirsi in soggezione: quella ragazza era persino più pignola di lui e passava il tempo ad urlare ordini costanti.
- Wonwoo, è tutto pronto? Dopo lo spettacolo dobbiamo proiettare subito i corti e le nostre presentazioni. – Wonwoo annuì semplicemente, senza aprire bocca. Tutto il suo gruppo non disse nulla, tenendo la testa bassa sui computer, aspettando che la ragazza si allontanasse da lì.
- Vi lasciamo lavorare, allora, buona fortuna! – Quel Jisoo fu l'unico a dare speranza a loro, che ritornarono subito a borbottare tra di loro attorno ai tavoli.
- Sei riuscita a sistemare, Son? – Wonwoo si mise accanto a lei e controllò la schermata del computer. Era ancora in caricamento.
- Spero di riuscire. Lo sapevo che con il nuovo aggiornamento sarebbe stato un casino... - La ragazza cliccò un paio di tasti, ma non accadde nulla. Dovevano attendere. Mancavano pochi minuti e l'assemblea sarebbe iniziata. Lo spettacolo sarebbe durato un po', quindi avevano ancora del tempo, ma dovevano fare in fretta. Wonwoo stava pensando a come risolvere il problema. Il computer non si stava sistemando e rischiavano di ritardare le presentazioni e non potevano protrarre la serata fino a tardi.
- Son, stacca il computer. – Ordinò Wonwoo, ritornando a guardare oltre al tavolo e prese il proprio cappotto, rivestendosi per uscire.
- Ma che stai dicendo? –
- Non ce la facciamo. –
- E cosa stai facendo? Te ne vai? – Wonwoo indossò il proprio berretto e guardò il proprio gruppetto. Erano tutti troppo agitati. Non aveva tanto tempo per attuare il suo piano, quindi doveva correre. Doveva farcela.
- In laboratorio c'è un'altra chiavetta, ieri avevo salvato tutto per sicurezza. E passo a prendere il mio portatile, non ne abbiamo altri con l'aggiornamento già risolto. – Lo guardarono con le palpebre spalancate.
- Non ce la fai, Wonwoo, il dormitorio è dall'altra parte del quartiere. –
- Voi occupatevi del resto, arrivo prima della fine dello spettacolo. Non osate dire nulla a nessuno, soprattutto a lei. – Disse, nominando mentalmente la loro rappresentante. Scese le scale sul retro e infilò il cellulare in tasca, avendo avuto in mente di avvertire Minghao e farsi aiutare, ma se ne era subito pentito. Si sarebbe arrangiato. Uscì verso il corridoio di emergenza e si preparò a correre, sapendo di avere meno di mezz'ora. Pensò a dove andare per prima, mentre stringeva le dita sulla maniglia rossa.
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Aware
Fanfiction"Aware": gioco di parole tra i due significati linguistici. In inglese: consapevole, conscio. In giapponese: la sensazione dolceamara che si ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza. Wonwoo è uno studente universitario d'arte, e sembra...
