QUARANTASEI.

167 10 4
                                        

La settimana successiva, che apriva le vacanze natalizie, il gruppo di amici si trovò fuori Seoul, nella periferia, pronta a trascorrere i giorni di festa a casa della famiglia Jeon.

Non era stato difficile avere la conferma da parte di tutti. Minghao e Hansol passavano da anni quasi ogni Natale assieme a Wonwoo, e di certo non si sarebbero persi il loro primo dicembre universitario. Per loro era come stare a casa propria.

Jeonghan di certo non avrebbe passato le vacanze in solitaria, visto l'ultimo dialogo distruttivo che aveva avuto con i suoi genitori. Passava il tempo a casa da solo e poi a casa di Soonyoung quando i propri genitori ritornavano, per quei pochi giorni in cui degnavano quelle mura della loro presenza superficiale e vaga. E Soonyoung di certo non si sarebbe mai fatto così male sa rimanere chiuso in casa, evitando di potersi divertire con gli amici. E, soprattutto, costretto a sorbirsi i volti dei genitori.

E Mingyu...

- Sono ancora in tempo per ritornare a Seoul, vero? - Chiese, fissando con terrore, dal finestrino della macchina, la casa a due piani che di stagliava di fronte a loro.disperato
Era stato Jeonghan a guidare, facendosi spiegare la strada da un Minghao mezzo addormentato che era seduto davanti assiema a lui.
Hansol strinse una mano sulla spalla tesa di Mingyu, annuendo con empatia a quel tono di voce così disperato.

- Dai, non rompere il cazzo. Cosa vuoi che accada? Se ha invitato anche te vuol dire che è tutto a posto. - Provò a consolarlo Soonyoung, ottenendo però l'effetto contrario. Mingyu si aggrappó quasi al finestrino, le dita che scivolarono giù lungo il vetro pulito. Temeva con ardore quelle mura, quelle finestre, quel portone così minaccioso. Dentro vi erano i genitori di Wonwoo. Non aveva idea di come comportarsi e se avessero dormito assieme, tutti avrebbero pensato male. Non voleva passare per pervertito di fronte alla sua famiglia. Aveva paura di fare anche solo un piccolo passettino di troppo.

- Oh, eccolo! - Dal portone d'ingresso comparí un Wonwoo ancora in pigiama, un giubbottino infilato a casaccio e i capelli totalmente spettinati. Sembrava essersi appena svegliato.
- Forza, scendiamo, che abbiamo i borsoni da sistemare. - Cominciarono tutti a scendere dall'auto e a salutare il padrone di casa, che se ne stava mogio e rannicchiato sullo stipite, in attesa di farli entrare tutti.

Ovviamente, Mingyu fu l'ultimo a raggiungerlo.

- Sei pallido. Stai poco bene? -
- Fisicamente sto bene. - Mingyu si soffermò a guardarlo e Wonwoo strinse le labbra per non rischiare di ridere in faccia al povero ragazzo.
- Hai così paura? - Mingyu annuí subito.

- Hey, tesori! Eccovi! - La voce di una donna si alzò a pochi metri da loro, dal corridoio che si trovava subito dopo l'entrata. A quanto pare erano già tutti andati a salutare i genitori di Wonwoo e sembrava una normale giornata della settimana. Per Mingyu rischiava di essere l'entrata all'Inferno.

Mingyu non sapeva niente. Non sapeva quanto Wonwoo avesse raccontato di loro alla sua famiglia. Se avesse mai accennato qualcosa. L'unica risposta che aveva ricevuto da Wonwoo alle sue domande era stato un semplice: "non preoccuparti".

- Io... -
- Forza, vieni. - Wonwoo gli fece un veloce cenno ed entrò, non guardandosi indietro. Mingyu prese un profondo respiro e sospiró, compiendo il primo passo all'interno di quella casa. Poi si chiuse la porta alle spalle.

Tutta la combriccola aveva già preso possesso del salotto principale del piano terra. Era tutti seduti attorno al tavolino in legno, ricolmo di prelibatezze che i genitori di Wonwoo avevano preparato. Soonyoung e Hansol avevano già cominciato ad infilare le mani nei piattini e racimolare tra i loro palmi diversi dolcetti, mentre Jeonghan sembrava a disagio in un contesto così informale. Non era mai stato abituato a quel genere di situazioni, e Mingyu lo compatì, anche se si sentiva a disagio per ben altri motivi.

AwareDove le storie prendono vita. Scoprilo ora