SETTE.

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- Jeonghan, come stanno andando le lezioni? - Il ragazzo lasciò le bacchette sul tavolo, finendo di masticare il boccone che stava tenendo in bocca. Lasciò andare le mani sotto il tavolo, stringendo le dita fra di loro. Alzò lo sguardo e vide il volto contratto di sua madre. La donna stava continuando a godersi la zuppa calda che era stata preparata per loro dalla cuoca. Al tavolo, in sala da pranzo, c'erano seduti solo Jeonghan e lei. A capotavola, lontani. Il figlio lasciò passare alcuni secondi prima di rispondere a quella domanda.
- Iniziamo la sessione di esami il mese prossimo. - Spiegò. Riprese le bacchette e mangiò altri, pochi bocconi.
- Pensi di riuscire a farcela? Hai bisogno dei tutor? Basta che me lo dici e tuo padre può informarsi in qualche Accademia. - Jeonghan ebbe l'istinto di rimettere di nuovo giù le bacchette ed alzarsi dal tavolo. Ma poi non avrebbe avuto il coraggio di ritornare a casa, quella sera.
- Me la caveró. -
- Soonyoung? Sta andando bene? - Jeonghan annuí.
- Si sta impegnando, come al suo solito. -
- Vedete di impegnarvi entrambi. - La donna si pulí le labbra con un tovagliolo e si versó un altro bicchiere di vino. Era già il secondo della giornata. - Sapete quanto stiamo sacrificando per voi. -

Jeonghan le concesse un sorriso. Finí di mangiare a sua volta e si alzò dal tavolo.
- Certo. - Vide l'autista e gli fece un cenno veloce con il capo. - Ora è meglio che io vada, o farò tardi a lezione. - La conversazione terminò lì. Nessuno dei due si salutò. Il figlio prese il proprio zaino e uscì dal corridoio principale della casa, mentre la madre restò seduta a capotavola, finendo di bere anche quel bicchiere, e anche fino a quando una delle donne delle pulizie non ripulí tutto il tavolo.

Quella mattinata, Jeonghan non si ritrovava oppresso dal cattivo umore per l'ennesima conversazione scolastica con sua madre. Mentre veniva accompagnato all'Università, gli arrivò un messaggio. Poco prima aveva chiesto a Soonyoung se potevano pranzare assieme, quel giorno.

DA: S.Y.
"Scusami tanto, Jeong, ma
oggi sono già occupato! Ci
organizziamo con calma la
settimana prossima, mhm?
<3"

Jeonghan visualizzó il messaggio. Poi infilò il cellulare nello zaino e non lo riprese in mano fino alla fine delle lezioni mattiniere.

Wonwoo avrebbe tanto voluto saltare quella giornata di lezioni e, soprattutto, avrebbe tanto voluto saltare la pausa pranzo. Le sue gambe si affaticarono ad arrivare fino in mensa. Aveva trascorso tutta la mattinata in aula con uno stato di angoscia che non gli permetteva nemmeno di annoiarsi con serenità. Appena prendeva il telefono per controllare delle notifiche o si concentrava sui manuali, la sua mente tornava alla sera precedente, in cui aveva ricevuto quei messaggi da Soonyoung.
Per ora non aveva alcun brutto presentimento o opinione su di lui, ma quel ragazzo era davvero troppo allegro. E il fatto che avesse precisato che avrebbero pranzato da soli, lo agitava più di quanto avesse pensato il giorno prima. Aveva iniziato a temere che fosse tutta una trappola. Che lo volesse incastrare in qualche circolo di persone e presentarlo a tutti.

Quei pensieri si annidarono nella sua testa fino a quando mise piede nella mensa affollata. Non sapeva come avrebbe trovato il ragazzo, e non aveva pensato a come avrebbe potuto reagire se lo avesse visto in compagnia del suo solito gruppetto di amici. Probabilmente sarebbe scappato. Si sarebbe messo a correre, stavolta per davvero.

I minuti passavano e Wonwoo continuava a restare fermo, in mezzo alle file di studenti affamati, non sapendo cosa fare. Stava per tirare fuori il telefono e scrivere a Soonyoung, ma lui apparve poco dopo. Lo chiamó con il suo solito tono acuto.

- Hey, Wonwoo! - Il giovane teneva due vassoi colmi in mano. Raggiunse Wonwoo e gliene porse una.
- Sono andato direttamente a far la fila e ho preso anche per te. Andiamo a sederci? - Soonyoung era solo. Completamente da solo. Wonwoo restó a guardarlo, immobile, le mani ferme mentre tenevano a stento il vassoio colmo di cibo caldo. Poi si ricompose e lo seguí, andando a sedersi in un piccolo tavolo libero in fondo alla sala.

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