Quel sabato mattina, Soonyoung e Jeonghan si incontrarono davanti ai cancelli dell'Università, deserta. Non c'era alcuna lezione durante i weekend e tutti passavano le giornate fuori città, o chiusi tra i corridoi dei dormitori a passare il tempo assieme ai propri compagni che vivevano nello stesso piano. Come al solito, fu Soonyoung ad aspettare l'amico. Arrivò con l'autobus, e lo vide scendere con il viso stravolto. Chissà da quanti anni non saliva su un mezzo pubblico. Era abituato troppo bene.
- Ma guardalo, il signorino! Ti sei mischiato con il popolo. - Soonyoung andò a prendere il ragazzo per un braccio e gli indicò l'altro lato della strada. Jeonghan si fece trascinare nelle strisce pedonali solitarie senza aprire bocca. Proferí parola solo quando vide l'insegna del locale in cui stavano entrando.
- E da quando vieni a mangiare qui? -
- È la prima volta! Ieri me lo ha consigliato Wonwoo! Quindi ne ho approfittato e volevo venirci anche con te per provare. Senza andare sempre al sushi. - Jeonghan parve contrariato, ma non lasciò trapelare quella emozione dal suo viso. Entrò dentro e si andarono a sedere in uno dei tavoli che si affacciava sul giardinetto interno. Ricevettero il piccolo menù e ordinarono quasi subito. Avevano entrambi molta fame e avevano bisogno di sfogare lo stress che avevano accumulato in quegli ultimi giorni.
- Alla fine, com'è andata ieri? -
- Molto bene. Wonwoo è simpatico. Prima o poi te lo presento, se vorrà. - Jeonghan dubitó che quel momento potesse mai avvenire, ma assecondó i sogni sociali del proprio migliore amico.
- Come mai hai voluto pranzarci da solo? - Jeonghan, in realtà, aveva già intuito la situazione. Non la trovava particolarmente strana, ma voleva capire se Mingyu avesse ragione, ma era certo che la sua mente offuscata lo facesse delirare più del dovuto.
- Beh, ho notato che Wonwoo sta molto per conto suo e non gli interessa stare in mezzo a tanta gente. Quindi non mi andava di buttarlo in mezzo al gruppo, senza motivo. -
- Per caso, ti piace? - Jeonghan non aspettó altro tempo per chiederglielo. Osservó l'espressione di Soonyoung, che stava trattenendo una risata.
- No, assolutamente. Mica è la prima volta che mi vedi passare del tempo da solo con qualcun altro. - Confermò ogni teoria di Jeonghan. Un sorriso sfacciato si fece spazio nel suo volto, e la tentazione di spifferare i dubbi di Mingyu si fece prepotente, in mezzo a tantissimi altri suoi pensieri.
- Mingyu ha dei dubbi a proposito. E ieri sembrava alquanto scocciato dalla vostra scenetta. Forse è la prima volta che vedeva quel ragazzo parlare e ridere con qualcuno. -
Soonyoung sorrise, le sopracciglie alzate. Un cameriere raggiunse il loro tavolo e serví le prime pietanze. Prese il cucchiaio e assaggió subito la zuppa, bollente. Soffió un paio di volte e ne prese altri due cucchiai veloci.
- Meglio così, allora. - Quella risposta fu alquanto ambigua. Jeonghan avrebbe volentieri indagato sulla vicenda, ma c'erano argomenti ben più importanti, per il momento, su cui voleva discutere.
- Hai intenzione di dare gli esami, il prossimo mese? -
- Ovviamente. - Non lo guardó. Ora era concentrato a fissare le verdure che spuntavano nella minestra.
- Quindi vuoi davvero continuare a fare di testa tua. -
- Ovviamente. - Ripeté Soonyoung, il tono che diventava lentamente più acuto. Si gustó la minestra calda riempiendosi la bocca di più cucchiaiate di seguito.
- Dovresti seguire i miei consigli. E staresti decisamente meglio. - Entrarono un paio di ragazze e andarono a sedersi in un tavolo vicino a loro. Si soffermarono a fissare Jeonghan, sussurrandosi qualcosa nelle orecchie ridacchiando a bassa voce. Il giovane mantenne lo sguardo fisso sulle due studentesse, rivolgendo loro un dolce sorriso e spostandosi alcuni piccoli ciuffi dalla fronte. Le ragazze si guardarono e parlarono con il labiale, prendendo i loro cellulare e iniziando a digitare in modo frenetico sulla tastiera. Anche Soonyoung aveva assistito a quella scena pietosa e rivolse uno sguardo deluso al proprio amico.
- E tu, invece, pensi di star facendo ciò che ti avevo detto? Pensi di continuare anche tu così, ancora per molto? - Jeonghan, spostandosi verso di lui, smise di sorridere. Il suo volto mutó del tutto. Le sue occhiaie si accentuarono e persino il colore rosa dei suoi capelli sembrò più spento, anche se se li era ritinti qualche giorno prima.
- Ora vuoi giocare a chi sta fingendo meglio? - Jeonghan gli puntó una delle bacchette, per poi prendere della carne dal suo piatto e masticarla con golosità, mentre attendeva una risposta sensata.
- Quindi stai ammettendo di star fingendo, finalmente. -
- Mai ammesso. Tu lo ammetti, ora, finalmente? -
- Non ho mai finto nulla, e lo sai. -
- Apposto. - Jeonghan bevve un sorso di soju. - Quindi entrambi stiamo facendo ciò che vogliamo davvero, giusto? -
- Assolutamente, sì. - Soonyoung bevve a sua volta. Due bicchierini di seguito. Jeonghan decise di terminare anche quella conversazione.
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Aware
Fanfiction"Aware": gioco di parole tra i due significati linguistici. In inglese: consapevole, conscio. In giapponese: la sensazione dolceamara che si ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza. Wonwoo è uno studente universitario d'arte, e sembra...
