Soonyoung arrivò puntuale. Entrò nel locale con cui era andato una delle prime volte con Wonwoo a mangiare pollo, e prese posto in uno dei primi tavoli, la visuale verso il portone di vetro.
Passarono i minuti. E Wonwoo non arrivava. Il che era strano, poiché quel ragazzo non tardava mai e molto spesso arrivava in anticipo.
Gli scrisse. Ma non rispose.
La porta d'ingresso si aprì di nuovo e risuonó il campanello, attirando l'attenzione del proprietario e dei pochi clienti in sala. Soonyoung alzò il mento e riconobbe il ragazzo che era appena entrato. Aveva fatto solo un passo, dentro il locale, e lo aveva subito intravisto. Si guardarono negli occhi, ed entrambi si immobilizzarono.
Che cosa ci faceva, lui, lì?
- Riesci a vedere qualcosa? - Mingyu strinse le spalle di Wonwoo e allungò il collo, cercando di guardare più da vicino.
Wonwoo era appoggiato ad un albero e stava tentando, a fatica, di scrutare cosa stava accadendo dentro il locale. Soonyoung era entrato solo da poco e si era seduto, ma non c'era traccia di nessun altro.
- Zitto. - Wonwoo sbuffó, sentendolo pesargli sulle spalle, e cercó di allontanarlo. - Oddio, eccolo. È lì! - Indicò l'entrata e riconobbero la chioma colorata.
- E ora che facciamo? Non possiamo ascoltare. -
- L'importante è che si siedano e parlino. - Wonwoo prese solo in quel momento il cellulare e lesse il messaggio di Soonyoung. Provò un senso di colpa che gli riscaldó il petto per pochi attimi, sapendo di aver tradito il proprio amico. Ma aveva dovuto farlo.
Soonyoung aprì la bocca per dire qualcosa, ma la voce non uscì dalla sua gola. Prese di nuovo il cellulare e provò a chiamare Wonwoo, ma non rispose, nemmeno quella volta. Alzò di nuovo la testa e vide anche l'altro ragazzo intento a digitare freneticamente qualcosa al telefono.
DA: Wonwoo
"Scusami."
E a quell'unica parola che esaltava nello schermo, Soonyoung capì tutto.
- Dovevi vederti con Wonwoo? - Chiese, ad alta voce, attirando finalmente l'attenzione del giovane.
- Devo pranzare con Mingyu. -
- Non verrà, Jeonghan. - Soonyoung indicò il posto di fronte a sé e lo invitò a raggiungerlo. - Io dovevo vedermi con Wonwoo. - Jeonghan spense il cellulare e lo rimise in tasca, capendo di essere stato incastrato. Non poteva prendere e andar via, non poteva voltarsi e scappare. Sarebbe stato patetico. E, dalla sera prima, le parole rudi di Wonwoo girovagavano nella sua mente offuscata. Era giunto il momento di affrontare Soonyoung.
Quindi si andò a sedere di fronte al ragazzo e ordinò da mangiare, senza staccare lo sguardo dal suo viso corrucciato.
- Come stai? -
- Davvero me lo stai chiedendo? - Soonyoung intinse il cucchiaio nella propria zuppa e la assaggió, aspettando che Jeonghan replicasse a quella sua risposta brusca. Voleva metterlo di nuovo alla prova, voleva capire perché persino Wonwoo si fosse intromesso in quella loro situazione intricata.
- Ti sei divertito questo weekend? -
- Eccome. È stato bellissimo. -
Arrivò una delle cameriere e servì il pasto a Jeonghan, che la ringraziò con un sorriso leggero e prese subito ad assaggiare. Voleva dirgli molte cose. Voleva dirgli tutto. Ma ciò che fece fu solo masticare e bere.
- Volevo comunque parlarti. - Jeonghan sputó il suo pensiero più importante, quelle parole che premevano da diversi giorni per fuoriuscire da quelle sue labbra. - Quindi Wonwoo non ha fatto così male a fare questa cosa. -
- Sennò, non saresti venuto? - Soonyoung abbassó il cucchiaio e lo lasciò dentro il piatto, iniziando già a perdere l'appetito. - Quanto tempo ci hai messo, Jeonghan, per venire a parlarmi? -
Jeonghan sapeva quanto l'amico avesse ragione. E si vergognava della propria codardia. Se Wonwoo e Mingyu non si fossero insinuati nel loro rapporto, avrebbero mai risolto?
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Aware
Fiksi Penggemar"Aware": gioco di parole tra i due significati linguistici. In inglese: consapevole, conscio. In giapponese: la sensazione dolceamara che si ha quando si sta vivendo un momento di grande bellezza. Wonwoo è uno studente universitario d'arte, e sembra...
