POV Niall
Quando dopo quasi tredici ore di viaggio, tra aereo e macchina, arriviamo a Mullingar che sono le otto di sera. Le strade del mio vecchio paese sono illuminate dai vari negozi ancora aperti o che sono in fase di chiusura, le case sono tutte decorate con luci di Natale e qualche pupazzo di neve è situato nel giardino di ogni dimora. A Natale qua in Irlanda nevica spesso in inverno, soprattutto in questo periodo delle vacanze. Ho sempre amato la neve, stare davanti alla finestra con una cioccolata calda, sotto le coperte a guardare un film con la ragazza che ami mentre fuori i fiocchi cadono leggeri nel prato. Ho intenzione di fare tutto questo con Lily, la bellissima ragazza seduta nel sedile passeggero, incantata a guardare il paesaggio con la bocca schiusa e uno sguardo sognante sul volto. È stupenda ed è mia. Dopo altri due isolati, una vecchia casa di un rosa pallido, con delle finestre in vetro chiuse e un piccolo giardino si presenta ai miei occhi e sento improvvisamente il mio corpo cedere. È la mia casa, la mia vecchia casa. Una serie di ricordi, come in un film, attraversano la mia mente a rallentatore. Sento che potrei piangere da un momento all'altro, ricordando tutto quello che ho passato là dentro. La mia infanzia con i miei genitori, i pranzi con i nonni, i cenoni e i festoni con gli zii durante il mio compleanno o ogni volta che si presentava una festa noi eravamo lì, uniti, stavamo bene fino a che tutto finì. Non so perché tutti si allontanarono dopo la morte di mia madre, forse il dolore era troppo forte o forse nessuno aveva più il coraggio di entrare lì dentro, non lo so. Fatto sta che io e mio padre siamo rimasti soli ma uniti più che mai, e questo mi basta. Parcheggio la macchina nel vialetto in mattoncini, spegnendo il motore e senza staccare gli occhi dalla mia vecchia casa. Non è cambiato nulla, è sempre così come l'abbiamo lasciata, con solo l'aspetto più rovinato a causa del tempo passato. Appoggio la testa sul sedile, passando le mani sul volto e sospirando pesantemente.
《 Niall?》 La sua voce stanca mi chiama con cautela, con attenzione, come se avesse paura di farlo. Mi volto verso di lei, che anche con i capelli scompigliati e delle occhiaie sotto gli occhi, è sempre perfetta per me. Gli prendo la mano calda, facendo segno di sedersi sulle mie gambe e lei timidamente lo fa, appoggiandosi al mio petto. La prima volta che eravamo in questa posizione è finita in un modo inaspettato per entrambi, la nostra prima esperienza intima, se così si può chiamare. Adesso voglio solo che mi stringa e che mi rassicuri con le sue braccia, solo questo.
《Sei pronto?》 Chiede dopo qualche secondo di silenzio. Sta tastando la mia paura, sa quanto sono suscettibile su questo argomento, vuole sapere se sto facendo la cosa giusta, se davvero sono pronto a tornare nel passato. Lei è l' unica che mi capisce, che sa cosa provo, cosa penso. Conosce ogni singola cosa di me come io la conosco di lei.
《Credo di si.》alza il viso dal mio petto e attorciglia le sue dita sui miei capelli. Chiudo gli occhi rilassandomi e godendomi quelle piccole attenzioni che solo lei mi sa dare, stringo i suoi fianchi trascinandola più vicina a me,bisognoso del suo corpo a contatto con il mio. Qualcosa inizia a muoversi dentro al mio stomaco, una sensazione fastidiosa e piacevole allo stesso tempo, quella che appare ogni volta che lei è vicina a me o ogni volta che mi tocca con le sue mani vellutate.
《 Piccola, entriamo. 》 ferma le sue carezze lasciando un bacio sulla mia fronte, per poi scendere da me e in seguito dall'auto. Tiro un sospiro di sollievo, scendendo anche io e cercando le chiavi nella mia tasca. Mio padre non ha mai voluto buttarle, voleva lasciare un ricordo di quella che era la nostra casa, credo. Appena gli ho chiesto se potevo venire qui, è scoppiato a piangere seguito da me, dicendo che tornare qui mi avrebbe fatto bene e che un giorno ci tornerà anche lui. So che per lui è difficile, forse più di me, ma so anche che se dice che tornerà, lui lo farà, ne sono certo. Ha solo bisogno del suo tempo, io ne ho già fatto passare troppo, a parer mio.
La mano di Lily stringe la mia, mentre entriamo in casa. Posso sentire ancora il profumo di mia madre aleggiare nell'aria e forse è solo un'illusione, ma mi fa sentire a mio agio, senza più timore. Con la luce del cellulare cerco il contatore dell'elettricità che dovrebbe essere ancora funzionante e appena lo trovo, l'ingresso e il salotto vengono illuminati da una luce fioca. Anche qua è rimasto tutto uguale, il piccolo divano blu al centro della stanza, la libreria dove stavano tutti i libri di mio padre al lato e la televisione quadrata con vicino il camino. Lily resta in silenzio guardandosi intorno, contemplando il posto con un piccolo sorriso.
《 È rimasto tutto com'era. 》 mormoro andando in cucina, sempre tenendole la mano.
《 È una bella casa.》afferma.
《 Ti piace?》 Lei annuisce e si dirige verso il piano superiore.
《Voglio vedere la tua camera. 》 dice con uno splendido sorriso in viso.
《 Seguimi. 》 salgo le scale due a due, raggiungendo il secondo piano velocemente e spalancando la porta della mia camera, con Lily dietro di me.
Accendo la luce illuminando il lampadario in cristallo che mio padre ha voluto mettere solo nella mia camera, spendendo non so quanti soldi. Non mi ha mai fatto mancare nulla, spendendo gran parte del suo stipendio solo per comprarmi giocattoli e ogni cosa che potevo chiedere. Ero piccolo ed ero l'unico loro figlio, per questo ha sempre voluto il meglio per me. Le pareti blu sono di un colore più sbiadito ora, e le mensole sono piene di polvere, ma mi sento comunque felice di rivedere la mia stanza dopo tanti anni.
《E così questa è la tua stanza? 》 Lily si siede nel letto privo di lenzuola, guizzando i suoi occhi verdi per tutta la mia camera, perlustrandola con interesse.
《Già, mi è mancata in questi anni. 》
Confesso sedendomi accanto a lei.
《Basta dare una spolverata, pulire in terra e mettere le lenzuola pulite e tornerà come nuova!》esclama battendo le mani come una bambina dopo aver ricevuto un regalo.
《 Domani lo faremo, ora dobbiamo riposarci e soprattutto mangiare. 》 le cingo la vita con un braccio e insieme torniamo al piano inferiore nel salotto.
《Dobbiamo trovare della legna per accendere il fuoco.》 Pensa strofinandosi le braccia per scaldarsi.
《 Aspetta qua. 》 vado fuori in giardino nel retro dove c'è una piccola veranda dove tenevamo la legna per scaldarci. Per fortuna c'è anche ancora qualche tronco che dovrebbe bastarci per la notte. Rientro dentro, appoggiando la legna davanti al camino, mentre Lily sistema il divano, mettendo delle coperte e tirando fuori dei panini e dell'acqua. Accendo il camino con dei fiammiferi e quando la fiamma è abbastanza alta per scaldare l'ambiente, mi siedo nel divano stringendo Lily tra le mie braccia, sentendomi in pace con me stesso e irremidiabilmente felice. Però di questo ho paura: ho paura perché sono felice, e una felicità così grande la provi solo quando stai per perderla. Ma so che finché avro Lily accanto, una stella solitaria che brilla in un cielo tutto uguale, sarò felice. È lei la mia dose di felicità.
My space
Avete superato i dieci voti e i commenti nello scorso capitolo, quindi ecco a voi il successivo! Grazie mille a tutte ♥♥
Se domani ho tempo continuo ♡
Meli ♥
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When you smile
Fanfiction《Quando ti sei innamorata di me?》 《 Nell'esatto momento in cui mi hai sorriso per la prima volta. 》
