Premessa: ci tengo a sottolineare prima che voi leggiate il capitolo che questa intervista ovviamente non è tutto frutto della mia fantasia.
Alcune parti sono di una vera intervista fatta ai Måneskin, altre parti sono frutto del mio intelletto😂
Buona lettura❤️
21 novembre 2018 - Milano
E pensare che fino a un mese fa ce stavi tu a Milano, e invece adesso ce sto io a promuove er disco.
Il disco, il mio primo album, ma ce credi? Io a volte ancora no.
Sto qua a fare n'intervista e te penso. Ormai te penso sempre.
O sai Marlè, se accendi RadioItalia me poi pure vedè.
X: "Dai garage alle stelle, come argomentate tutto ciò? È la storia di un volo" disse la giornalista
V: " Era solo il 2016, e suonavamo nei ristoranti, per strada, in via del Corso. Damiano senza neanche un microfono, la chitarra di Thomas con le corde strampalate, Ethan tamburellava su un cajón. Alle occupazioni dei licei di Roma abbiamo avuto le nostre prime conferme e mezz'ore di celebrità, tra chi ci criticava e quelli che - ammazza che fighi questi - ... Una delle rare volte in cui ci avrebbero pagato, 50 € a testa, li offrimmo a quelli dopo di noi perché ci facessero suonare al posto loro, più tardi appunto, che ci sarebbe stata più folla. Avevamo già capito come funzionava. La visibilità valeva più di soldi. Lo pensiamo ancora"
X: "Voi molto spesso combaciate intimità e rock"
D: " La musica permette questo miracolo, ovvero di estendersi ad altri argomenti molto personali e privati, difficili anche, delicati. Sono problemi che restano profondamente tuoi, ma al tempo stesso diventano una confessione che arriva ad un pubblico più ampio. In questo modo tali problemi si superano, si accettano. Un attimo prima è aggressivo, un attimo dopo una ballata."
X: " Avete parlato molto spesso del palcoscenico come terapia"
V: "Si. Ho sofferto molto di ansia e di attacchi di panico, è un problema su cui ho lavorato grazie un percorso di psicoterapia. Suonare mi aiuta a non lasciarmi paralizzare dalle mie paure, a non farmi limitare nella mia vita privata e professionale. Ho imparato ad accettare e a convivere con questo lato di me. Non lo nascondo e non provo vergogna."
'Nto sei forte Vic..nessuno lo sa, nessuno lo vede, ma sei un vero e proprio uragano.
X: "Quindi affidarsi salva?"
D: " Questo credere che dalla psicologa ci vanno i matti è un'ignoranza diffusa. Nessuno nasce imparato. E spesso è difficile capire il perché stesso del nostro essere qui, figuriamoci derivazione e direzione dei propri desideri. È un viaggio lungo e legittimo verso la lucidità."
X: " Vi sentite diversi dai vostro coetanei o da altri artisti?"
E: " In fondo siamo tutti diversi, non perché vogliamo essere alternativi ma perché davvero nessuno è uguale. Giustizia è essere giudicati in base a ciò che si fa e non ciò che si è. Giustizia è parità, rispetto, bellezza."
X: "Dalle vostre performance si nota che siete per la sessualità fluida"
T: " Abbiamo una mente aperta, estesa, e ne andiamo orgogliosi. Tacchi per gli uomini e baci tra noi. Gli orizzonti sono vasti."
V: "A sei anni già non tolleravo le distinzioni tra maschile e femminile. Ho sempre avuto idee forti su come volevo essere. Rifiutavo cose tipicamente definite da bambina, preferivo giocare a calcio e andare sullo skate. Non indossavo gonne. Un po' ho subito e un po' ho sofferto, ma ho avuto coraggio."
E: "Se sono un bambino che danza e ama la danza devi lasciarmi fare. Io ero un bambino che voleva i capelli lunghi e giocava con le Barbie."
X: "Sul fronte sentimentale invece? Amori in corso?"
Se amori in corso, sarebbe bello.
Che te devo risponné mo?
E: " Io sono sposato con la musica"
T: "Ognuno fa le proprie esperienze, a volte va bene, altre male. Sempre, però, non sono affari degli altri"
V: "Quando per la prima volta ho provato sentimenti e attrazione per una ragazza è stato un po' disorientante perché non avevo mai avuto il coraggio di andare oltre le limitazioni che avevo imposto a me stessa. Per la società essere eterosessuali è la norma e quindi spesso uno si incasella automaticamente in quel mondo privandosi della libertà di vivere molte sfumature diverse dell'amore. Una volta superata l'insicurezza iniziale ho vissuto la mia sessualità in maniera molto naturale e libera, come dovrebbe poter essere per tutti."
D: "Ho costantemente i paparazzi sotto casa, giorno e notte, alla ricerca di uno scoop oppure di una foto alle quattro del mattino di Vic che esce da casa mia. Attualmente sono single, ma si sa che il vero fidanzamento è tra di noi, la vera famiglia è la nostra band."
X: "Che valore ha il gruppo?"
T: " Ci abbiamo creduto dal giorno zero, prima ancora di chiamarci Måneskin . Prima ancora che Ethan disegnasse una luna gigante sulla locandina del nostro primo concerto. Condividiamo tutto, anche il dolore."
X: "E questa luna? Ricordiamo che Måneskin significa chiaro di luna in Danese..che valore ha per voi la luna?"
T: "Inizialmente non davamo molto peso alla traduzione letteraria di Måneskin.. ci piaceva il nome e suonava bene. Più avanti abbiamo capito di essere noi stessi un vero e proprio chiaro di luna"
E: "Abbiamo inciso sul cuore, nel vero senso della parola, perché abbiamo un tatuaggio, ognuno di noi uno spicchio di luna..giusto per ricordarci che nonostante tutto saremo sempre una famiglia" disse Ethan guardando Victoria che ormai aveva lo sguardo perso
X: "Ultima domanda e poi vi lascio ragazzi. Nelle vostre canzoni compare spesso il nome Marlena. Io vorrei sapere , singolarmente per ognuno di voi, cosa è o chi è Marlena"
I nostri otto occhi dopo quella domanda si cercarono tra loro. Otto occhi impauriti che non sapevano cosa dire.
T: "Marlena è la persona se si può definire perfetta, che ti salva. O almeno così è stata intesa durante la scrittura del disco"
Sei patetico Thò, fattelo dì.
E: "Marlena è una ragazza, che come ha detto Thomas , inconsapevolmente ti salva. È quel filo che ti lega al mondo esterno. È l'altro spicchio della nostra luna. Siamo sei spicchi di luna, anche se tecnicamente il pubblico ne vede solo quattro, in realtà siamo sei... ogni spicchio di luna è speciale a modo suo."
Ecco, già meglio Pocahò.
Mo tocca a te Vic, che dirai?
V: "Marlena non è nessuno, Marlena non è niente, ma allo stesso tempo è tutto. Marlena è stata probabilmente per ognuno di noi un grande amore. Per me è stata la scoperta di una nuova Victoria, una Victoria affascinata da altro ..è stata probabilmente Marlena a farmi capire la mia diversità" disse Victoria , focalizzandosi sul mio sguardo
So contento Vic, so contento. Nun so arrabbiato, lo sapevamo tutti anche se tu nun lo ammettevi.
D: "Marlena è ciò che sogno la notte. Marlena è la ragazza con cui vorrei svegliarmi ogni mattina. Marlena è stata la mia e la nostra rivincita. Marlena è l'amore della mia vita, l'amore della vita dei Måneskin...è quel pezzo di luna che forse , pur essendo distante da noi ci tiene uniti."
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MARLENA
Fanfiction"E quindi te che te chiami MariaElena nun tieni un soprannome ? Ma come po esse? Cì ce metto venti minuti solo pe te chiamà. Famo che da oggi te chiamo Marlena, unimo i due nomi in uno più corto. È strano lo so , Marlena, ma sempre meglio de MariaEl...
