[𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐓𝐀] ⛔18+
Yoongi e Hoseok, sposati da un anno, decidono di festeggiare il loro anniversario regalandosi un viaggio in crociera nel Mar Mediterraneo. Sulla nave incontreranno Jimin, una sorta di tutto fare. Il ragazzo noterà la coppia e...
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I due coniugi uscirono dalla sala Cabaret in silenzio. Ognuno perso nei suoi pensieri, ognuno ripercorrendo le sensazioni provate. Jimin possedeva un tocco delicato che all'improvviso sapeva trasformarsi e prendere una svolta decisa e sensuale. Sapeva come attrarre l'occhio delle persone, sapeva come farsi desiderare. Yoongi sapeva perfettamente di trovarsi davanti un diavoletto con la faccia d'angelo. Era stato dannatamente inebriante sentire quella bocca sul suo collo; si obbligò a stringere tra le dita la stoffa di quella camicia per trattenersi. Ma era stato ancor peggio il vedere le labbra di suo marito pericolosamente vicine a quelle del biondo. Aveva avuto l'impulso di afferrare le loro teste e avvicinarli ancora di più. Voleva vederli baciarsi, divorarsi e godere di quella visione.
Hoseok invece era restato piuttosto interdetto, il suo cervello si era come spento da inizio esibizione. Aveva perso la cognizione con la realtà, vedeva solo Jimin ed il suo corpo ballargli davanti gli occhi. Ci fu un momento in cui pensò di essersi immaginato tutto, ma la cintura rimastagli appesa dietro il collo, gli fece capire perfettamente che fosse tutto vero.
La loro andatura, per quei corridoi, andava piuttosto veloce, sentivano il bisogno di rifugiarsi in un luogo sicuro, come se stessero scappando da Jimin e dall'attrazione che provavano. Ma appena Yoongi mise piede nella camera realizzò. Aveva avuto l'impulso, più volte, di tradire suo marito. Era sbagliato, non avrebbe dovuto avere quei pensieri. Alzò gli occhi sul rosso che si era appena seduto sul bordo del letto, i gomiti appoggiati sulle cosce e lo sguardo perso nel vuoto «Io vado a farmi un giro» asserì, infilandosi la scheda per aprire la porta nei pantaloni «Ho bisogno di un po' d'aria fresca»
Hoseok lo guardò per un attimo ed annuì, lasciandolo andare. Era meglio così, aveva bisogno di stare un po' da solo anche lui. Notarono in quel momento di avere ancora tra le mani la camicia e la cintura. Yoongi la fissò per poi buttarla sul mobile all'ingresso «Glieli restituiremo un altro giorno» asserì prima di uscire. Il corvino se ne andò, puntando dritto le scale, voleva salire al piano superiore, uscire fuori, ricaricare i polmoni d'ossigeno. La porta venne spalancata con il forte bisogno di libertà. Il rumore del mare gli arrivò fin da subito alle orecchie ed il borbottio del motore si fece più intenso. L'odore pungente dell'acqua salata lo spinse ad avanzare verso la ringhiera, si appoggiò ad essa e buttò lo sguardo in basso, dove lo scafo infrangeva le onde creando schizzi un po' ovunque. Sembrava piuttosto ipnotico.
Non si vedeva poi molto. Il cielo ed il mare erano così scuri quella notte che sembravano essere un tutt'uno. Si domandò come il giorno successivo avrebbero dovuto affrontare Jimin. In fin dei conti era stata solo un'esibizione, magari erano cose che quel ragazzo faceva ogni sera ed il problema in tutto quello lo stava trovando solo ed unicamente lui. Però forse lo avrebbero anche potuto evitare, la mattina successiva sarebbero sbarcati a Civitavecchia e per tutto il giorno sarebbero stati in giro per Roma. Sì, avrebbe dovuto fare esattamente così, giusto il tempo di metabolizzare quanto successo e farselo scorrere addosso come niente fosse.