[𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐓𝐀] ⛔18+
Yoongi e Hoseok, sposati da un anno, decidono di festeggiare il loro anniversario regalandosi un viaggio in crociera nel Mar Mediterraneo. Sulla nave incontreranno Jimin, una sorta di tutto fare. Il ragazzo noterà la coppia e...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
∆
Dopo due giorni dalla proposta che Jimin ricevette da Sung Lee, tutto si avverò ed il biondo, per quanto nel momento in cui aprì la porta per accoglierli si fece vedere sicuro di sé, in realtà all'interno incominciò a dubitare di quella scelta «Siete qui» soprattutto nel ritrovarsi di fronte altri due uomini della stessa stazza di Sung Lee.
Proprio lui fu il primo ad entrare, come se quella fosse stata casa sua «Come promesso» e poi spalancò ancor più la porta, facendo entrare i restanti che rimasero piuttosto a bocca aperta quando videro per bene il giocattolo di quella sera: Jimin.
«Oh, wow» esclamò il primo che però rimase al suo posto al contrario del secondo, che velocemente avanzò verso Jimin, afferrandolo per i fianchi e tirandoselo contro «Lo avevi descritto carino, ma non così tanto carino»
«Come hai detto che ti chiami?» il biondo si voltò verso quello sconosciuto, sorridendo cordiale mentre si aggrappava alle spalle dell'uomo che lo tratteneva.
«Jimin» rispose, smettendo di respirare soltanto per un secondo quando percepì la presa intensificarsi ed i loro bacini scontrarsi. Un battito di ciglia e si trovò il volto dell'uomo a pochi centimetri.
«E cosa sai fare di bello?» si sentì chiedere con tono malizioso e languido. E Jimin sapeva bene come avrebbe dovuto rispondere a domande di quel tipo. Era un modo per catturare i clienti, per farsi desiderare «Tutto ciò che volete»
«Ah sì?» sorrise sornione, con gli occhi luccicanti di desiderio e Jimin si agitò interiormente, i battiti del suo cuore aumentarono e così il respiro. Si ripeteva ogni volta che sarebbe dovuto già essere abituato a quel tipo di approcci, a quel trattamento. Eppure sentire come gli stesse divorando le labbra, gli procurava solo fastidio...Un attorcigliamento dello stomaco su se stesso e pensava, immaginava che tutte quelle mani, tutti quei tocchi gli fossero dati solo da due persone. Fin troppo indelebili dalla sua mente, fin troppo indelebili dal suo cuore.
«Jeff, abbiamo una serata intera, non ci andare subito giù pesante» lo riprese all'improvviso Sung Lee e Jimin si staccò riprendendo fiato e buttando repentinamente un'occhiata a quell'uomo, vedendo come si fosse andato già a sedere. Ma a quanto pare tutti erano così tanto vogliosi di attenzioni da parte di Jimin che l'uomo davanti a lui gli afferrò il mento, in modo da farlo girare nuovamente a guardarlo «Voglio lasciare questo bel fiorellino senza energie»
«Accomodiamoci in salotto. Mettetevi comodi» li invitò Jimin. Aveva il rumore del ticchettio dell'orologio nelle orecchie, sembrava estremamente lento quel procedere. Forse era semplicemente la sua voglia di portare quel lavoro a termine velocemente che attuava una dilatazione del tempo, facendolo scorrere straziantemente piano. Quello che adesso sapeva si chiamasse Jeff, si sedette sul divano, di fianco Lee Sung, teneva Jimin per l'avambraccio, come se avesse paura che quella bellezza potesse scappare da un momento all'altro «E tu ti metti comodo su di noi?»