Dopo pochi secondi mi riaffiorarono una marea di ricordi di cui credevo essermene dimenticata, i ricordi viaggiavano nella mia mente ad una velocità inimmaginabile. Ad un tratto la mia mente si focalizzò su un ricordo: io avevo su per giù 10 anni e stavo tornando a casa da scuola, era inverno e diluviava, appena girai l'angolo un'auto blu si fermò affianco a me e tirò giù il finestrino e l'uomo alla guida che poteva avere si e no 35 anni mi chiese "piccola ti serve un passaggio?" io ricominciai a camminare impaurita ma l'uomo mi riaffianco "andiamo non mangio mica" disse con voce scherzosa ma che non faceva ridere per niente "no grazie" lui scese dalla macchina e si mise difronte a me "ho detto sali!" disse prendendomi il braccio e buttandomi sui sedili posteriori dell'auto e io cominciai a piangere ininterrottamente, dopo una mezzoretta l'uomo spense l'auto e mi mise un sacco in testa, io provai a scappare invano l'uomo mi prese in spalla e mi portò non so dove l'unica cosa che sentii fu lo scricchiolio di una vecchia porta in legno, il gocciolio della pioggia e una forte puzza di muffa, l'uomo mi mise per terra mi tolse il sacco dalla testa e mi legò le mani, io iniziai a urlare "no. Ti prego. Per favore fermati" ma lui continuava, ad un tratto le emozioni presero il sopravvento su di me, gli occhi mi diventarono di un viola neon "HO DETTO BASTA!" all'uomo iniziò ad uscire sangue dagli occhi e pochi secondi dopo la testa gli esplose macchiando tutto intorno a lui compresa me di sangue e materia celebrale, io riuscii a slegarmi presi l'auto dell'uomo e cercai di tornare a casa. Il ricordo così nitido di quel giorno scaturì in me diverse diverse emozioni come paura, rabbia, tristezza. Ma non fu l'unico ricordo così nitido perché dopo alcuni ricordi vaganti si focalizzò su un altro ricordo: avevo 7 anni ed ero a scuola, fuori il tempo era bello e il sole splendeva, io ero seduta all'ultimo banco e seguivo la lezione di scienze, ad un tratto Luke il bambino per cui avevo una cotta si girò verso di me e mi tirò una pallina io subito la presi e lessi il contenuto {ciao emarginata sfigata Cassie mi ha detto che hai una specie di cotta per me. Voglio soltanto dirti che per me tu neanche esisti sei solo un parassita. Baci Luke" io stappai il bigliettino e scoppiai a piangere, sentivo dei bambini ridere e la maestra venire verso di me "ei Elizabeth che succede?" io non risposi ma qualcuno lo fece al posto mio "maestra la lasci stare e soltanto pazza. Prima dislessica adesso anche pazza" disse ridendo Cassie "non è vero. Non sono pazza" dissi piangendo "oh sì invece" disse Luke e tutti iniziarono a dire in coro "Elizabeth la pazza" "Elizabeth la pazza" io mi alzai in piedi sbattei le mani sul banco "HO DETTO CHE NON E' VERO" urlai e tutti i vetri si spaccarono e ai miei compagni e alla maestra iniziò ad uscire sangue dalle orecchie. Altri ricordi di questo genere continuavano a riaffiorare nitidamente nella mia mente e io andavo perdendo il controllo.
Dall'altare iniziò ad uscire fumo rosso che puzzava di bruciato "non c'è la faccio più" dissi piangendo a causa dei ricordi "ei Effy ce la puoi fare resisti atri 10 minuti" disse prendendo un foglio da dentro il libro "su ripeti con me!" disse avvicinandomi un foglio con una scritta in latino "laponica Oni deamones invocamus, ut ostenderet nobis quod alii non possunt vider. Loponica Oni deamones invocamus, ut ostender nobis quod alii non possunt vider. Loponica Oni deamones invocamus, ut ostender nobis quod alii non possunt vider" ripetemmo in coro per 3 volte, appena finimmo dal centro dell'altare usci una mano. "Laponica Oni deamones invocamus, ut ostenderet nobis quod alii non possunt vider. Loponica Oni deamones invocamus, ut ostender nobis quod alii non possunt vider. Loponica Oni deamones invocamus, ut ostender nobis quod alii non possunt vider" lo ripetemmo per altre 3 volte e dal cratere che si era creato nell'altare uscirono 3 creature con fisicità umana vestiti con una specie di chimono giapponese nero e indossavano una maschera anche essa nera da cui si vedevano soltanto gli occhi completamente gialli e luminosi senza pupilla. I 3 si avvicinarono a noi e a ogni passo che facevano lasciavano una scia di nebbia nera. Quello al centro ci squadrò per bene "di cosa avete bisogno" chiese quello al cento con voce demoniaca "abbiamo bisogno di vedere ciò che gli altri non vedono e sentire ciò che gli altri non sentono" disse Balthazar "sarete accontentati" disse l'Oni di destra. I due Oni ai lati si avvicinarono a me e al ragazzo e si posizionarono difronte a noi, allungarono la mano verso i nostri volti e io mi scansai, Balthazar mi prese la mano e fece intrecciare le nostre dita "sta tranquilla ci sono qua io" io annuii e mi riavvicinai. I 2 Oni poggiarono la mano sul nostro volto e gli occhi e le orecchie iniziarono a bruciare e far molto male io strinsi la mano del ragazzo e lui strinse la mia. Appena tolsero la mano il dolore cesso e mi voltai verso il ragazzo e i suoi occhi erano di un rosso sgargiante invece i miei erano di un viola neon "il nostro compito è giunto al termine sayonara" dissero rientrando nel portale che appena scesero nell'ade si chiuse.
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la figlia delle tenebre
FantasyElizabeth è la figlia di Ecate e Loki due dei più temuti dei. Lei con sua madre adottiva si trasferisce in una nuova città. Li incontrerà Felix. Ma non è tutto rose e fiori poichè Elizabeth inizia ad avere incubi a dir poco terrificanti. dal capito...
