Forse gli ho prestato troppa fede. È passata una settimana e da quel sabato sera non si è fatto più vivo, gli avevo scritto diverse volte, ma nulla. Che cosa gli è successo? Io ci tengo a lui e come mi ha confermato, anche lui ci tiene a me. Perché sparire di nuovo in questa maniera? Siamo ancora nello stesso punto, pensavo che da quella sera al telefono ci sarebbe stata una svolta e ciò che secondo lui e che secondo me all'inizio non poteva funzionare l'avremmo fatta andare in un modo o nell'altro. Sta diventando la mia ossessione? Forse troppo grande come definizione, ma è ciò che sento.Mi distraggo dai miei pensieri, sono arrivata davanti il super mercato senza farci caso. Entro ed estraggo fuori dalla mia borsa la lista della spesa.
Okay devo prendere lo zucchero, arrivo davanti lo scaffale, mi metto in punta di piedi e lo prendo. Girandomi vado a scontarmi contro una signorina che avevo già visto da qualche parte, ma non ricordo dove. Le faccio cadere il pacco di pane e i sacchetti di frutta che ha in mano. Santo cielo! Che figure faccio!
-"Mi scusi non l'avevo vista!" l'aiuto a raccogliere la sua spesa.
-"Tranquilla, non preoccuparti!" Mi sorride.
Mi abbasso per raccogliere il pacchetto di pane e sento una voce famigliare.-"Che succede tesoro?" Chiede una voce maschile alla signorina.
Mi tiro su per consegnarle il pane e a fianco a lei vedo quell'uomo che poche settimane fa se ne era andato di casa.
Rimango pietrificata, lo sto fissando per troppo tempo e sento una lacrima scendermi dagli occhi. Giro i tacchi mi dirigo verso la cassa e sento la sua voce chiamare il mio nome, non voglio girarmi, non voglio farmi vedere un'altra volta con il dolore stampato sulla faccia.Mi incammino per tornare a casa, fantastico! Ho comprato solo la metà della roba che c'è scritto sulla lista della spesa. Pazienza tornerò domani.
Ora so chi sta frequentando mio padre. Ma certo, la sua segretaria,devo dire che è il classico.Arrivata a casa vedo dalla schermata del mio telefono otto chiamate perse, oh cavolo! Ma chi è?
Ah mio padre *stavi pensando ad Alex eh?* per favore vocina mia, fa silenzio!
Tralascio le chiamate di mio padre e controllo tra i messaggi se c'è ne uno di Alex, ma zero. Io mi arrendo.-"Sophi!" Mia madre sta praticamente urlando.
-"Dmmi!"
-"Perché non hai risposto alle chiamate di tuo papà? È preoccupato per te, ha detto che sei scappata via di corsa! E mi ha chiesto come stavi?"
È così che funziona ora? Sto per spararla grossa e dire ciò che penso, meglio che conto 1...2...-"Ah, quindi per far sì che si preoccupasse di me chiamandomi anche ben otto volte c'era bisogno di tutto questo caos tra te e lui?! In tutti questi anni non è mai successa una cosa del genere a stento mi chiedeva "Sophi, stai bene?" Ed ora lo fa? Ora che se n'è andato. Perché non prima?!
Quindi se ti avesse lasciata prima io e Jacopo avremmo avuto una presenza paterna?!".Ormai ho sputato tutto. Mia mamma abbassa lo sguardo e cerca di trattenere le lacrime. Esce dalla mia stanza e si chiude in camera sua.
Dico tanto che loro non sono i miglior genitori di sto mondo, ma io non sono nemmeno la figlia perfetta. Ho appena urlato contro mia madre, cosa che non ho mai fatto. Al solo pensiero di ciò che le ho detto mi si rivolta lo stomaco, mi sento in colpa. Ora è chiusa in camera sua e per cena Jacopo è andato a chiamarla, ma nulla. *la prossima volta conta fino a cento*.
Salve lettori!
La storia vi sta piacendo? Fatemi sapere con un commento :)
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Maybe
Romance"Vedo che comincia a digitare qualcosa e spalanco gli occhi. -"RAMONA VILLI! Se stai rispondendo a quel messaggio,appena scendiamo da questo treno ti butto sotto le rotaie!" Ma lei non mi sta ascoltando. Sposta lo sguardo dallo schermo del telefon...