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"quel cavolo di tintinnio-" pensai.

Io presi le mie cose, mi alzai e me ne andai.
Il cassiere uscì dal bancone e si diresse verso il tavolo intento a pulire.
"Questa gente d'oggi.." disse tra sé sbuffando, passando il panno umido dove poco prima avevo consumato il mio pranzo.
Poi, il biondo si piegò verso il tavolo.
"Cos'è questo?" si chiese.

Io nel frattempo mi diressi verso l'università, di lì a poco Yuna avrebbe finito, tanto valeva aspettarla fuori.
L'istituto si trovava in una bellissima zona di Seoul, in città ma immersa nel verde; aveva un aspetto regale e un enorme giardino dove gli studenti studiavano o si riposavano; altro che la maggior parte delle università in Italia. Era principalmente frequentata da studentesse, probabilmente per il tipo di indirizzi che offrivano, così a volte capitava di vedere i fidanzati aspettarle poco fuori dal cancello con un mazzo di fiori.

Sentii qualcuno saltarmi addosso sulla schiena e io, spaventata, gridai.
"Dai, sciocca sono io!" disse Yuna guardandomi da dietro con i suoi enormi occhioni neri da cerbiatto.
"Sei impazzita!? Da dove sei sbucata?" chiesi, il mio tono un po' troppo duro.
"Ah, c'è un uscita anche là, non lo sapevi?" io, alla sua risposta, la fulminai con gli occhi ironica.
Yuna mi prese per mano. "Caffettino fuori?"
"Sì, certo." le risposi io sorridendo.

Camminando per mano con la mia migliore amica non potevo non sentirmi orgogliosa, lei era bella come un tramonto, la sua pelle color miele, i suoi boccoli corvini e le sue guance color pesca; nessun ragazzo era capace di resisterle, strano che non avessimo ancora dovuto mettere il distributore con i bigliettini fuori all'uscita di casa nostra, forse ce lo avevano in università, chissà.

Ben presto giungemmo al café, il locale era molto carino e accogliente.
Di sottofondo, musica jazz si diffondeva nell'aria, accompagnata al vociare delle persone. Fuori invece, si poteva chiaramente udire la pioggia scrosciare creando un'atmosfera intima e rilassante. La luce calda delle lampadine avvolgeva il locale, aiutando a riposare gli occhi pesanti dopo una lunga giornata di lavoro.
Ordinammo e ci sede,,o su delle eleganti poltroncine, pronte a goderci un altro momento insieme.

"Appena in tempo" mi disse lei.
"Già." risposi guardando la pioggia schiantarsi sul vetro della finestra.
"Allora, che mi racconti?" mi chiese sorseggiando il suo Americano.
"Tu, cosa mi racconti?" risposi.
Lei sbuffò, reagendo come se si fosse appena ricordata di qualcosa di terribile.
"Il progetto.., non ho idea di cosa portare." dicendo questo appoggiò la fronte sul tavolo stanca.
"Di cosa parli?"
Lei alzò leggermente il capo per farsi vedere.
"Non ricordi? Te ne ho parlato anche ieri sera.. Devo preparare un cortometraggio per il contest "Luce e Buio" che si terrà tra poco meno di una settimana alla mia università, in palio c'è la borsa di studio per la California."
"Poco meno di una settimana? Scherzi spero, come puoi realizzarlo in così poco tempo?" mi alterai quando capì in che cosa si fosse cacciata. Era già da tempo che me ne parlava, e io sapevo bene quanto ci tenesse; come poteva essersene preoccupata così tardi?
Alle mie parole alzò la testa, rimettendosi dritta.
"Senti, mi sono presa all'ultimo minuto perchè non sapevo cosa fare, va bene? Non è facile.." rispose difensiva; poi sospirò.
"Sì è vero, io al contrario non saprei neanche da dove incominciare.
Però proprio perchè so che tu avresti tutte le carte in regola per vincere, penso che dovresti impegnartici un pò di più." insistetti, con tono un po' fastidioso. Lei sbuffò.
"Quante borse di studio assegneranno?" chiesi.
"Solo una.." rispose, sconsolata.
"Solo una?!" constatai sorpresa, senza accorgermene alzai la voce.
"Dai, fai silenzio! Sì, solo una." mi rimproverò.
"Cavolo.." continuai, portandomi la tazza alle labbra.
Yuna si mise le mani davanti agli occhi e mugugnò di preoccupazione.
"Dai, sù non fare così. Infondo hanno tutti la stessa probabilità di vincere, no?" dissi, cercando di rassicurala.
"Sì, probabilmente hai ragione." dicendo questo, cercò di ricomporsi.

Io le presi la mano per accarezzargliela, lei rispose con un sorriso sforzato.
Entrambe rimanemmo in silenzio, poi cercai di cambiare argomento.

"Yuna, mi devi ancora dire di quel ragazzo, per quanto ancora hai intenzione di tenermi sulle spine?" chiesi entusiasta.
Lei sbuffò di nuovo, lasciandosi scappare un sorriso, come se non fosse compiaciuta all'idea di parlare di sé, cosa ovviamente non vera.
"Lui si chiama SooTaek ed è al penultimo anno..." continuò "studia matematica."
"Uh, abbiamo un cervellone qui." le dissi io con entusiasmo.
"Se fosse solo quello.." rispose lei piano come a non farsi sentire. Io sbarrai gli occhi e sorseggiai il mio tè come se non avessi sentito.
Mi schiarii la gola per imbarazzo "Quindi, come l'hai conosciuto?"
"Abbiamo delle classi in comune"
"Ah, ma allora ha fatto il dongiovanni!" risposi, noi scoppiammo a ridere.
"Dai, dimmi di più! Che aspetto ha?" continuai.
"È bellissimo.." iniziò, io la interruppi bruscamente.
"Me lo auguro.. Sei così bella! Sono stufa di vederti assieme a orchi."
"No te lo assicuro! I suoi capelli sono neri come l'ebano, così come i suoi occhi. La pelle bianca come la neve, e le labbra sembrano un bocciolo di rose.." iniziò decisa, ma io scoppiai a ridere.
"Ma che dici! Te la sei preparata prima di dormire? Sembra la descrizione di una principessa delle fiabe." lei mise il broncio, io invece, anche dopo aver visto la sua espressione, mi sembrava di non riuscire neanche più a respirare.
"Dai vai avanti." la incitai appoggiando la testa sul tavolo, cercando di nascondere il viso rosso per le risate.
"Adesso non mi va più." disse Yuna.
"Dai, non ti sarai mica offesa!" la guardai, cercando di smettere di ridere.
A quel punto lei non resistette e scoppiò a ridere insieme a me.

Dopo non molto mi asciugai le lacrime, sazia delle risate fatte con la mia migliore amica. Stetti in silenzio qualche secondo e poi ripresi a ragionare più lucidamente.
"SooTaek.." bisbigliai, pensando al suo nome, quasi potessi capire chi fosse solo da quello.
"Mi prometti che starai attenta?" le dissi io porgendogli la mia mano.
"Certo." mi rispose lei, afferrandola. Mi guardò e mi sorrise; i suoi occhi dicevano più di mille parole.
"Puoi stare tranquilla" lessi nelle sue orbite.

Dopo un po' io e Yuna tornammo verso casa.
"Hai visto cosa hanno fatto al murales dove ti ho fatto la foto l'altra sera?" le dissi all'altezza di quella strada, indicandole il graffito.
"Qualunque sia stato, dev'essere stata invidioso della sua bellezza" mi rispose lei riferendosi all'idol sfregiato; io risi.

Evitando una pozzanghera e l'altra, arrivammo a destinazione. La sera come a nostro solito, prima di andare a dormire, ci guardammo una puntata della nostra serie tv preferita.
"Dobbiamo parlare tanto durante l'episodio, così io continuo a fermarlo e ci dura per mesi." mi disse lei ironica facendo riferimento a quanto ci piacesse la serie; io mi distaccai.
"Se il protagonista avesse i capelli color menta.. non pensi che sarebbe ancora più figo?" le dissi io convinta.
"Eh?" mi guardò stranita " beh, sì, forse." lei riprese l'episodio.
Io sospirai, quella sera faticavo a concentrarmi sulla serie.

Non molto dopo entrambe ci addormentammo tra le braccia di Morfeo.

Spazio autrice
Ciao a tutti ragazzi!
Eccomi con il quarto capitolo! Sono felicissima che la mia storia vi stia piacendo, questo mi spinge ancora di più a continuare. 🍓
Se volete sostenere la mia storia, ricordatevi di mettere il voto ai capitoli e di commentare, mi fa super piacere leggere cosa ne pensate delle mie storie! ⭐️
A presto con un nuovissimo capitolo, non vi potete immaginare neanche cosa succederà. 👀

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