Un viaggio in macchina che sembrò interminabile. Quello trasportata dall'auto della polizia come una criminale. Io e Yoonho non incrociammo un secondo lo sguardo, troppo spaventati dalla situazione.
Entrammo nella centrale di polizia dove subito fummo accolti dal freddo della sera, il rumore interminabile delle dita sulla tastiera e l'angoscia che quel posto trasmetteva.
"Venite con me"
Il corridoio della centrale era illuminato da tubi al neon che tremolavano appena, come se anche la luce stessa fosse nervosa.
Camminavo accanto a Yoonho, ma il rumore dei nostri passi sulle mattonelle sembrava arrivare da un posto lontano, ovattato.
Appena varcata la soglia della sala principale, un agente ci indicò due porte diverse.
"Separatevi." disse secco, come fosse la cosa più naturale del mondo.
Esitai.
"Aspetti, lui è-"
"Ho detto separatevi." mi interruppe, senza lasciarmi parlare.
Yoonho mi lanciò uno sguardo veloce, breve, ma pieno di sentimento. Per poi scomparire dietro la porta alla mia sinistra.
Mi fecero accomodare in una stanza stretta, pareti bianche e un odore persistente di aria viziata.
Il tavolo di metallo rifletteva debolmente la luce cruda della lampada che pendeva sopra di me.
Due poliziotti entrarono, uno più giovane con un taccuino in mano, l'altro più anziano, con gli occhi da pungenti che valutano ogni minimo movimento.
Il più anziano parlò per primo, in coreano veloce e scandito.
Mi voltai subito verso l'agente seduto accanto a me per tradurre. Conoscevo il coreano, ma ero così agitata che senza un piccolo aiuto non sarei stata in grado di comunicare correttamente.
"Dimmi che dice, non capisco niente!" la voce mi uscì più alta di quanto avrei voluto, incrinata dalla tensione.
"Chiede ancora se sei sicura di non sapere niente su quello che è successo." disse l'agente, cercando di tenere un tono calmo.
Mi girai verso il poliziotto, stringendo la mascella.
"Gliel'ho già detto che non so niente. Pensa che non parlerei se sapessi cosa le è successo?"
La mano destra mi tremava mentre mi asciugavo le lacrime in modo brusco, l'altra era serrata sul tavolo, le dita bianche per la pressione.
Il giovane lanciò un'occhiata al collega, che scosse lentamente la testa.
<<Ora si calmi per favore>> mi raccomandò il giovane.
Mi sentii osservata come un animale in gabbia.
L'anziano parlò di nuovo.
Il traduttore esitò: "Chiede... se eri con lei fino alla fine della serata."
"Sì." risposi senza pensare.
Il giovane abbassò lo sguardo sul taccuino, poi alzò gli occhi con calma glaciale.
"Strano, perché il tuo amico ha detto che l'hai persa di vista prima."
Il cuore mi cadde nello stomaco.
"Che cosa?" balbettai.
"Lui dice di sì. Tu dici di no. Uno dei due mente."
"Quindi, eri con Juno al momento in cui Yuna è scomparsa?"
L'agente corpulento si era appoggiato allo schienale, il tono calmo come chi osserva un insetto in un barattolo.
"No. Io non ero lì. L'ho raggiunta dopo." rispose Yoonho, secco.
Il poliziotto annuì. "Lei dice che eravate insieme. Che ti ha visto proprio lì vicino quando Yuna è uscita."
Yoonho sgranò gli occhi. "Cosa?!"
"Vuoi smentirla?" chiese l'agente, come se fosse una trappola già pronta a scattare.
"Non c'è niente da smentire. Non era così."
Il poliziotto si sporse in avanti, abbassando la voce. "A volte le persone coprono gli amici. Ti assicuro che, se Juno ha fatto un errore, ora è il momento di dirlo. Non dopo."
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Only Us ~
RomanceJuno finita la maturità sogna un'estate indimenticabile in Corea. Con la sua migliore amica Yuna al suo fianco, tutto sembra possibile: risate, avventure e notti illuminate dalle luci di Itaewon. Ma l'estate prende una piega inaspettata... e Juno in...
