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"Ancora tu?" sbottò contro il misterioso interlocutore.

Nel tranquillo café calò il gelo e io, colma di vergogna, mi feci piccola abbassando lo sguardo in imbarazzo.

Lui prese con una mano il suo zaino e con l'altra sbattè il bicchiere di Americano sul bancone come a restituirlo al cameriere.
"La gentilezza prima di tutto.." pensai ironica.

Borbottò ad alta voce altre frasi al telefono prima di uscire facendo tintinnare la campanella della porta.
Tutti, che guardavano la scena come lo spettacolo del giorno, si girarono verso di me e poi confabularono tra loro. Io imbarazzata uscii e mi incamminai diretta a casa.

Quando fui fuori mi resi conto che Yoonho era già spartito; non che avessi intenzione di ringraziarlo per la figuraccia che mi aveva appena fatto fare, anzi. Iniziai a camminare a passo svelto, in quel momento non volevo più vedere nessuno, volevo solo tornare a casa con il mio amato iPod e non pensare più a niente : neanche a quel ragazzo con i capelli menta, né ai suoi occhi neri, né alla sua pelle di porcellana, né alle sue spalle larghe.. Juno smettila!

Immersa in tutti questi pensieri nel frattempo, il mondo attorno a me svaniva come se camminassi in mezzo alla nebbia. Ciò che rimanevano nitidi erano solo i miei pensieri ed il percorso che stavo svolgendo a ritroso per tornare a casa.

Finché a un certo punto scorsi una figura che mi sembrava familiare.
"Yuna?" pensai.

La vidi seduta a un bar con un ragazzo : lei sorrideva allegra, lui civettuolo.
Mi avvicinai piano, scrutandoli come una spia. Non sapevo che oggi avesse un appuntamento anzi, credevo fosse in università. Perché non me ne aveva parlato?
Mi feci sempre più vicina, senza pensarci, finché come l'agente segreto più insospettabile del mondo non fui abbastanza vicina da essere riconosciuta anche io. Nel momento in cui mi vide, notai la sua espressione calare piano di felicità. Forse veramente non voleva che io sapessi dove si trovasse.

<<Hey!!>> raggiunsi il loro tavolo e li salutai cordialmente. Effettivamente anche io quella mattina mi ero trovata con un ragazzo ma questo non voleva dire che volessi tenerle qualcosa nascosto.
<<Ciao, Juno>> rispose Yuna, stranamente imbarazzata. È vero, avevo interrotto quello che sembrava essere un appuntamento romantico, ma non ero mica la sua vecchia professoressa di matematica, no?
Mi girai verso il ragazzo lui si alzò e sorridente fece per stringermi la mano.
<<Piacere sono Soo-Taek, il fidanzato di Yuna.>> in quel momento me ne ricordai era il ragazzo di cui mi aveva parlato il giorno prima.
Lei teneva lo sguardo rivolto verso il basso, lui invece sembrò confuso.
<<SooTaek..>> iniziai timida, poi continuai.
<<Piacere.>> ero ancora un po' confusa però evitai di fare troppe domande e gli strinsi la mano anche io per gentilezza. Non capivo, perché non dirmelo?

Il ragazzo era molto alto, in forma ma non troppo muscoloso.
Il suo viso era ovale e gli zigomi alti ne accentuavano l'aspetto scarno; il colorito era pallido quasi cadaverico.
I capelli leggermente stempiati, erano mori e per la quasi totalità rasati. Le sopracciglia dritte, parevano quasi sempre imbronciate nonostante ovviamente le sue espressioni cambiassero con le emozioni.
Gli occhi, grandi e color nero corvino, davano l'impressione di essere sempre sull'attenti.
Il suo naso era sottile, come la bocca poco carnosa.
Addosso, una maglietta nera e jeans dello stesso colore.
Nonostante rispetto ad altre persone riuscissi a distinguere l'aspetto fisico da un buon carattere, dopo averlo visto non mi capacitavo di come avesse fatto tra tutti, a scegliere proprio lui come fidanzato.

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