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Con le mani tremanti presi il telefono, digitando il numero della polizia.
Ad ogni squillo mi sembrava di sentire il cuore in gola.

Tum

Tum

Tum

<<Pronto, centrale operativa, dica.>>
<<Sì... sono... sono venuta poco fa, e.. ecco volevo dire->> venni interrotta bruscamente, una mano mi aveva tappato la bocca impedendomi di parlare.
Alzai lo sguardo era
Yoonho.

Mugugnai, lui prese il telefono e chiuse la chiamata.

<<Cosa stai facendo!?>> Quando tolse la mano la mia voce uscì spezzata, quasi strozzata.
<<E tu? Perché li hai chiamati!?
Lo sai che ogni cosa che diciamo può essere messa contro di noi!>> disse alzando un po' troppo la voce.
<<È successa una cosa terribile!>> risposi in preda al panico.
Lui sgranò gli occhi, io ripresi il telefono dalle sue mani e gli mostrai il messaggio.

Lui si mise le mani nei capelli.
<<Juno non possiamo dirlo alla polizia!>> disse.
<<Eh, perché?>>
<<E se stessero parlando di Hyeonju? Se la polizia scoprisse delle nostre ricerche potrebbe ritenerci colpevoli!>>
<<Ma..>>
<<Poi se fosse riferito a Yuna.. potrebbero pensare che è un falso per scagionarci dalle accuse!>> disse alzando sempre di più il tono della voce, poi il silenzio.
Io mi zittii, mi imbarazzai molto pensando che avevo quasi messo in difficoltà non solo me ma anche Yoonho. Una lacrima mi rigò il viso, cosa stava succedendo? Prima Yuna, poi le minacce e ora.. mettevo anche in pericolo noi due.
Incominciai a piangere.
<<Hey, Juno.. non fare così>> Yoonho tentò di abbracciarmi ma io lo scansai.
<<Ho così paura.. stanno succedendo così tante cose..>> dissi tra i singhiozzi.
Lui non poté fare niente che tacere in assenso.
<<Sì ma..>> iniziò poi si tacque di nuovo.
Io piangevo sempre più forte mentre lui esitava nel consolarmi.
Improvvisamente, mi prese forte si lati delle braccia mettendosi alla mia altezza costringendomi così a guardarlo negli occhi.
<<guardami>> disse, io guardavo verso il basso.

<<guardami>> ripeté. Io continuavo ad evitarlo.

<<Guardami!>> disse una terza volta, alzando la voce. Io incrociai il suo sguardo.

<<Non possiamo mollare adesso.>> iniziò, poi continuò.
<<Dobbiamo dimostrare alla polizia che noi non centriamo niente.>> io feci per aggiungere qualcosa ma lui ricominciò.
<<Yuna e Hyeonju le devi lasciar perdere.>> io iniziai a scuotere la testa. Non potevo abbandonarle così.
<<Loro hanno preso le loro decisioni, noi non centriamo niente. Devi tutelarti, Juno.>> disse fermo.
Ero combattuta, il mio cuore diceva una cosa ma la mia mente dava ragione a Yoonho.
Così mi tacqui e lo abbracciai forte, lasciandomi cullare dalle sue forti braccia.

Lui mi riaccompagnò nella sua camera.
Mi sdraiai. Le mani mi tremavano ancora, anche se cercavo di tenerle ferme stringendole tra loro.
Yoonho si muoveva lentamente, mi passò accanto e invece di tornare sul divano si mise poco distante da me. Non mi toccò. Era una presenza discreta, attenta. Come se avesse paura che basti un gesto sbagliato per farmi crollare.

<<Prova a dormire>> disse piano. Dicendo questo mi accarezzò dolcemente i capelli.

Annuisco, anche se so che è inutile. Mi stendo, il tempo passa ma io resto sveglia.

Poi, un po' dopo, per la prima volta da ore, il sonno mi trovò.




Il mattino dopo Yoonho mi trova seduta in cucina con una tazza di caffè vuota ormai da ore, le gambe accavallate e lo sguardo rivolto verso il telefono che mi illuminava il volto.

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