"Andiamo in un luogo speciale."
Raggiungemmo una piccola casa situata di fronte ai binari di un treno. Sebbene fosse immersa nel verde, non lontano si potevano ancora scorgere delle abitazioni.
"Siamo arrivati" disse lui soddisfatto, io lo guardai confusa.
"Alcuni anni fa trovai questo posto, credo fosse una fermata di una piccola stazione ma non ne sono sicuro." dicendo questo si avvicinò alla casetta, cercando di evitare dei rami vicini.
Io non risposi, poco dopo lui si girò verso di me : "Che fai? Non vieni?".
Io feci un cenno e lo seguii.
Tirò fuori una chiave e la girò nella serratura.
"Come fai ad averne le chiavi?" Gli chiesi sorpresa.
"Ho cambiato la serratura." mi rispose con nonchalance.
In quei pochi secondi che ci mise ad aprire la porta mi guardai attorno, osservando il porticato.
Il pavimento era leggermente rialzato dal terreno, in cemento grezzo e mostrava i segni del tempo con piccole crepe. I muri della casa invece erano per la prima metà di mattoni rossi, mentre l'altra metà si innalzava fino al tetto di un leggero colore azzurro. Il colore originale si poteva ancora scorgere nonostante fosse ricoperto da alcuni murales colorati; non riuscivo però a capire cosa ci fosse scritto.
Il tetto invece era piatto a parte per sopra il portico, dov'era spiovente.
Infine, posai di nuovo lo sguardo sull'entrata, Yoonho copriva quasi per intero la porticina di legno bianca.
Sentii la porta sbloccarsi e lui entrò, mentre io mi soffermai ad osservare ciò che poco prima non ero riuscita a guardare bene :
H
S
Y
S
Misi la mano destra sulla cornice della porta, quasi come a guidarmi nella lettura della scritta che avevo appena notato, quattro lettere incise erano accavallate una sopra l'altra.
"Entra." mi incitò Yoonho ed io, mi chiusi la porta alle spalle.
Il corvino accese un generatore, ed immediatamente una striscia di led illuminò la piccola abitazione.
La casa, era formata da tre piccole stanze aperte dove, quella a sinistra presentava un letto a castello, quella in centro un tavolino e quella a destra un piccolo fornello da campeggio accompagnato da una scatola di cartone con delle scorte di ramen.
Di giorno, l'abitazione era illuminata da due piccole finestre : una per lato, coperte da delle leggere tendine bianche.
"Ecco il mio rifugio" disse sedendosi per terra, sospirando per stanchezza.
"Ti piace?" mi chiese subito dopo con un sorriso.
Io esitai qualche secondo poi, guardandomi attorno, risposi : "sì, è carino qui."
Lui sembrò tirare un sospiro di sollievo, e sdraiandosi a terra su un materassino mi disse :
"Ah menomale, sai, di solito non piace alle ragazze che vengono qui."
Io lo guardai male e poi scherzosa gli tirai un cuscino che trovai poco vicino :
"Quanto sei stupido!" lui rise insieme a me.
"Ti sei organizzato bene qui dentro." dissi, guardandomi attorno ancora una volta.
"Sì, è così." incominciò; dicendo questo prese una pallina da tennis poco vicina ed iniziò a farla rimbalzare contro il muro che si trovava davanti.
"Una volta venivo spesso, avevo motivo di tenere tutto ciò che mi serviva." proseguì, continuando a giocare.
"Raccontami." lo incitai.
"Cosa?" mi chiese, quasi non capisse.
"Hai detto che venivi spesso, sono curiosa." precisai.
Lui fermò la pallina, poco dopo riprese a farla rimbalzare.
"Quando iniziai il liceo mi sentivo parecchio solo,
non avevo amici e non trovavo punti di interesse in comune con i ragazzi della mia età." iniziò, io sentendo di poterlo capire, sentii il cuore riaprirsi di una ferita che stava provando a rimarginarsi.
"A volte marinavo la scuola, mio padre lavorava tutto il giorno e non se ne accorgeva."
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Only Us ~
RomanceJuno finita la maturità sogna un'estate indimenticabile in Corea. Con la sua migliore amica Yuna al suo fianco, tutto sembra possibile: risate, avventure e notti illuminate dalle luci di Itaewon. Ma l'estate prende una piega inaspettata... e Juno in...
