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"..E adesso, il prossimo premio va a uno dei nostri migliori studenti. Grazie al suo duro lavoro, ha portato riconoscimento alla nostra università in tutta Italia." l'uomo entusiasta rallentò; la suspense nel pubblico cresceva.
"Sto parlando di..
Juno!"
Gli altri studenti iniziarono ad applaudire, mentre io salivo le scale del palco felice.
"Complimenti Juno, grazie alla fama del tuo romanzo la nostra università ha raggiunto il più alto picco di iscrizioni nella storia del nostro ateneo." disse porgendomi un piccolo trofeo, passandomi così la parola.
"Vi ringrazio tutti, è un onore essere qui e rappresentare la mia università-" mi fermai di colpo quando notai tra il pubblico una ragazza.
Lei mi osservava, seria. La sua espressione sembrava quasi colpevolizzarmi per qualcosa. Non l'avevo mai vista, eppure mi sembrava di conoscerla da una vita.

Tentai di continuare, ma non trovavo più le parole. Mi girai verso il preside, agitata, per cercare aiuto ma lui non c'era più. Così come non c'era più un pubblico. Il teatro era vuoto, buio. Io ero ancora lì sul palco da sola, osservata ancora da quella ragazza minuta. Lei portava una camicia bianca ed un pantalone nero elegante. I suoi capelli neri lisci le ricadevano morbidi sulle spalle, i suoi occhi erano taglienti.
Improvvisamente si alzò, incamminandosi per lasciare l'aula.
"No, aspetta!" dissi, con voce sottile. Cercai di scendere le scalette ma il brusco rumore di una campanella scolastica mi fermò.
"Chi sei?" chiesi, chiamandola. Lei sparì dalla mia vista.
"Cosa ci faccio qui?"

Sentii il melodioso suono di una campanella a vento che mi svegliò dal sonno.
Mi guardai attorno, sfregandomi delicatamente gli occhi, per un attimo non ricordavo dove mi trovassi.
Rivolsi lo sguardo alla mia destra dove vidi Yoonho. La sua pelle candida era illuminata dai fievoli raggi del sole, che entravano dalla vecchia finestra, mentre il viso era teso, rapito dal sonno pesante. La sua presenza mi calmò, facendomi già dimenticare dello strano sogno appena fatto.
Mi girai lentamente ed ammaliata dal suo viso, feci per mettergli una mano sulla guancia per accarezzarlo.
Quando ancora era in aria, poi, la ritrassi per paura di svegliarlo e tornai alla mia posizione iniziale.

Dopo quelli che credo essere stati solo pochi minuti, mi risvegliai sentendolo stiracchiarsi vicino a me.
I nostri sguardi si incrociarono però non una parola proferì per qualche secondo.

"Ciao." disse con un sorriso, la sua voce era roca dal sonno.
Io arrossì e lo salutai a mia volta.
"Come hai dormito?" mi chiese Yoonho.
"Bene, alla fin dei conti non è così catapecchia come pensavo.." alla mia provocazione lui scoppiò a ridere.
"Se vuoi subito qua fuori a destra c'è un bagno." mi disse poco dopo
"Un bagno? Davvero?"
"Sì ricordati che questo probabilmente era un ufficio di qualche stazione dei treni." io feci un cenno con la testa.
"Dai vai, intanto io preparo la colazione."
"Cavolo sei proprio ben organizzato qui allora.."
"Ma con chi credevi di aver a che fare.." dicendo questo mi fece un occhiolino, io risi.
Uscii prendendo il telefono.
"Aspetta!" Yoonho mi richiamò, così mi voltai.
"Ti servirà questo." disse lanciandomi un rotolo di carta igienica, io lo presi goffamente al volo e lo strinsi sotto un'ascella.
Lo salutai con la mano libera e poi mi chiusi la porta alle spalle.

Trovai subito il bagno, era infatti praticamente attaccato alla casetta ma con il buio di ieri sera dovevo per forza non averlo visto.
"Forza Juno fatti coraggio, di sicuro questo bagno dev'essere almeno da dieci anni che non viene pulito ma almeno sei con Yoonho, stai vivendo un'avventura." Tenevo la mano destra sulla serratura e con gli occhi chiusi cercai di darmi forza ripetendo frasi incoraggianti ad alta voce.
"Adesso è arrivata l'ora di vedere il mostro che si cela qui dietro questa porta..
Uno..
..Due..
..Tre!"
Dissi ad alta voce l'ultimo numero, al contempo sbloccai con forza e decisione la porta.

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