Capitolo sedicesimo: un regalo speciale

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I ragazzi camminavano con passo abbastanza svelto per le stradine di Hogsmeade, Scorpius davanti, che guidava la ragazza, e la rossa che lo seguiva con passo un po' incerto.Dopo un lungo tratto, finalmente Rose ruppe il silenzio, dando voce ai suoi interrogativi:
'Perché ti serve il mio consiglio "da donna", Scorpius?'
Il biondo si girò, la guardó negli occhi e le fece un grande sorriso.
'Devo fare un regalo alla piccola Violet, gliel'ho promesso'.
Infatti, mentre parlava con Rose della sua famiglia, Scorpius si era ricordato di un episodio avvenuto quell'estate prima che lui partisse per Hogwarts. La piccola Violet trotterellava per la casa canticchiando una canzoncina che aveva imparato all'asilo nido, ed era arrivata nella camera di Scorpius. Il ragazzo aveva il suo baule aperto sul letto, e stava preparando tutto l'occorrente per cominciare il suo quinto anno ad Hogwarts.
La piccola era rimasta pietrificata.
'Scoppy', lo aveva chiamato, titubante.
Il fratello si era voltato e le aveva sorriso: 'Vivì'
'Pecché stai facendo la valigia?' continuó la piccola, con gli occhioni lucidi.
'Vivì, devo partire per andare a scuola', si era avvicinato il fratello, il quale si era abbassato all'altezza della bambina per accarezzarle una guancia.
'No Scoppy, non te ne andare!' Quasi urló Violet, iniziando a piangere a lacrimoni.
Scorpius allora l'aveva presa in braccio. Quello non era il primo anno dalla nascita della sorellina che Scorpius lasciava Villa Malfoy per andare ad Hogwarts, ma solo nel corso dell'ultimo periodo Violet aveva iniziato a parlare e a comprendere meglio ciò che la circondava, e sempre ultimamente si era legata tantissimo al fratello maggiore, di conseguenza la notizia della sua partenza l'aveva lasciata parecchio sconvolta.
'Vivì stai tranquilla, tornerò presto, per le vacanze di Natale, e staremo tanto tempo insieme' le disse cercando di cullarla in maniera un po' goffa.
Quelle parole la calmarono piano piano, così ben presto alla disperazione prese posto la curiosità, e Vivì inizió a chiedere tante cose a Scorpius sulla cara vecchia Hogwarts. Il biondo le raccontó quasi a mo' di favoletta della sua scuola (e ovviamente non dovette fare un grande sforzo d'immaginazione), delle quattro Casate, del Cappello Parlante, del Quidditch e delle gite a Hogsmeade.
'Quando andiamo ad Hogsmeade stiamo in giro per tanto tempo, facciamo passeggiate, prendiamo il gelato o la cioccolata calda e compriamo tante cose', le aveva detto.
Violet, che era rimasta incantata durante tutto il racconto, all'udire quel passaggio ebbe un guizzo e le si illuminarono gli occhi.
'Scoppy allora quando ci vai mi compri qualcosa?' Aveva chiesto con quei grandi occhioni verde smeraldo così simili a quelli della mamma. Scorpius le aveva sorriso, e le aveva promesso che le avrebbe portato un regalo.
Il biondo raccontó il tutto a Rose, la quale lo ascoltó guardandolo con tanta tenerezza, e alla fine gli sorrise.
'Che amore di fratello che sei!' Scherzó dandogli un pugnetto.
'Beh, questo già lo sapevo' fece Scorpius, facendo finta di lucidarsi le unghie.
Rose scoppió in una risata cristallina.
Quanto era bella quando rideva, pensó il biondo.
'Solo che adesso non sai che cosa prenderle, giusto?' continuó lei.
'Eccooo.. Esattamente' le rispose Scorpius, imbarazzato.
Rose alzó gli occhi al cielo, con aria divertita.
'Va bene, allora mettiamoci in marcia' proseguì la Weasley.
Camminarono ancora un po' (sempre mano nella mano) guardando in giro.
'Com'è la piccola Violet?' chiese Rose mentre si soffermava con lo sguardo su dei mercatini di stoffe colorate.
'Beh, Violet è una bimba vivace, allegra, le piace tanto ascoltare le storie che mia madre le legge la sera per farla addormentare, è golosa, esuberante e adora la musica, soprattutto quella classica, ma questo è un vizio che le ha trasmesso mio padre' le rispose divertito.
Rose stette un po' a riflettere.
'Ho un'idea!' Esclamó ad un tratto, poi si diresse verso un negozietto sulla sinistra. I ragazzi vi entrarono.
La bottega non era eccessivamente grande, aveva il pavimento in marmo, mentre tutte le pareti erano occupate dai più variegati strumenti musicali. La rossa si avvicinò al bancone, dietro il quale si trovava un uomo anziano con dei baffi bianchi pronunciati.
'Buongiorno, in cosa posso esservi utile?' Chiese il commerciante.
'Stiamo cercando un regalo da fare ad una bimba di tre anni che adora la musica, soprattutto quella classica' inizió Rose 'ed io avevo pensato ad un carillon'.
L'uomo le sorrise: 'ottima idea!', poi, con i ragazzi al seguito, si diresse in una stanzetta attigua a quella principale, nella quale su un angolo a sinistra c'erano dei carillon.
'Vedete, potete scegliere quello che più vi piace, poi insieme vedremo di modificarlo con la Magia' concluse il signore, lasciandoli soli. Rose e Scorpius si guardarono intorno, poi, contemporaneamente, poggiarono le loro mani su un carillon particolarmente bello color avorio con mille decorazioni intagliate.
Al tocco delle loro mani si guardarono contemporaneamente negli occhi, ad entrambi batteva forte il cuore.
'Prendilo tu, Rose' la incoraggiò Malfoy. La rossa fece quanto detto e insieme si diressero verso il bancone.
'Che meraviglia' commentó il commesso guardando il carillon.
Scorpius annuì, guardando Rose.
'Allora, avete già in mente qualche trucchetto?' Chiese il signore.
Rose prese la parola. 'Sarebbe bello se, ogni volta che si apre il carillon, ci fosse una musica diversa e la piccola vedesse delle proiezioni di ballerine classiche danzare sempre in maniera differente'.
'Devo ammettere di essere colpito' affermó Scorpius all'idea della ragazza.
L'anziano le sorrise ed inizió a pronunciare una serie di incantesimi per fare quanto richiesto. Alla fine, porse delicatamente il carillon ai due, che lo guardarono stupefatti. Aprirono il carillon e venne suonato un pezzo di Beethoven, eseguito da una coppia di ballerini classici, lo richiusero, lo aprirono ancora, vedendo questa volta tre ballerine con vestiti azzurri ballare sulla musica di Vivaldi. 'È bellissimo' sussurrarono Rose e Scorpius, contemporaneamente.
'Vi ringrazio, sono contento che vi piaccia' rispose l'uomo.
Si affrettarono a pagare, misero il carillon in un pacchetto regalo e uscirono salutando il negoziante. Varcata la soglia, Scorpius abbracció improvvisamente Rose e le fece fare un giro a mezz'aria, prima di posarla a terra. La rossa, sorpresa, nel mentre lanció un gridolino.
'Grazie mille Rose, davvero! Hai avuto un'idea bellissima, sono sicuro che Violet se ne innamorerà!' Le sussurró mentre la poggiava a terra.
'Non mi devi ringraziare, mi ha fatto moltissimo piacere aiutarti' rispose lei con un sorriso.
Scorpius provó il forte istinto di baciarla ancora, di sentire le sue soffici labbra sulle proprie, di odorare il suo profumo di vaniglia e avvertirlo fin dentro le ossa.
Le si avvicinò, quasi a sfiorarle il naso.
'Rose! Scorpius! Ma dove vi eravate cacc-' urló Albus, ma, rendendosi conto di avere appena interrotto un momento speciale, non concluse la frase.
I due si allontanarono imbarazzati, Scorpius guardó Potter in cagnesco.
'Abbiamo comprato un regalo alla sorellina di Scorpius' rispose la rossa, con gli occhi al pavimento.
'Ora però abbiamo finito, possiamo andare' esordì Scorpius. In realtà non avevano finito, ma la situazione era già abbastanza imbarazzante.
'Cosa le avete preso?' chiese Albus.
'Un carillon meraviglioso, però non ve lo possiamo far vedere perché è nella confezione regalo' disse Rose, dispiaciuta.
'Fa nulla Rose, non preoccuparti, ora però è meglio se ci avviamo o il professor Paciock andrà su tutte le furie' concluse Albus.
Così, con la luna che si iniziava già ad intravedere in cielo, i tre ragazzi si avviarono per tornare alla locanda.

Note dell'autrice:
RAGAZZI NON CI CREDO, LA MIA STORIA HA GIÁ MILLE VISUALIZZAZIONI!
Ringrazio tutti coloro che si sono soffermati a leggerla, e spero che andando avanti coi capitoli vi piaccia ancora di più, ho ancora molte sorprese eheheeh.
Al prossimo aggiornamento, un bacio a tutti ❤️

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