Rose correva con tutte le sue forze per il castello. Ripensare a quello che Elizabeth le aveva detto la faceva stare troppo male.
'Perché lui è un Malfoy, e Rose solo una lurida mezzosangue'.
Queste parole continuavano a rimbombarle in testa, insistentemente, e le creavano angoscia.
Rose non aveva mai dato troppo peso a queste cose: anche sua madre le aveva raccontato che da piccola c'erano state persone nella sua scuola che la etichettavano con un soprannome simile,ma Hermione aveva semplicemente capito che non bisognava dare troppa importanza a ció che gli altri dicevano, anche perché, si sa, le questioni sulla razza pura non hanno mai portato a nulla di buono.
Rose aveva seguito il consiglio della madre, e aveva sempre ignorato tutto ciò, anche se comunque era una ragazza sensibile ed in generale ci stava male. Da quando era arrivato Scorpius, peró, queste parole avevano cominciato ad avere un enorme peso per la Weasley. Lei lo amava da ormai due anni, e da quando lui si era iniziato ad avvicinare Rose aveva provato un turbine di emozioni, dalla felicità alla paura di non essere alla sua altezza. Perché lui era Scorpius Malfoy, ottimo cercatore di Quidditch, eccellente studente e bellissimo ragazzo, inavvicinabile per tutte. Tranne che per lei. E, vedendo che Scorpius, tra tante belle ragazze, avesse deciso di approcciarsi proprio a lei,Rose si era sentita estremamente lusingata e aveva visto da subito più reale la possibilità che Scorpius divenisse finalmente il suo ragazzo, ma allo stesso tempo aveva avuto paura che qualsiasi cosa potesse intaccare il loro rapporto. E infatti, prima Montague e poi la Nott, l'avevano chiamata 'lurida sanguemarcio', e secondo quest'ultima lei, Rose Weasley, non era all'altezza del Malfoy. Era davvero così?
Mentre Rose ancora correva e rimuginava, si scontrò con qualcuno, e cadde a terra.
'Rosie'.
La sua voce, il suo profumo, la investirono immediatamente. Con uno scattó alzó la testa, ed incontró i suoi occhi magnetici color ghiaccio, che la guardavano preoccupati.
'Cosa è successo?' Le chiese Scorpius, abbassandosi alla sua altezza per aiutarla a rialzarsi.
'N-nulla' borbottó lei, con fare non troppo convinto.
Scorpius incatenó di nuovo il suo sguardo a quello di Rose.
'Non penso proprio che tu stia così male per nulla' insistette lui.
Poi, con uno scatto, mise Rose con le spalle al muro, e la bació.
Rose mise le mani tra i suoi capelli e lo attiró di più a sé, Scorpius le circondó la vita con un braccio, e usó l'altra mano per asciugarle la guancia.
Dopo un po', si staccarono di nuovo.
'Cosa c'é che non va?' chiese ancora Scorpius, accarezzandole la guancia.
Rose si abbandonò a quel tocco delicato, e lo guardó ancora negli occhi.
'Nulla, adesso mi sento di nuovo bene' e le comparve un sorriso radioso sulle labbra.
Anche Malfoy sorrise.
'Piccola Weasley, non pensare di potermi ingannare così facilmente.'la rimproveró dolcemente.
Rose si rabbuió di nuovo, guardando verso il pavimento. Alcuni secondi di silenzio, poi, finalmente, parló:
'Elizabeth ha sentito me ed Alice che parlavano del tuo gufo, e ha confessato che è stata lei a prendere il mio biglietto, perché non capiva per quale motivo tu me ne avresti dovuto mandare uno, se non per i compiti. A quel punto io, arrabbiata, le ho detto che stavamo insieme. E lei, lo sai cos'ha fatto?' Fece un'altra pausa, con le lacrime che le iniziarono di nuovo a sgorgare dagli occhi.
'Cosa ha fatto? chiese retoricamente Scorpius, accarezzandola ancora.
'È scoppiata a ridere, e ha detto che noi due non potremmo mai stare insieme, perché tu sei un Malfoy e io..... Solo una mezzosangue' Rose ora piangeva a dirotto, il suo petto era scosso dai singhiozzi. 'E io.. E io.. Non ci ho visto più...e l'ho Schiantata' confessó, alla fine.
Scorpius la guardó negli occhi, poi la abbracció dolcemente e le diede lievi baci sul collo per farla tranquillizzare, mentre le accarezzava la schiena con una mano.
Rose, pian piano, si rilassó, i singhiozzi rallentarono, le lacrime smisero piano di sgorgare. Rimase abbracciata a Scorpius ancora un po', ricevendo brividi di piacere sul collo, nei punti dove lui poggiava lievi baci. Accortosi del fatto che la rossa aveva smesso di piangere, Malfoy la allontanó da sé per guardarla negli occhi. Era bellissima anche in quel modo, con i capelli leggermente arruffati, le guance bagnate e gli occhi ancora lucidi.
'Rose, adesso ascoltami' inizió lui, mettendo le sue mani sui fianchi di lei.
'Elizabeth Nott è, come Montague, una povera frustrata, che non sa a cosa appigliarsi per sentirsi superiore ad altre persone, e tira ancora fuori pregiudizi razziali che sono scomparsi più di venti anni fa. Non sai quante volte mio padre mi abbia fatto discorsi su quanto tutte le maldicenze sui nati-babbani e sui mezzosangue non avessero fatto altro che rovinare la sua vita e la sua reputazione, mi ha raccontato sempre di quanto si sia pentito di aver avuto gli stessi perversi ideali della Nott da ragazzo. E mi ha educato a non essere come lui. Per quanto mi riguarda, tu potresti essere un vampiro, un centauro, una sirena o un Dissennatore (ma perdonami, in questo caso non ti bacerei), per me rimarresti sempre e comunque la mia bellissima Rose, l'unica capace di farmi provare emozioni così forti con uno sguardo o con un sorriso, l'unica che non si è soffermata all'apparenza ed è riuscita a scavare più a fondo. E non sai quanto ti amo, per tutto ció. Che vadano a farsi fottere la Nott, Montague e tutti quelli che la pensano come loro. Io e te stiamo insieme, e tu per me sei stata la più grande conquista che potessi desiderare, e te lo ripeto ancora, niente e nessuno, tantomeno pregiudizi infondati, riusciranno ad allontanarmi da te'.
Rose rimase ancora una volta meravigliata, come tutte le volte che lo sentiva parlare. 'Grazie, Scorpius, grazie per tutto' riuscì a balbettare, poi lo bació con trasporto, ricevendo immediatamente risposta dal ragazzo.
Poco dopo si staccarono, rimanendo con le fronti appoggiate l'una a quella dell'altro.
'Almeno abbiamo risolto il mistero di Snow' sorrise il Malfoy, cambiando argomento.
'Infatti, ma se non fosse stato per quell'asina giuliva ci saremmo messi insieme molto prima!' Brontoló Rose, con una smorfia buffa.
'Non è vero, per come sei testarda ti avrei comunque dovuto aspettare ancora'. Entrambi risero.
'Rose' la chiamó di nuovo Scorpius.
'Dimmi' rispose lei, con un sorriso.
'Senti.. Tu lo hai già detto a qualcuno?' chiese il Malfoy, curioso.
'Che stiamo insieme, intendi? L'ho detto solo ad Alice.. E poi lo sono venute a sapere le mie compagne di dormitorio' rispose, imbarazzata.
Alcuni secondi di silenzio.
'Io non l'ho ancora detto a nessuno' affermó Scorpius.
'Cosa?' Chiese Rose, lievemente scioccata 'Nemmeno ad Albus?'.
'Io non sapevo che tu lo avessi detto ad Alice!' si difese Scorpius.
'Ma Alice è Alice, come facevo a non dirglielo? Io e lei ci diciamo tutto' disse Rose, con un tono leggermente polemico.
Scorpius riprese la calma immediatamente. Non voleva certo litigare per una cosa così stupida.
'Io volevo aspettare te, per dirlo a tutti, ma insieme. Ma stai tranquilla, troveremo presto un'occasione per annunciare a tutti il nostro fidanzamento' sorrise, prendendole le mani.
Rose stava per rispondere, quando dal corridoio comparve un'altra figura familiare.
'SIGNORINA WEASLEY!' tuonó arrabbiata la McGranitt.
Scorpius e Rose si allontanarono immediatamente.
'Salve, professoressa' pigoló Rose, intimorita.
'Venga immediatamente con me. Nel mio ufficio.' abbaió la Preside, sistemandosi gli occhiali.
Fece un cenno con la testa a Scorpius a mo' di saluto, poi si avviò spedita.
Rose lanció un'ultima occhiata al ragazzo, poi,spaventata per il suo tono brusco, si avviò per seguire la donna. 'Cosa diranno i miei? Bel regalo di Natale che gli hai fatto, Rose!' si rimproveró la Weasley, camminando dietro l'insegnante di Trasfigurazione.
Percorsero vari corridoietti, salirono alcune rampe di scale, e finalmente giunsero davanti all'ufficio della Preside di Hogwarts.
'Pasticcini alla crema' pronunció lei, autoritaria. La porta si aprì immediatamente, rivelando l'ampio ufficio da sempre appartenuto ai presidi di Hogwarts. La McGranitt, con passo svelto, si accomodó dietro la cattedra. Rose la seguì, con passo più incerto: non era mai stata convocata nell'ufficio della Preside se non per ricevere dei compiti da Prefetto, prima di allora, ma adesso certo non era stata chiamata per quella ragione. Vedendola per la prima volta così insicura, i ritratti dei vecchi dirigenti cominciarono a sussurrare.
'Silenzio!' Pronunció la McGranitt.
'Si accomodi, signorina Weasley' disse poi, rivolta a Rose.
I ritratti ammutolirono, mentre una preoccupata Rose si sedeva di fronte alla donna.
Passarono alcuni secondi di imbarazzante silenzio.
'Signorina Weasley, credo che lei conosca bene il motivo per il quale ho deciso di convocarla' inizió Minerva,poggiando le braccia sul tavolo 'e gradirei capire per quale ragione una studentessa disciplinata e diligente come lei abbia aggredito in quel modo la signorina Nott'.
Rose fece un profondo respiro, in modo da mantenere la calma e da guadagnare un po' di tempo per scegliere le parole.
'Signora Preside, ammetto di avere Schiantato Elizabeth e mi rendo conto di aver commesso un errore, di cui mi pento sinceramente. Ma è stata un'azione dettata dall'istinto, poiché lei mi aveva insultato più volte prima che io le lanciassi l'Incantesimo' spiegó Rose.
La professoressa la guardò intensamente negli occhi, prima di replicare:
'Signorina Weasley, comprendo che lei abbia vissuto un momento d'ira, ma ció che vorrei farle capire è che la violenza non è mai una giusta soluzione'.
'Ha ragione professoressa. Capisco di aver sbagliato, e sono pronta ad accettare la sua punizione' replicó Rose, con gli occhi bassi.
La McGranitt sostenne un altro po' lo sguardo severo, poi la sua espressione si addolcì. 'Signorina Weasley, voi mi avete sempre ricordato in maniera incredibile vostra madre, ma anche lei, con vostro padre e vostro zio, ne ha sempre combinate di mille colori. Ció che mi interessa è che lei abbia capito il suo sbaglio. Per il resto, è la prima volta che lei commette qualcosa che va contro il regolamento, e a Natale siamo tutti più buoni. Per questo, più tardi puó andare semplicemente ad aiutare Madama Pince a mettere a posto gli ultimi libri della biblioteca'.
Rose guardó la McGranitt con occhi pieni di gratitudine.
'La ringrazio davvero, professoressa.' rispose lei, alzandosi.
'Non c'è bisogno di ringraziamenti, signorina Weasley' rispose lei con tono gentile. 'Ora puó andare, ci rivedremo domani mattina per i saluti. Arrivederci' la congedó.
'Arrivederci, professoressa' salutó Rose'. Poi, con passo deciso, la giovane si avvió alla porta, diede un ultimo sguardo alla Preside, poi varcó la soglia, dirigendosi verso la biblioteca.
Note di Giuljaa:
CIAO RAGAZZI! Allora, comincio col dire che questo capitolo non è un granché, ma questo soltanto poiché è di passaggio, dato che ci stiamo avviando alla conclusione di questa fan fiction :(.Detto ció, voglio ringraziarvi ancora: siamo arrivati a più di duemila visualizzazioni! Spero che la trama continui a piacervi, se vi va votate e lasciate qualche commento, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate.
Al prossimo capitolo💕
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Violet's power
Fanfiction"Per l'altezze l'amai del suo dolore: perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra, e tutto seppe, e non se stessa, amare" Fanfiction che ho scritto tempo fa, dedicata a Rose e Scorpius, figli rispettivamente di Ron Weasley e Draco Malfoy della saga...
