Capitolo decimo: la partita di Quidditch

2.3K 143 1
                                        

Il freddo stava arrivando anche ad Hogwarts.
Ci si avviava verso dicembre, e la temperatura era scesa di parecchio. C'erano giá state le prime nevicate, e il suolo si stava giá iniziando a tingere di bianco.
Scorpius si sentiva completamente vuoto.
Aveva raccontato tutta la situazione ad Albus, il quale aveva sia rimproverato la sorellina (nonostante Scorpius gli avesse esplicitamente detto di non farlo) sia provato a parlare con la cugina.
Rose, peró, non aveva voluto sentire ragioni.
Albus aveva cercato di migliorare la situazione, ma non aveva fatto altro che peggiorarla.
Infatti, una sera era andato ai dormitori Grifondoro per stare con i cugini e i fratelli, e si era ritrovato a parlare con Rose, rivelandogli che la ragazza che aveva baciato Scorp era la dolce Lily.
Da quel momento, Rose non aveva più rivolto la parola nemmeno a lei, considerandola una traditrice.
Rose continuava a dire che di Scorpius non le importava più nulla, ma le si leggeva in faccia che non era assolutamente vero. Di lui gliene importava, gliene importava eccome.
Scorpius, invece, non aveva mai finto il contrario: sapeva di provare qualcosa di molto intenso per Rose, e non aveva mai provato a negarlo.
Solo che ora, la sua vita, senza lei, le sembrava inutile.
Ma non poteva farci assolutamente nulla, o almeno, così credeva.

Quel giorno, ci sarebbe stata la partita di Quidditch, Grifondoro contro Serpeverde.
Scorpius giocava da Cercatore, Albus e Zabini erano i Battitori, Collins, Flitt e Nott erano i Cacciatori, Urquart il portiere.
La squadra Grifondoro, invece, era composta interamente dai Weasley, ad eccezione di un Potter e un Paciock
Come Cercatore c'era James, i Battitori erano Fred e Hugo, i Cacciatori Frank, Roxanne e Lucy.
Il portiere era Rose.
Tutti erano in fermento, come sempre, se si trattava di una partita Grifondoro-Serpeverde, le due acerrime nemiche di Hogwarts.
Anche Scorpius era agitato e in ansia, perché oltre a tentare di prendere il Boccino per primo avrebbe cercato, se avesse potuto, di parlare con Rose.
Gli spalti erano pieni di tifosi in delirio, con sciarpe, stemmi e fuochi d'artificio delle rispettive Case.
Scorpius aveva ricevuto una piacevole sorpresa, prima della partita.
Stava sistemando tutto l'occorrente nella sua stanza e, dopo essersi assicurato di avere tutto quello di cui aveva bisogno, era uscito dai dormitori Serpeverde.
Stava imboccando il corridoio che lo avrebbe portato alla Sala d'Ingresso, quando aveva sentito un rumore di tacchi e si era reso conto che qualcuno stava scendendo le scale.
Sinceramente, poco gli importava.
Aveva iniziato a salire le scale e aveva incrociato la donna a metá percorso, ma, troppo occupato a pensare ai fatti suoi, non l'aveva riconosciuta.
Era quasi alla fine delle scale, quando..
'Scoppy!'.
Si era voltato. La donna in questione era sua madre, Astoria Greengrass in Malfoy, vestita con un tailleur grigio con sopra un camice da medico. E aveva in braccio l'esserino che lo aveva chiamato.
A Scorpius s'erano illuminati gli occhi.
'Violet!' L'aveva chiamata, raggiungendo di corsa la madre e la sorellina.
Non appena era stato abbastanza vicino, la bimba aveva sporto le braccia cicciottelle per farsi prendere in braccio. Scorpius non se lo era fatto ripetere due volte e aveva acconsentito alla richiesta della sorellina: l'aveva presa in braccio e le aveva fatto fare un giro a mezz'aria, prima di abbracciarla.
'Ciao, Scorp!' Aveva salutato Astoria dando un bacio sulla guancia al figlio.
'Ciao mamma! Ma cosa ci fate tu e Violet qui?!' Aveva chiesto Scorpius, felice e sorpreso.
'Impegni di lavoro. Dovevo portare a Madama Chips dei medicinali dal San Mungo, e dato che sapevo che tu oggi giocavi, ho voluto portare Violet con me. Tuo padre ti saluta e ti augura buona fortuna' aveva risposto la donna con un sorriso.
Scorp era contento: gli piaceva stare con la sorellina, e gli faceva piacere che fosse venuta a vederlo giocare.
Era stato un po' a chiacchierare con la madre e a giocare con la sorellina, poi, vedendo che si stava facendo tardi, aveva salutato entrambe precipitosamente ed era corso verso gli spogliatoi.
'Era ora!' Disse Albus, non appena lo vide.
'Scusa Albie, ma ho avuto visite' si giustificó Scorpius
'Ah sì? E di chi?' 'Mia madre e mia sorella sono qui. Mamma doveva portare delle cose a Madama Chips, ma dato che sapeva che oggi giocavo ha portato anche Violet perché mi venisse a vedere'
Albus non vedeva Scorpius così felice da tanto tempo, e non poteva che essere contento per lui.
'Proprio perché c'è tua sorella, oggi dobbiamo vincere. Chiaro?'
'Chiaro' fece Scorpius.
Pochi minuti, e le porte si aprirono.
Il campo era completamente ricoperto di neve, sugli anelli si era iniziata a depositare un po' di brina, ma il cielo era sereno.
Si poteva giocare senza problemi.
Le squadre entrarono secondo il proprio schieramento.
Scorpius riconobbe subito Rose, da lontano.
Mai come quella partita, sembrava concentrata a non far segnare a Serpeverde nemmeno un punto.
Faceva quasi paura, ma Scorpius la trovava comunque bellissima.
Si posizionarono ognuno sulla propria metá campo, i capitani si strinsero la mano e, dopo il fischio di Madama Boumb, tutti erano giá in aria.
I minuti scorrevano veloci. Rose era più in forma che mai, e soltanto grazie ad un paio di finte Serpeverde era riuscito a portarsì a casa una ventina di punti.
I Grifondoro erano in vantaggio di una trentina di punti, giocavano in maniera compatta e sembravano più preparati per quella partita, rispetto ai Serpeverde.
La partita era iniziata da un' ora oramai, e il punteggio era settanta a quaranta per i Grifondoro.
Scorpius aveva tentato più volte, con la scusa di cercare il Boccino, di avvicinarsi a Rose, la quale lo aveva peró sempre prontamente allontanato.
Stava perdendo le speranze, sia per la partita che per parlare con Rose, quando, finalmente, lo vide.
Ad una quindicina di metri da lui, con le sue piccole ali e il corpicino rivestito di oro, c'era il Boccino, che svolazzava frenetico. Scorpius ebbe un tuffo al cuore. Poteva farcela.
Si avvió verso il Boccino, e proprio mentre stava per afferrarlo, questo riprese la sua corsa.
James si accorse di ció che era successo, e partì anche lui all' inseguimento del Boccino.
In pochi secondi aveva raggiunto Scorp, e ora stava avendo luogo un testa a testa senza precedenti.
Il Boccino viró bruscamente verso destra, molto vicino a Scorp, poi precipitó verso il basso ad una velocitá pazzesca.
Scorpius e James lo inseguirono. Il Boccino stava per schiantarsi al suolo. Scorpius aveva immediatamente capito che, all' ultimo momento, avrebbe di nuovo virato verso l'alto, per questo, si fermó appena in tempo, ad un palmo dallo schianto. James, peró, non fu così rapido, e non riuscì a fermarsi, cadendo miseramente al suolo.
Ora era fuori gioco. Scorpius sentiva di potercela fare. Insieme al Boccino, aveva ripreso quota. Tese la mano per riuscire finalmente a prenderlo.
'Attento Scorpius!' Fu quello che gli venne urlato.
E, prima di rendersene conto, divenne tutto buio.

Violet's powerLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora