Capitolo 14

555 32 8
                                        

E l'amore guardò il tempo e rise,
perché sapeva di non averne bisogno.
Luigi Pirandello

Grace's pov

Si guarda attorno, come per prendere coraggio e dopo alcuni secondi torna a guardare me.

«Avevo circa sedici anni quando è successo,» inizia a parlare.

«Mamma stava preparando la cena e io stavo in camera mia a fare i compiti, ad un certo punto la sento urlare fortissimo, corro in cucina e quello che vedo lo ripercorro quasi ogni notte, è come un incubo.»

Si ferma un attimo, come per riprendere fiato e poi continua,

«si era avvicinata troppo con la manica della maglietta alle fiamme e così aveva preso fuoco, tutto il suo braccio, dalla mano fino alla spalla era letteralmente a fuoco.»

Gli stringo più forte la mano, ha gli occhi lucidi e sta ricordando, lo capisco perché succede sempre anche a me. Soprattutto in questo periodo.

«Ho provato a spegnerlo con di tutto e dopo alcuni minuti ce l'ho fatta ma il suo braccio era in condizioni..»

«Non avevo neanche la patente, a malapena sapevo portare una macchina ma in quel momento non mi importava, ho preso mamma in braccio attento a non toccarle troppo il braccio ferito e l'ho caricata in macchina.

Arrivati l'hanno portata subito via e in sala di attesa ho trovato quella che un tempo era la mia ragazza, non mi ricordo perché stava là. Appena mi ha visto mi ha chiesto cosa fosse successo a mia madre e poi senza dire niente se n'è andata.

Ho aspettato su quella sedia per non so quante ore, non mi sono mosso, mai. Avevo paura che muovendomi potesse succedere qualcosa e così sono rimasto immobile.

Il braccio di mia madre l'hai visto, lei si considera un mostro da allora e odia incontrare persone nuove perché sa già la faccia che avranno, non l'ha sorpresa il modo in cui l'hanno guardata Adam ed Eva ma il modo in cui l'hai guardata tu.

Come se non avesse niente, come se il segno di quello che le è successo non esistesse.»

Sento le lacrime salire e faccio di tutto per scacciarle vie, fallendo. Ne sento una scendere sulla mia guancia, non faccio niente per mandarla via, non tolgo le mani dalle sue.

La lascio semplicemente percorrere il mio viso.

«Quando era tornata a casa passavo tutto il giorno appiccicato a lei, non mi staccavo mai. Non entrava in cucina, ne era completamente terrorizzata e anche io non ci riuscivo.

Olivia, la mia ex ragazza, non mi era molto d'aiuto. Faceva di tutto per mettermi in ridicolo davanti a tutti i nostri amici, le pochissime volte che uscivo, solo perché mamma aveva compagnia e non stava da sola. Una sera mi era arrivata una foto che ritraeva lei e un altro ragazzo in discoteca che si baciavano, il giorno dopo invece iniziò a girare per tutto il nostro gruppo di amici un'altra foto, ero io che tenevo in braccio mia madre all'ospedale e si vedeva chiaramente il suo braccio.

L'aveva messa in giro lei, aveva detto che tutti dovevano sapere che mia madre non sapeva nemmeno cucinare senza mandare a fuoco tutto. Che era negata, sia come cuoca che come madre e che lei stava con me solo perché voleva attirare l'attenzione di un ragazzo.»

MilagroDove le storie prendono vita. Scoprilo ora