Pov Riccardo
La strada correva sotto il pulmino azzurro, chilometri e chilometri di strada, grigia, piatta e asfaltata e, tra l'altro, nemmeno molto bene. Guidavo da ormai DIECI ore, dieci noiosissime ore passate ad aspettare di arrivare e a fissare la strada senza poter staccare gli occhi, improvvisamente vorrei non aver preso la patente, ci avrebbero potuto portare i genitori e io sarei rimasto dietro con gli altri a divertirmi, senza dover guidare o essere responsabile di nove adolescenti irresponsabili. Ora mi sento mio padre, mi sento adulto e so che non sono pronto ad esserlo, insomma, chi è il primo a prendere la sbronza ad ogni festa? andiamo ragazzi! ho solo diciotto anni! fatemi divertire!! >_-Ehy Sam, ma la patente ce l'hai vero?
-Siii.........
-Ho capito, guido io.
mentre risalivamo gli chiesi perché si era offerto di guidare, e lui rispose
-Perché eri stanco e ho già guidato macchine in passato, sono finito all'ospedale, ma ho già guidato.
-Ah...ricordami di non chiederti più niente.
ridemmo e risalimmo in macchina, non mi ero mai divertito tanto, forse perché non sto mai con la gente della mia età.
Dopo pochi minuti svoltammo in una strada costeggiata da immensi ulivi centenari che con le ombre dei loro rami creavano un gioco di luce e ombra sull'asfalto creando splendidi disegni...ma sono davvero io a parlare? no ecco perché...boooo, lasciamo perdere, sono stanco e voglio andare a mangiare.
Pov Nina
Ian non mi aveva neanche guardata, non mi aveva parlato, nemmeno pensato, almeno credo. Fissando fuori dal finestrino scorsi la casa, o almeno quella che credevo fosse la casa, avevo visto le foto su tripadvisor delle persone che l'avevano affittata prima di noi, erano tutti ricconi con i soldi che gli uscivano dalle orecchie, però ne parlavano molto bene.
Era un edificio bianco a due piani, era enorme. sulla facciata esposta alla strada c'era un enorme terrazzo che si affacciava proprio in riva al mare, l'entrata era un moderno portone di vetro, circondato da enormi vetrate che fungevano da finestre, sul terrazzo erano strategicamente posizionati sei lettini, un tavolino e sei sedie. entrammo un po' a disagio, e chi era abituato a così tanto lusso? Le pareti interne erano interamente bianche e i mobili invece erano di legno. c'era un'enorme divano in pelle bianca, posizionato davanti ad una TV al plasma, sotto cui stava un impianto stereo, la wii, l'x-box e, ad un lato, una libreria piena di film e giochi. girando un angolo ci si trovava in una fantastica cucina completamente aperta con i ripiani in quarzo bianco, i pensili in legno scuro come il tavolo, e un'isola per la colazione enorme. Quest'ultima stanza si affacciava su un enorme giardino con una piscina dall'acqua cristallina, due lettini foderati di bianco ed una specie di letto coperto, con le lenzuola bianche e i cuscini arancioni
-OK, quello è mio. -ridemmo tutti.
Salimmo le scale per andare al piano di sopra, i gradini erano tanti e attaccati solamente al muro, mi vennero le vertigini. Poi dovevo tirare il trolley strapesante sulle scale che sembravano alquanto pericolanti. C'erano due enormi camere con la vista mare e che si univano nel terrazzo che si vedeva da fuori, ogni camera era dotata di tre letti a castello, ogni letto aveva accanto un comodino di legno con una abat-jour bianca. Una delle due stanze era dotata di una cabina armadio, un'enorme cabina armadio che, ad occhio e croce, era grande come la mia sala da pranzo. Io e le altre ragazze ci piazzammo davanti alla porta della stanza guardando i ragazzi con aria implorante tirando fuori il labbro inferiore e congiungendo le mani
-Pleeeeeeeeeeeeaseeee
I ragazzi si scambiarono un paio di occhiate ma alla fine ci concessero la camera, visto e considerato che nessuna di noi aveva un solo trolley. Su quel piano, in fondo al corridoio, c'era inoltre un enorme bagno con due lavandini, doccia in cristallo e soffione a pioggia, un water talmente bianco da accecare chi lo guardava e una vasca idromassaggio con sali da bagno lilla in tinta con il tenue colore delle pareti
-questo è nostro, voi ragazzi la farete in giardino!
disse subito Giulia, allora tutti cominciarono a bisticciare, mentre Andrea scese le scale tornando al primo piano.
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SUMMER
Roman d'amourQuesta è la storia di come dodici ragazzi, hanno passato l'estate fra divertimenti, giochi, rivalità, amicizie e ... amore. -------------------------------------- --tratto dal capitolo "Ti amo"-- -Gea dimmi quello che pensi- dissi poggiandole una m...
