Capitolo 23

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Benjamin e Adelaide stanno girando il film, è da un'ora che sono qui guardarli e non sono affatto capaci di recitare, per questo ho deciso di fare una pausa caffè, resteremo qui per altre tre ore se continuano a fare così.
Solo quando arriva la scena di canto di Benjamin il film diventa accettabile, forse.
Ma durante la scena mia mamma mi chiama, quindi io del tutto sorpresa vado in un'altra stanza per vedere cosa vuole.
Fuori dall'agenzia le rispondo.
"Ciao tesoro, mi mancavi volevo sentirti" dice mia madre ma rimango molto insospettita.
"Cosa c'è?" chiedo stanca.
"Dai Eli, possiamo porre l'ascia da guerra?"
"Hai iniziato te" borbotto.
"Ti riaprirò i conti corrente e le carte di credito, ma spero tu sia responsabile e che li userai per la scuola di guida" un sorriso si apre sulle mie labbra a sentire quelle parole.
"Certo, grazie!" dico felicisssima, per poi chiudere la chiamata, ora si che si ragiona.

Dopo aver scattato delle foto per la copertina del film le porto a Kamil nel suo studio.
Nel suo studio lo ritrovo con due lattine di birra in mano, è completamente sbronzo, certo non abbastanza da fare delle cavolate ma insomma, siamo a lavoro!
"Ti prego Elizabeth, rimettiti con me" dice rosso in viso dall'alcol.
"Sei ubriaco lercio Kamil" gli faccio notare.
"Anche se è senza impegno mi va bene, ma stai con me" dice alzandosi e vedendo verso di me.
"Ti prego Anais" dice tenendomi le mani e baciandole, le tolgo bruscamente dalla sua presa e lo spintono all'indietro buttandogli addosso le carte per le copertine.
Che schifo.
Kamil dopo essere caduto, perchè l'ho spento, se ne va.
Ora che se n'è andato però non verrò pagata se non fa il suo lavoro, e io voglio assulutamnete essere pagata, diventerò il doppio ricca con le carte aperte di mia madre e il mio lavoro.
Mi siedo sulla ssedia dello studio di Kamil e inizio a modificare le foto, e ne creo una perfetta che attira subito l'attenzione.
Mettendoci due ore piangevo se non usciva un buon lavoro, decido di chiamare il capo e Benjamin per vedere se gli piaceva.

"Direi che va bene, discreto" risponde il capo molto velocemente per poi uscire, al contrario Benjamin rimane sulla soglia a fissarmi.
Per diminuire il caldo che provo in questo momento decido di bere un sorso d'acqua.
"Quell'imbecille non sa cosa si è perso" dice sincero e io, inevitabilemente, sputo l'acqua e inizio a tossire mezza scandalizzata con Benjamin che mi guarda divertito all'effetto che mi fa.
"Smettila di prendermi in giro" gli dico una volta aver finito di bere.
"Non lo sto affatto facendo, sono solo felice almeno ora posso non sentirmi in colpa per fare questo" dice per poi baciarmi.
La sensazione più bella di sempre è questa, con lui.
"Ci vediamo a casa" dice con i suoi occhi azzurri che mi guardano attentamente, per poi andare via.

Prima di andarmene vengo fermata da la voce di un ragazzo che piange e prega tra le lacrime di non essere licenziato...ma questo è Kamil.
"Le regole sono chiare, a lavoro non si beve" dice autoritario Benjamin.
"Ho bisogno di questo lavoro!" dice piangendo in ginocchio a Benjamin.
"Beh, ti sei bruciato la possibilità di rimanerci" sbotta aggressivo.
"Ti prego! La mia famiglia finirà sotto un ponte se mi licenzi" dice disperato Kamil.
"Vai via parassita schifoso, e se ti avvicini di nuovo a Elizabeth ti fucilo" dice.
"E pensi che starà davvero con te? Sa che la odi perchè ogni volta che la vedi ti ricorda tutte le estati che avete passato insieme? Che odi l'estate a causa sua? La vuoi solo prendere in giro" dice Kamil e Benjamin gli intima di stare zitto.
Decido di andarmene con un peso sul cuore, lo avrei dovuto sospettare, io e Benjamin siamo tutto fuorchè innamorati.

Ho pensato troppo, non avrei dovuto e proprio per questo ora sto male, avrei dovuto prepararmi al peggio, al tragico, e invece ho pensato al bello, ma ho sbagliato forse io il bello non lo merito mai.
Ora comunque voglio solo domrire e non pensare ad altro.

Quella dannata estateLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora