Non c'è cosa più traumatizzante che il ritorno a scuola dopo le vacanze primaverili.
E il tutto viene reso ancora meno bello da mio fratello Dennis e le sue foto di Oxford, che malvagio...
Per di più il signorino si sta godendo tutti i confort che avevo prima di lui!
Il maggiordomo, la domestica, l'autista e lo chef.
Al momento è l'unica persona, oltre me ovviamente, che sa il patrimonio di mamma, a papà abbiamo deciso di non dire nulla, e ho imposto a Dennis di non farne parola con nessuno di quanti soldi ha.
Già le persone pensano che sono snob di mio, non serve che vedano che effettivamente lo sono anche materialmente, per lo meno questo è lo stereotipo.
Dopo una giornata estenuante di scuola posso aspettare in pace il mio autobus.
Essendo che dovrò aspettare un'ora non posso che non ignorare la mia fame crescente, lo sapevo che una caramella alla liquirizia non bastava.
Caramella che ho supplichevolmente chiesto a Kira, e neanche mi piacciono alla liquirizia ma la fame è un'arma potente.
Non è un'arma potente quando si parla di dover far fronte agli studenti della San Paolo, perché dietro la via in cui sono ci sarebbe un Mc'Donalds, ma si trova a metà strada con la mia scuola e la San Paolo, siamo da sempre stati in conflitto con loro, sono scuole che hanno incorporate anche le elementari e medie, quindi ho ricordi ben vividi del loro comportamento presuntuoso, piuttosto che aver a che fare con loro mi tengo la fame!
Mi stupisco nel vedere davanti a me che passeggia Kamil, il fotografo, con la maglia della scuola San Paolo.
Cerco di mimettizarmi coprendomi col giubbotto alla meno meglio ma a quanto pare è inutile perché mi saluta... e si avvicina pure.
"Tutta sola soletta eh? Non ti annoi?" mi chiede amichevole Kamil prendendo posto vicino a me sul muretto in cui sono seduta.
"Fortunatamente sono provvista di telefono" dico sventolando la mia anima gemella sotto al suo naso, accorgendomi solo adesso di quanto sia sul punto di surriscaldarsi.
"Essendo che ho a cuore la tua batteria, ti terrò compagnia, così non si scaricherà" dice sistemandosi meglio sul muretto.
"La mia batteria sta benissimo, ma se proprio ci tieni siediti pure il posto c'è" dico facendogli spazio spostando un pò il mio zaino.
"Così vai alla Bishop Fitzgerald school, i nostri nemici" dice lui guardando la mia divisa.
"Già, voi siete il motivo per cui non vado a pranzare al Mc'Donalds" dico scherzosamente.
"Hai paura di noi?" chiede sempre in tono ironico.
"Vuoi scherzare? L'ultima volta che ho provato ad andarci riuscivo a malapena ad entrarci, e quando ce l'ho fatta era tutto pieno" spiego imbronciata.
"Tra quanto arriva il tuo bus?" mi chiede cambiando argomento.
"Tra quindici minuti... perché?" chiedo guardando l'ora nel telefono.
"Perchè vorrà dire che domani per la prima volta mangerai al Mc'Donalds" dice determinato.
"Stai scherzando?" gli chiedo mettendomi a ridere, non serviva fare questo posso benissimo aspettare di arrivare a casa.
"No, sono serissimo, fidati di me" mi risponde con tanto di occhiolino.
"Non so, perché mi sembra che questa offerta ha un prezzo?" chiedo sospettosa.
"Perchè è così, ma non è molto alto, anzi forse ti sarà anche piacevole" risponde.
"Ovvero?"
"Esci con me, un'uscita tra amici" dice nervoso.
"Solo tra amici?" chiedo circospetta.
"Per il momento si" soppeso bene le due alternative accorgendomi che la più conveniente sia la sua, è vero che potrei benissimo rimanere a stomaco vuoto aspettando di tornare a casa, ma il Mc'Donalds è buono e poi per un'uscita tra amici non cascherá mica il mondo.
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Quella dannata estate
PengembaraanElizabeth Adams dopo aver reso la vita impossibile a sua madre, che dopo il divorzio è andata a vivere a Oxford in Inghilterra, viene costretta a ritornare in Gibilterra da suo padre e suo fratello maggiore. Il suo incubo, vuole andarsene e ritornar...
